18/11/2017

Quito-Fluminense, appuntamento con la storia

Ci siamo. L’ultimo atto della copa Libertadores è alle porte. La formula, diversamente dalla nostra Champions, prevede match di andata e ritorno come nei turni eliminatori precedenti. Stasera (stanotte per il fuso italiano) si scende in campo a Quito, domenica a Rio de Janeiro. In palio gloria, onori e una grossa fetta di storia. Perchè per ecuadoriani e carioca si tratta di una prima volta.

Qui LDU– Alle spalle della Liga soffia un paese intero. In tutte le dichiarazioni prepartita, la Liga de Quito è diventata “Liga de Ecuador”. Un eventuale trionfo in Libertadores, infatti, renderebbe orgogliosa e felice tutta la nazione al di là dei sentimenti campanilistici. Giova ricordare a tal proposito che nessun club ecuadoriano ha mai sollevato il più importante trofeo continentale. L’apogeo è rappresentato dalle due finali perse dal Barcelona Guayaquil nel 1990 e 98′ al cospetto di Olimpia Asuncion e San Paolo. Il trait d’union tra quelle maledette sfide e l’incontro incombente è Josè Cevallos. Eh sì, perchè il navigatissimo numero uno del Quito era l’estremo difensore di quel mitico Barcelona. Nel 90′, l’anno del suo esordio in prima squadra, guardò la finale dalla panchina, 8 anni dopo ne fu protagonista assoluto, visto che aveva condotto i suoi all’atto finale a suon di parate (in semifinale contro il Cerro Porteno respinse 3 rigori). L’epilogo, però, fu estremamente amaro. Ed ora, a 37 anni suonati, dà l’assalto alla Copa per la terza volta. Sperando sia la volta buona.

Il Quito è arrivato in finale senza vincere. Il successo, infatti, non arriva da 5 partite, dal 2-0 inflitto all’Estudiantes. Nel retour match in Argentina è incappato in un ko indolore (1-2), poi 4 pareggi sono stati sufficienti per arrivare in fondo (doppio 1-1 col San Lorenzo e vittoria ai rigori; 1-1 e 0-0 con l’America, qualificazione acquisita per la regola dei gol in trasferta). Gli ecuadoriani hanno fondato i loro successi sulla solidità difensiva e sulla capacità di addormentare il gioco. Le ripartenze ficcanti con tocchi veloci hanno fatto il resto. L’obiettivo di stasera è vincere (in vista del ritorno in Brasile), magari “segnando il prima possibile”, come dichiarato dal tecnico Bauza. Proprio per questo il trainer schiererà una formazione offensiva.

Ecco il probabile undici titolare: Cevallos; Campos, Araujo, Calle, Ambrosi; Vera, Urrutia, Guerrón, Manso; Bolaños, Bieler.

Qui FLU– Una medaglia a due facce. Può essere così riassunta la stagione del Tricolor Carioca, esaltante (e anche un pò fortunato) in Copa, deprimente (qui la fortuna le ha girato decisamente le spalle) nel Brasileirao. Il Fluzao, infatti, è ultimissimo con appena un punto conquistato in 7 gare. Colpa di un involuzione di gioco preoccupante, di qualche errore arbitrale (come nell’ultimo turno, vedi: “Brasileirao, vincono tutte le prime“) e delle scelte del tecnico Renato Gaucho, che ha tenuto fuori tutti i big in vista di questa finale. Titolari risparmiati in vista della doppia sfida con gli ecuadoriani nella speranza che la mossa paghi. Tornano dunque in campo i vari Arouca, il centralone Thiago Silva (pericolosissimo sui calci da fermo, il Boca ne sa qualcosa) e sopratutto la coppia d’attacco WashingtonThiago Neves. Sono loro gli uomini in grado di fare la differenza, d’inventare la giocata risolutiva. Al miglior giocatore dell’ultimo brasileirao il compito di smazzare assist, all’esperto compagno quello di finalizzare (già 15 reti nell’anno del ritorno in patria dopo l’esperienza in Giappone).

Il cammino del Fluzao è stato rocambolesco, a tratti spettacolare. Superato per la prima volta la fase ai gironi, ai quarti è stato in grado di ribaltare lo 0-1 dell’andata con il San Paolo trionfando 3-1 con doppietta di Washington. Col Boca ha impattato in trasferta ed ha resistito ad un assalto stile forte Apache tra le mura del Maracanà grazie alle prodezze del “goleiro” Pedro Henrique. Sarà proprio il mitico stadio l’arma in più dei carioca per il ritorno. La spinta dei 74000 dell’ex Municipal è da sempre uno stimolo in più, soprattutto ora che sono passati 10 anni dall’ultima finale di Libertadores ospitata. Ma prima bisognerà respingere l’assalto in alta quota degli ecuadoriani.

Ecco l’undici in campo stanotte: Fernando Henrique; Gabriel, Thiago Silva, Luiz Alberto, Junior César; Ygor, Arouca, Cícero, Conca; Thiago Neves, Washington.

Lascia un commento

Dì la tua su questo articolo

You must be Autenticato come to post a comment.

-->