18/11/2017

Vamos a matar l’Espana

giugno 22, 2008 di  
Inserito in Euro 2008

Tradizione contro cronaca, bellezza contro concretezza, c.t. vecchio contro c.t. giovane, nazionale fresca contro nazionale navigata. O se vogliamo spaghetti contro paella e più semplicemente Furie Rosse contro azzurri. In qualsiasi modo lo vogliate interpretare, l’ultimo quarto di finale in programma stasera a Vienna offre un piatto ricco più che mai.

Questo Europeo sembra fatto apposta per infrangere tabù, spezzare pronostici. La tiritera “sono 30 anni che non ci battono” o “30 che non li battiamo” è contata ben poco, come tutti abbiamo visto. Sarebbe meglio allora non evocare un dato statistico: gli spagnoli non ci battono in competizioni ufficiali dal primo dopoguerra, dalle Olimpiadi di Anversa del 1920. E in un europeo non ci hanno mai eliminati. L’ultimo ricordo ci porta ai Mondiali americani del 94′, quando la nazionale di Sacchi mandò ko le Furie Rosse proprio ai quarti (e ridai…). I quotidiani spagnoli hanno riesumato quel ricordo, focalizzandosi sulla gomitata rifilata da Tassotti a Luis Enrique. Il Marca ha titolato: “Italia, esto no se olvida” (questo non si dimentica). Speriamo che, almeno stavolta, la storia si ripeta. Gomitata esclusa, of course.

Se la tradizione dice Italia, la cronaca ribatte Spagna. Gli uomini di Aragones sono in striscia positiva da 19 partite ed hanno vinto le ultime 9 gare. La Roja ha il miglior centrocampo del mondo, tant’è che Aragones si prende il lusso di tenere  in panchina gente del calibro di Xabi Alonso e Fabregas. Davanti Villa è in iraddidio (4 reti sinora), Torres è un Nino pronto ad abbattersi contro la nostra difesa. Come se non bastasse, la Roja ci ha battuto nell’ultimo scontro diretto, 1-0 in amichevole ad Elche, golazo del bomber del Valencia. Le premesse per batterci, dunque, ci sono tutte. Ma i leoni del girone di qualificazione (Portogallo, Croazia e Olanda) si sono trasformati tutti in agnellini al momento della verità. Sarà così anche per la Roja?

Il morale degli azzurri è alto. Abbiamo superato la montagna del primo turno con fatica e grinta, come al solito ci siamo esaltati nel momento di maggior difficoltà. Oggi affronteremo la Spagna senza Gattuso e Pirlo. Assenze pesanti, soprattutto la seconda. Dovrebbe debuttare dal primo minuto Aquilani, ragazzo dalle indiscusse qualità, oppure spazio a Camoranesi, apparso però  poco in palla. Sarà fondamentale imbrigliare il loro centrocampo, non lasciare troppi spazi ai velocissimi Silva, Torres e Villa. In attacco dovrebbe essere riconfermato Cassano e, ovviamente, Toni. Dal talento di Bari Vecchia, sin qui disciplinatissimo, ci si aspetta una cassanata (nel senso buono, s’intende). Gli iberici temono una vendetta per tutti gli sfottò rivolti al numero 18 azzurro durante la parentesi madridista. Il bomber di Pavullo, invece, vuole sbloccarsi e tornare ad essere il centravanti che tutti conosciamo. Il baffetto nuovo di zecca e i colpi alle orecchie dei compagni vanno letti in chiave scaramantica. Ci auguriamo tutti che Luca indossi i panni del torero, un pò come in Uefa contro il Getafe.