23/10/2017

La Spagna cala il tris, il sogno russo finisce

giugno 27, 2008 di  
Inserito in Euro 2008

Vienna- Il Nonno batte il Mago. La Spagna rifila tre “pappine” alla Russia e vola meritatamente in finale dopo un’assenza lunga 24 anni. La Roja ha spezzato i sogni russi con un secondo tempo perfetto, facendo valere il suo maggior tasso tecnico abbinato ad una tenuta fisica migliore. Domenica sera contro la Germania ha un’occasione unica per spezzare un sortilegio lungo 44 anni. La Spagna, per il gioco messo in mostra, è già la vincitrice morale del torneo, ma se dovesse fallire tutto questo cadrebbe nell’oblio.

Que Espana!- Aragones manda in campo per la quinta volta la stessa formazione (squadra che vince non si cambia), Hiddink cerca di far l’ennesima magia inserendo Semak come buttafuori davanti alla difesa e affidando il compito d’inventare alla stella Arshavin. La prima delle due mosse funziona, perlomeno nel primo tempo, la seconda meno, visto che il fantasista dello Zenit è irriconoscibile. A scombinare i piani del tecnico olandese interviene però un infortunio. Russo, direte voi. E invece no, ad andare ko è il capocannoniere del torneo Villa, il più attivo dalle parti di Akinfeev fino all’infortunio (che lo terrà fuori anche in finale). Un brutto colpo che nonno Aragones trasforma in mossa vincente. Al posto del bomber del Valencia, infatti, entra Fabregas, il primo degli esclusi. Il 4-4-2 diventa 4-1-4-1 con Senna schermo davanti alla difesa e la coppia Silva-Iniesta che si scambia le fasce di competenza. Ed è subito scacco matto: il centrocampista del Barça serve alla perfezione il compagno di club Xavi, abile a trafiggere Akinfeev. Da lì in poi non c’è più partita. La Roja mostra tutta la sua superiorità, personalità, il suo essere gruppo vero. E il c.t. iberico vince il duello a distanza con Hiddink ancora una volta quando sostituisce Torres con Guiza. Il pichichi della Liga lo ripaga subito con il gol ammazza partita, ispirato per altro dall’altro subentrato Fabregas. Il mediano dell’Arsenal conferma il suo stato di grazia servendo il tris su un piatto d’argento a Silva. La sua prestazione è superlativa, ma elogiare i singoli in un’orchestra così ben assortita sarebbe riduttivo. La Spagna è riuscita ad abbinare la storica bravura nel palleggio al cinismo in fase offensiva e all’attenzione in quella difensiva. 9 gol fatti e 2 subiti è una statistica che parla da sola. E la Russia? Irriconoscibile rispetto il match con l’Olanda. Hiddink aveva ragione quando dichiarò che avrebbe preferito incrociare l’Italia. Sapeva benissimo che la Roja (per caratteristiche tecnico-tattiche) l’avrebbe messo maggiormente in difficoltà. E non si è sbagliato. Ma può comunque ritenersi soddisfatto, la Russia il suo piccolo Europeo l’ha vinto.