18/11/2017

Cabanas inguaia Dunga, Palacio salva l’Argentina

giugno 16, 2008 di  
Inserito in Mondiali 2010

Tutti aspettavano mercoledì. Il giorno di Brasile-Argentina, la partitissima. Le due pluridecorate nazionali, però, non avevano fatto i conti con Paraguay ed Ecuador. La Seleçao ha rimediato una figuraccia, la Celeste si è salvata all’ultimo respiro. Se le premesse sono queste, a Belo Horizonte ci sarà poco da divertirsi, soprattutto per Dunga.

Incubo Cabanas– Il c.t. brasiliano, infatti, ha scelto la giornata peggiore per criticare Kakà. L’ex viola, dopo aver escluso il numero 22 rossonero dal doppio match di qualificazione, ha infierito con alcune dichiarazioni velenose (“Siamo competitivi anche senza Kakà e Ronaldinho“; “Andrei al Mondiale con questa rosa“) che hanno accomunato il rossonero stesso a Ronaldinho, esaltando al contempo Robinho. Decisamente ingeneroso e, a posteriori, masochista. Dopo aver visto i suoi all’opera, infatti, avrà cambiato idea: la Seleçao è andata incontro ad un flop totale, complicando la sua corsa verso il mondiale sudafricano. I verdeoro hanno incassato due gol, nonostante il Paraguay abbia giocato in dieci per tutto il secondo tempo. Uno scatenato Cabanas- un incubo per la difesa ospite- in coppia con Santa Cruz ha affondato un Brasile spento, privo di idee. E il punteggio sarebbe stato più crudele per i carioca se il palo non avesse salvato per ben due volte la porta di Julio Cesar. Dunga ha provato pure la carta Adriano, al ritorno in Nazionale dopo diversi mesi, ma la Seleçao ha confezionato una misera palla gol. La classifica ora piange (quarto posto) e Dunga si gioca il posto contro la Celeste: vietato fallire.

Provvidenziale Palacio– L’Argentina, come dicevamo, non se la passa meglio. Nonostante la presenza in campo contemporanea di Aguero, Messi, Veron, Maxi Rodriguez e Riquelme, la formazione di Basile non brilla. La forma dei 5 “genietti”, infatti, è scadente: l’unico a salvarsi è Mascherano. L’Ecuador, invece, si copre con un prudente 4-5-1 e attende sornione. Basile cerca di dare più equilibrio alla squadra con l’innesto di Gago per Maxi Rodriguez, ma il vero problema è l’assenza di un centravanti di ruolo. Entra allora anche Cruz. Ma è l’Ecuador a passare: splendido scambio Ayovì, Tenorio e Urrutia, botta di quest’ultimo al volo e sfera sotto la traversa. Il Monumental è impietrito, la reazione non arriva. I gialli annusano il colpaccio. Basile getta nella mischia Palacio al 90′ quasi per disperazione. Buon per lui che il bomber del Boca lo ripaghi con l’insperato pari. Ma da salvare c’è solo il punto conquistato.

  • Fala scrive:

    ma come si fa a criticare Kakà…forse è invidioso perchè lui da giocatore non aveva certo quella classe…..

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