23/08/2017

Euro 2008: Appunti di viaggio

giugno 12, 2008 di  
Inserito in Euro 2008

L’Euro austro-svizzero non è ancora entrato nel vivo; le partite sono state tutt’altro che esaltanti, con squadre spesso bloccate, pochi gol e qualche colpo di classe dei protagonisti annunciati, vedi alla voce Cristiano Ronaldo, Ibrahimovic e Villa. Chi ha impressionato? Le due iberiche, storiche cicale che bisognerà quindi testare quando il gioco si farà duro, l’Olanda, quadrata e facilitata nel compito da una difesa italiana tenera come quel tonno che si spezzava con un grissino. Altri? nessuno. La Germania gioca in contropiede (oh my God!), e pure benino, va detto, con la Polonia. La Francia balbetta (eufemismo) con la Romania, la Svezia affonda il fortino greco con un lampo di Ibra, la Svizzera naufraga nonostante non giochi male (inesperienza, ok, ma certi errori sottoporta alla lunga si pagano, magari a tempo scaduto…). Risultati a sorpresa, nessuno (forse Italia-Olanda, ma più per la portata del tabellino che non per la vittoria oranje in se). Aspettiamo buone nuove…. intanto ringraziamo i giovani Joao Moutinho e l’attaccante svizzero Derdiyok: se il primo non è una novità (lo vuole la crème del calcio europeo da due anni), il secondo, sostituto di Frei infortunato si è dimostrato talentino interessante da sgrezzare, per chi ne abbia la voglia. Non mi sono dispiaciuti neanche i turchi Arda Turan (anche se ieri sera dopo il gol Nesti ha parlato di Cristiano Ronaldo turco…ma daaaaaai!!!) e il dribblomane Kazim, il polacco brasileiro Guerreiro (se avesse anche il destro sarebbe fortissimo), e l’aletta tedesca Fritz. Bocciati Schweinsteiger e i suoi capelli, l’Italia nella sua interezza, Anelka, la Russia del buon Hiddink, Koller e il portiere portoghese Ricardo (chiamato “mani di burro” in patria, un motivo ci sarà). Citazione di demerito, infine, per la soporifera copertura della Rai che mi piazza il baffone di Bartoletti all’ora di cena a parlare di Cecoslovacchie e Unioni Sovietiche (scongelatelo!!!) e la briosa coppia Teocoli-Tombolini a mezzanotte. Grazie!!!

Se questo ha detto il campo, ben più interessanti alcune frasi carpite fuori dagli stadi. La prima, fresca fresca, di Monsieur Michel Platini: ”Sul campo si è registrato l’aspetto più importante: constatiamo infatti un crollo vertiginoso del numero di cartellini gialli e rossi. Non si è vista nemmeno un’espulsione e si può annotare un 40% meno di ammonizioni rispetto all’edizione del 2004.” Certo ma vogliamo parlare degli arbitraggi. Scadenti. Al di là del primo gol olandese, ma quello annullato a Pepe contro la Turchia grida vendetta. Come la miriade di rigori non fischiati qua e là. E poi facile dire crollo dei cartellini…se non si tirano fuori quando serve e si lascia picchiare… Ma ancora “Negli stadi nessun incidente da segnalare. Soprattutto, abbiamo notato i tifosi di tutte le nazionali cantare il loro inno nazionale, rispettare ed anche applaudire quello del loro avversario di turno. Bravi!” Bravissimi! Come sempre i tifosi sono la parte sana del calcio. Anche la Merkel, cancelliere tedesco, non ha fatto mancare un’uscita propagandistica e (per me) un po’ fuori luogo. Parlando dei tanti giocatori di origine straniera nella Nationalmannschaft ha detto, cito: “Vi faccio qualche nome di nostri connazionali particolarmente brillanti: Mario Gomez, Oliver Neuville, Miroslav Klose, Kevin Kuranyi, Lukas Podolski. Questi nostri connazionali ci mostrano quanta disposizione al lavoro ci sia in noi tedeschi: anche in quelli le cui radici affondano fuori dalla Germania“. Disposizione al lavoro teutonico ed integrazione. E parlare dei 140 tedeschi arrestati a Vienna per cori nazisti contro ebrei e polacchi? Certamente sono una minoranza risibile della popolazione, ma si fa sentire…

E peccato perchè effettivamente la novità più evidente di questi europei è proprio l’integrazione di elementi figli di immigrati nelle varie nazionali. A parte la Germania il caso più evidente resta la Svizzera. Già di per se il paese alpino non può essere definito una nazione…però ai tre popoli storici (tedeschi, francesi e italiani) oggi in nazionale ci sono turchi (ben 3), albanesi, spagnoli, brasiliani, serbi. Poteva esserci anche Rakitic, svizzero di nascita che ha scelto la Croazia, come i fratelli Kovac, nati e cresciuti in Germania. Dicevamo del turco Kazim, nato in Inghilterra, o del compagno Altintop, tedesco, mentre la stella svedese è un ragazzo di origini bosniache (Ibra, naturlich). L’Olanda, allo storico serbatoio del Suriname (in calo, in realtà) può aggiungere i figli di marocchini Afellay e Bouhlarouz. La Francia, come sempre, attinge a piene mani dal serbatoio ex-coloniale. Il calcio recepisce benissimo, e prima, i cambiamenti della società. L’Europa unita e il melting pot saranno sempre più visibili in futuro. Bello. Almeno per me. Però ricordiamoci come, per questi ragazzi, spesso cresciuti ai margini, lo sport sia l’unico modo di emergere in una società che tende a escluderli, o quanto meno a emarginarli. Ecco perchè prima di parlare di integrazione, mi metterei una manina sulla coscienza, fossi un politico. Buon Euro 2008 a tutti!

Lascia un commento

Dì la tua su questo articolo

You must be Autenticato come to post a comment.

-->