22/10/2017

Quito show, il primo round è tuo

giugno 26, 2008 di  
Inserito in Calcio Estero, Copa Libertadores 2010

Un poker per ipotecare la Copa. Il Quito annichilisce con un primo tempo sensazionale il Fluminense nel match d’andata della finale di Libertadores e mette le mani sul trofeo. Gli ecuadoriani hanno meritato pienamente il successo, dominando per gran parte dell’incontro. I brasiliani, invece, rimangono in vita soltanto grazie alla rete del 2-4 di Thiago Neves nella ripresa. Domenica al miticò Maracanà conosceremo il nome della nuova regina di Sudamerica. Il Fluzao deve vincere con 3 gol di scarto, perchè in finale la regola dei gol in trasferta non è valida. In caso di vittoria con 2 reti di differenza, quindi, si va ai supplementari e, se il risultato non cambia, ai rigori.

Ecuadoriani incontenibili– La formazione di Bauza ha preparato una partita d’attacco per sfruttare al meglio il fattore campo- non indifferente vista l’altura di Quito che mette puntualmente in difficoltà gli avversari- e la spinta del suo pubblico. E ai fatti fa seguire le parole con una partenza sprint. Guerron crossa teso e basso da destra, Bieler anticipa da dietro Thiago Silva e fulmina F.Henrique con una spaccata di prima intenzione. Sono appena passati due minuti, gli ecuadoriani sono già in vantaggio. Il Flu, però, reagisce. Al 5′ Washington fa le prove generali del pari che arriva 7 minuti dopo. Dario Conca pennella con il suo mancino da posizione impossibile e siderale (30 metri), incastonando la sfera nel sette. Un vero e proprio capolavoro balistico che gela la Liga. La formazione di casa accusa il colpo, Arouca potrebbe ribaltare la situazione con un bel tiro da fuori. Ma è solo un attimo, il pallino del gioco torna presto in mano agli ecuadoriani (a fine primo tempo la statistica del possesso palla reciterà 60% a loro favore). Sugli sviluppi di un calcio di punizione deviato dalla barriera, Bieler è libero di colpire dall’altezza del dischetto ma il numero uno carioca fa un mezzo miracolo respingendo di piede. Nulla può, però, sul destro fulminante di Guerron, abile a raccogliere la respinta. Il vantaggio è una spinta incredibile per il Quito. La seconda metà del primo tempo, infatti, è un incubo per il Flu. Al 33′ sugli sviluppi di un corner il centrale Jairo Campos infila F.Henrique (non ineccepibile nell’occasione) con un’inzuccata pregevole da posizione defilatissima. Ma non è finita qui, i calci d’angolo si confermano il punto debole dei carioca. Al 46′, infatti, Urrutia è liberissimo di colpire di testa da due passi, complice una difesa da statuine di sale. E’ il 4-1, la torcida della Casa Blanca è impazzita, il Tricolor carioca è completamente in bambola.

Thiago Neves dà un senso al ritorno– Meno densa di emozioni (sarebbe strano il contrario) la ripresa. La stanchezza si fa sentire, l’altura non aiuta il tentativo di rimonta degli uomini di Renato Gaucho. La rete che tiene viva la speranza, però, arriva: il solito Thiago Neves usa bene la testa, girando alla perfezione un cross di Gabriel. Il Flu acquista un pò di convinzione nei propri mezzi e il gioco si fa più equilibrato. Conca ci prova da fuori, dall’altra parte F.Henrique si riscatta con un paio di balzi felini su Bolanos e sulla punizione di Manso. Il ritmo cala col passare dei minuti, ma c’è comunque tempo per l’ultima emozione, firmata ancora Quito. Urrutia effettua un tiro cross velenoso, il numero uno Tricolor si salva con l’ausilio della traversa. A conti fatti il 4-2 va quasi stretto ai padroni di casa, autori di una prestazione sensazionale. La formazione di Renato Gaucho conferma invece i suoi limiti attuali, al Maracanà servirà l’ennesima impresa di questa Copa, sicuramente la più difficile. Altrimenti il trofeo volerà per la prima volta in Ecuador.