19/11/2017

Brasile, l’incubo quinto posto diventa realtà

giugno 20, 2008 di  
Inserito in Mondiali 2010

Puerto la Cruz– Il Cile sconfigge in trasferta il Venezuela e scavalca il Brasile nel girone sudamericano di qualificazione per i Mondiali. La Rojita è quarta con 10 punti, la Seleçao un gradino sotto a 9. Un quinto posto che, se confermato a giochi fatti, vorrebbe dire spareggio contro la quarta classificata del girone nordamericano. Un vero e proprio affronto per la nazionale più titolata del mondo. Dunga è già sotto processo e nel prossimo decisivo impegno della nazionale carioca (6/7 settembre) proprio contro il Cile, il c.t. potrebbe non essere più lui. In lizza per la successione Ramalho (il tecnico del San Paolo), Braga (ex Internacional), Luxemburgo (allenatore del Palmeiras) e Zico (appena svincolatosi dal Fenerbahçe).

Suazo fa piangere i verdeoro– Detto del Brasile, va sottolineato il bel colpo del Cile. Il match di Puerto la Cruz è a due facce. Noioso nel primo tempo, spettacolare e pieno di colpi di scena nella ripresa. In apertura di partita, infatti, le due squadre pensano più a difendere che a offendere, con molti passaggi errati. Si registra, quindi, una sola occasione per parte: Bravo salva su Vargas, Sanchez punge in contropiede. Nella seconda frazione di gioco, come dicevamo, cambia la musica. I padroni di casa partono fortissimo e passano in vantaggio al 13′ con una punizione di Maldonado deviata fortunosamente dalla barriera. La reazione cilena non si fa attendere. Sanchez viene steso in area, Humberto Suazo trasforma: 1-1. Al 27′ la situazione si ribalta completamente. Jara viene lasciato libero di colpire in area su un cross di Gonzalez e non perdona. Trovatosi in svantaggio, il Venezuela abbandona ogni tatticismo e si getta in avanti. L’assedio viene premiato al 34′, quando Arango firma il pari. Il 2-2 pare il risultato più giusto, i giocatori in campo appaiono paghi. Tutti tranne Humberto Suazo. Il bomber rovina la serata ai brasiliani al 91′ con il guizzo che significa quarto posto. E che forse rappresenterà il capolinea di Dunga.