17/08/2017

Brasile-Argentina da sbadigli. E adesso Dunga rischia

giugno 19, 2008 di  
Inserito in Mondiali 2010

Belo Horizonte– Un pari da sbadigli. Come avevamo previsto, Brasile e Argentina non offrono uno spettacolo degno del loro nome nel 6°turno del girone di qualificazione ai Mondiali. E se la Celeste può accontentarsi di un pari in trasferta che la mantiene al secondo posto, Dunga e i suoi giocatori escono tra i fischi impietosi dei 52mila del Mineirão. La Seleçao, infatti, non vince da 3 turni, e se stasera Venezuela-Cile si chiuderà con un vincitore scivolerà al quinto posto. Quello che obbliga allo spareggio con la quarta classificata della zona Centro-Nordamericana, per intenderci. Una vera e propria ignominia.

Robinho vs Messi– Adriano torna titolare dal primo minuto al fianco di Robinho supportato da Anderson e Julio Baptista. Nella partita più delicata della sua gestione Dunga si affida all’interista. Ma la sua fiducia sarà mal riposta, come vedremo. Basile, invece, dà più peso all’attacco con l’inserimento di un altro nerazzurro, Julio Cruz. Ma la vera sorpresa è Gutierrez a sinistra con l’esclusione di Maxi Rodriguez. La partenza è equilibrata. Robinho si procura due ottime chanche a metà tempo: nella prima mette Julio Baptista a tu per tu con Abbondanzieri, ma il numero uno sventa da campione, nella seconda fa tutto da solo danzando sull’out sinistro, i difensori argentini salvano sulla linea di porta. La reazione della Celeste è affidata alle giocate di un Messi ispirato. La Pulce, però, è tanto bravo in fase di costruzione quanto impreciso in quella di finalizzazione. Anche Cruz ci prova, il suo colpo di testa si spegne a lato. Alla mezz’ora Dunga opera già il primo cambio: fuori l’infortunato Anderson, dentro Diego. La prima frazione si chiude sullo 0-0.

Sbadigli e fischi– Il Mineirão si aspetta di più nella ripresa, ma viene deluso. Si vedono di più gli ospiti infatti, e sempre con il solito Messi. Juan è costretto a fermarlo con le cattive: il centrale romanista meriterebbe il secondo giallo, ma l’arbitro Ruiz lo grazia. Anche Cruz ha un’altra buona opportunità, sciupata però con un tiro troppo debole per impensierire Julio Cesar. L’interista lascia spazio alla velocità di Aguero, mentre Dunga prova a cambiare qualcosa con la sostituzione di un deludente Adriano. Al suo posto Luis Fabiano, sebbene la torcida richiedesse a gran voce Pato. Le mosse dei c.t., però, non servono a nulla, la seconda frazione di gioco è di una noia mortale. Il pari ad occhiali diviene inevitabile, e alla luce di quanto visto è un occasione persa per la Seleccion. La Seleçao, invece, esce tra i fischi e i tifosi carioca intonano un “Addio Dunga” altamente significativo. Questo Brasile “sparagnino” ha già stancato il popolo verdeoro.