23/11/2017

Cesena targato Foligno

CESENA– Lasciata alle spalle una delle stagioni più nere della sua storia, il Cesena sta ponendo le basi per una pronta risalita nella cadetteria. Fatta cassa con la risoluzione delle importanti comproprietà di Moscardelli (tornato a Rimini), Bernacci (salito in A a Bologna) e Pellicori (momentaneamente ad Avellino), si può dare inizio alla rifondazione della squadra. Anche perchè i tre bomber non sono stati gli unici a dar l’addio. Ammainata la bandiera Salvetti, accasatosi al Sassuolo, il capitano del nuovo corso sarà un altro romagnolo doc, il soldatino tuttofare di Meldola Roberto Biserni (l’ultimo superstite, tra l’altro, della promozione del 2004). Via i giovani e ambitissimi Valdifiori e Jidayi, rispettivamente a Empoli e Mantova (comproprietà), e svincolato “l’indesiderato” Doudou, rimangono da piazzare il contestatissimo Anastasi, Bracaletti (inadatto al modulo del nuovo mister), Piccoli (tornato da Ancona solo per rifare le valigie) e, probabilmente, i terzini Turati e Cortellini, reduci da una stagione ben al di sotto delle aspettative. Incerto il futuro di Ola e Cusaro (rinnovata comproprietà col Novara). Un vero e proprio repulisti, insomma.

Spesa a Foligno– Il nuovo Cesena sarà decisamente targato Foligno. Il neoallenatore Bisoli, infatti, sta cercando di portare in riva al Savio alcuni dei suoi pretoriani. Manca solo l’ufficialità per l’ex Rimini Bonura e Segarelli: il primo giostra sull’esterno, il secondo è in grado di agire al centro e da mezz’ala destra. Ha già messo nero su bianco, invece, il classe ’87 Mondini arrivato dalla città di Virgilio nell’ambito dell’affare Jidayi. Con questi tre acquisti la mediana bianconera è praticamente completa. E di prim’ordine: le riconferme del Conte De Feudis e Campedelli (piede permettendo) unite ai rientri di Ceccarelli e Sacilotto sono una garanzia. Passiamo alla difesa. Minotti, in merito, è stato chiaro. Se Biasi e Lauro non si muoveranno dalla Romagna, non arriverà nessuno. In caso contrario, sono stati contattati due uomini di esperienza, il frusinate Pagani (classe ’77), già seguito dal Cavalluccio a gennaio, e l’ex Empoli Vanigli. Ad ogni modo, fiducia al promettente Denis Tonucci, lanciato in prima squadra dall’ex Castori. Sull’out mancino, invece, potrebbe esserci un revival. Simone Groppi, appena svincolatosi dal Foggia, potrebbe tornare a Cesena dopo 4 anni di lontananza. Il nuovo estremo difensore del Cavalluccio, invece, sarà Ravaglia. Il giovane numero uno, reduce da un’ottima stagione in prestito al Poggibonsi (C2), è uno dei tanti validi prodotti del florido vivaio bianconero. La società gli affiancherà un dodicesimo navigato: in pole l’indimenticato ex Micillo. L’altro giovanissimo estremo difensore Rossini (che esordio nel derby col Bologna quando ipnotizzò dagli undici metri Adailton) andrà in prestito “a farsi le ossa”.

Chi sarà il bomber?- Rimane da analizzare l’attacco, il reparto che più stuzzica l’interesse dei tifosi. Premesso che Bisoli dovrebbe giocare con il 4-3-1-2, il fantasista in grado di accendere la luce davanti dovrebbe essere Villar Rodriguez, peperino argentino della Primavera di Lorenzo. Per lui, dopo qualche spicciolo in B, potrebbe essere l’anno della consacrazione: le qualità ci sono tutte. Stesso discorso per il baby gigante Djuric, un classe ’90 che già in questa stagione si è caricato sulle spalle il peso dell’attacco bianconero vista la sterilità del reparto (Moscardelli escluso). L’obiettivo è trattenere questi richiestissimi giovani. Ma i rinforzi, ovviamente, non mancheranno. In cima alla lista dei desideri c’è Motta, 31enne ex Rimini di proprietà della Pistoiese. Il suo ingaggio dovrebbe essere questione di dettagli. Le ultime voci, invece, danno vicinissimo Veronese, 32enne bomber del Venezia, 11 centri nell’ultima annata. I sogni, invece, sono altri: Girardi, altro fedelissimo di Bisoli, e soprattutto la vipera Mastronunzio, artefice della promozione dorica in B (16 gol tra regular e playoff). Difficile, però, arrivare a loro.