23/08/2017

Italia: tempo di riflessioni

giugno 23, 2008 di  
Inserito in Calcio Estero, Calcio news

Si torna a casa. E con le pive nel sacco. L’eliminazione di ieri sera brucia ancora: l’Italia campione del mondo è stata eliminata ai rigori dalla Spagna. Giustamente, occorre aggiungere. Perchè gli spagnoli, pur non creando tantissimo, sono stati padroni del campo: attenti in difesa (che partita Sergio Ramos…), hanno dominato a centrocampo e pagato l’imprecisione delle sue punte. La vittoria, anche se solo ai rigori, è sacrosanta. Le Furie Rosse superano in una notte il complesso d’inferiorità verso l’Italia e verso i quarti di finale e si propongono come squadra finalmente matura per i traguardi che contano. Auguroni…

E l’Italia? Volenterosa, tutto cuore e poco altro. Come nelle precedenti partite gli azzurri si dimostrano in debito d’ossigeno, in affanno dalla cintola in giù (Chiellini ieri ha messo più di una pezza), con poche idee in fase di costruzione e con Toni miglior difensore iberico in campo (che salvataggio su Grosso…). Adesso si dirà che mancavano Pirlo e Gattuso, che Di Natale non doveva entrare, che Del Piero era meglio dall’inizio, che Cannavaro era infortunato e Inzaghi a casa. In realtà, non è che gli assenti siano mancati: la sensazione è che questa Italia più avanti di così non poteva proprio andare… anzi, ringraziamo l’Olanda per non averci sbattuto fuori al primo turno e la Spagna di averci fatto arrivare ai rigori. L’onore, almeno, è salvo…(dicono).

Ora è tempo di riflettere e costruire un domani. Donadoni non si dimetterà, ma verrà cacciato tra le urla di giubilo del popolo e della stampa che sogna Lippi e le notti berlinesi. Ho sempre difeso il Ct, e non sono uno che lascia la nave quando affonda. Masochismo? Convinzioni! (Anche se c’è chi pensa il contrario…). Certo, Donadoni ha gestito male la squadra durante la permanenza in Svizzera e Austria. Non si possono giocare 4 partite con 3 moduli diversi, dando la sensazione di scegliere i giocatori più per esclusione che per convinzione. Aveva deciso di puntare sulla squadra che si era qualificata e sul 4-3-3 d’assalto. Giusto! Salvo poi cambiare idea dopo il primo tempo con l’Olanda. Si cambia! Come? 4-2-3-1, 4-3-1-2 poi si vedrà! E a quel punto le convocazioni fatte non avevano più senso. Troppi sei attaccanti se poi metti Toni a far l’ariete e non lo cambi mai. Soprattutto se il kaiser non ne prende una (con o senza baffi). Inutile anche puntare sul trequartista, se non hai nessuno in quel ruolo (sì lo so, c’era Perrotta…meglio nessuno). Poi vorrei sapere come era stata fatta la preparazione fisica. Giocatori imballati, sempre in ritardo sulla palla. Vedi i russi correre, poi pensi agli italiani e ti vengono le lacrime agli occhi. Queste le colpe di Donadoni. Non poche. Ma in campo ci vanno i giocatori. Tolti Buffon, Grosso, Cassano a sprazzi e Chiellini con la Spagna, si sono salvati in pochi. E dire che eravamo pieni di reduci del Mondiale, con un curriculum lunghissimo e i nervi temprati da mille battaglie. Forse qualcuno dovrebbe mettersi una manina sulla coscienza e farsi da parte… Errori ne ha commessi anche la Federazione. Direte, che c’entra? C’entra eccome. Da quando la nuova dirigenza è entrata in carica non ha mai smesso di ricordarci come Donadoni non fosse un loro uomo, concedendo continue fiducie a tempo, con annessa querelle sul contratto, cose che neanche in Madagascar (come disse Blatter…). La serietà non è della classe dirigente di questo paese, in compenso ai fallimenti (in tutti i campi) ci stiamo abituando. Grazie… Intanto la stampa sognava, chiedeva, gridava il ritorno del Marcello Nazionale. Si vince tutti insieme, si perde da soli. Donadoni lo sa, o lo scoprirà in questi giorni. In bocca al lupo.

Chiunque sarà il prossimo Ct, la parola d’ordine mi auguro sia rinnovamento. Ieri sera si è chiuso il ciclo nato a Francia ’98 e consolidato a Euro 2000 e in Corea. Ci ha portato in dote un titolo iridato e un Europeo sfiorato. Non è poco. Come anche le delusioni. Oggi è giusto ricominciare da capo. Cannavaro, Panucci, Materazzi, Del Piero, l’escluso Inzaghi, il vecchio Bobone Vieri, gli esiliati Nesta e Totti sono il passato. Buffon, Pirlo, forse Gattuso, Zambrotta, Grosso e Toni ci potranno stare, almeno fino al Sudafrica. Ma ci vuole gente fresca e con nuovi stimoli. Ripartire da Chiellini, da De Rossi, da Cassano e da Aquilani (nonostante la prestazione di ieri). Da Borriello e Quagliarella se si confermeranno. Ma anche da Giuseppe Rossi, Montolivo, Giovinco, Cigarini, Maggio, Dossena, Gamberini, Acquafresca (nomi sparsi qua e là, mi scuserete) e da chi si metterà in luce in futuro. Questo è il mio augurio. Forza azzurri!

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