23/08/2017

Spettacolo oranje, Francia travolta

giugno 14, 2008 di  
Inserito in Euro 2008

Berna- 7 reti fatte e una sola subita contro il gotha del calcio mondiale. Questi i freddi numeri della magnifica Olanda di Van Basten, che riserva egual trattamento a Francia e Italia. L’armata napoleonica affonda contro la marea oranje, e si trova con un piede fuori dall’Europeo. Eh sì, perchè i tulipani hanno già conquistato qualificazione e primo posto, dominando il cosiddetto girone di ferro.  Contro i rumeni schiereranno con ogni probabilità le seconde linee, inguaiando galletti e azzurri. Il duello fratricida diventerà quindi inutile in caso di vittoria di Piturca: in un colpo solo le finaliste del Mondiale verrebbero sbattute fuori.

Show arancione- Un paragone con le magiche selezioni del 74′ e 88′, quelle di Cruijff e Van Basten per intenderci, è forse irrivente. Un dato di fatto, però, è inoppugnabile: gli arancioni giocano un bel calcio a tutto campo, sono mobilissimi, non danno punti di  riferimento all’avversario e sono letali in contropiede. Dalla cintola in su la tecnica è sopraffina, Van Nisterlooy è il classico finalizzatore che aiuta pure la squadra. L’unico neo è la difesa che lascia spesso spazi generosi. Poco male quando davanti crei molto. L’emblema di quanto detto a metà ripresa. Gli oranje hanno appena segnato il 2-0 nonostante stessero subendo la pressione transalpina. Pressione che si concretizza con il tocco felpato di Monsieur Henry sotto porta. E’ il 26′, la partita è riaperta. Nemmeno il tempo di respirare che l’Olanda assesta il colpo del ko. Robben viene lanciato sulla sinistra, finta e contro finta su Thuram e fendente sotto la traversa da posizione impossibile. Da applausi. E che dire del secondo gol? Veronica spettacolare di Van Nisterlooy, fuga di Robben sulla sinistra, cross col contagiri e tap in vincente di Van Persie. Uno spot per il calcio. L’ azione è stata innescata (guarda caso) dagli uomini inseriti da Van Basten a partita in corso. Il Cigno di Utrecht, infatti, aveva stupito tutti inserendo l’ala del Real per il lungagnone Engelaar. Mossa ripagata in pieno. Il c.t. tanto criticato che diviene improvvisamente un guru, insomma. Il bello degli oranje, inoltre, è che non si accontentano mai. E così gli amanti del bel calcio vengono deliziati dal gran gol di Sneijder, già a segno contro gli azzurri. Magari i tulipani si appassiranno sul più bello, ma nel frattempo stanno offrendo lo spettacolo migliore (e contro avversari di peso) dell’Europeo.

Adieu France?- E la Francia? Il punteggio la punisce oltre i suoi demeriti, ma siamo lontani dalla corazzata che conquistò mondo ed Europa. Su tutto, ha impressionato (in negativo) la fragilità difensiva. Il match, infatti, si è messo subito in salita per una non-marcatura (passateci il termine) di Malouda su Kuyt. I blues hanno reagito, soprattutto con il solito Ribery. Henry? Monsieur Titì non è al meglio, nel primo tempo è stato abulico. Alla distanza è cresciuto, ma ha sulla coscienza un gol letteralmente divorato sull’0-1. Si è rifatto dopo, è vero, ma l’armata di Domenech ha consegnato le armi subito dopo averle sguainate. Inutile giocare bene ed attaccare se manchi di personalità. Pure i transalpini possono lamentarsi con l’arbitro (rigore netto negato sullo 0-1), ma quando subisci 4 gol c’è poco su cui recriminare. Ed ora sarà di nuovo finale con l’Italia. In palio, stavolta, ben altro che la coppa del Mondo: la dignità (calcistica, “of course”).