25/09/2017

Austria, quanti sprechi. Polonia acciuffata solo con un rigore dubbio

giugno 12, 2008 di  
Inserito in Euro 2008

Vienna- Con la Svizzera fuori, l’altra padrona di casa rimane in linea di galleggiamento grazie ad un rigore molto dubbio ottenuto nei minuti di recupero. Polonia beffata? No, perchè nella prima mezz’ora di gioco l’Austria ha sprecato l’inverosimile, confermando la sua allergia al gol. C’è voluta la freddezza del buon vecchio (non ce ne voglia, per carità) Vastic dagli 11 metri per tenere in vita la formazione di casa. Il pareggio manda i croati ai quarti, mentre l’ultimo turno deciderà i destini delle altre tre compagini: in programma il “derby” austro-tedesco.

Austria sciupona e beffata- Hickersberger si affida al 3-4-1-2 per dar vivacità ad una squadra apparsa opaca nel primo match. Ad Ivanschitz libera licenza di creare. Il collega-rivale Beenhakker, invece, dà spazio al classico 4-4-2 schierando dal primo minuto “l’oriundo” Guerreiro, uno dei migliori contro la Germania. La prima mezz’ora vede solo una formazione in campo, l’Austria. I locali sono abili nel pressing e volano letteralmente sulle ali, specialmente a sinistra dove un imprendibile Korkmaz (occhio a questo giovane classe 85′) fa venire il mal di testa alla difesa polacca. Ma passiamo alla cronaca. All’8′ Ivanschitz ci prova direttamente da calcio di punizione, Boruc blocca agevolmente. Al 10′ inizia il festival degli sprechi con Harnik protagonista assoluto. L’attaccante del Werder, lanciato a rete in solitudine da un retropassaggio errato di Wasilewski, si fa ipnotizzare da Boruc. Tre minuti dopo fa ancora peggio, sciupando con un piattone centrale da distanza ravvicinata uno splendido assist di Korkmaz. Il numero uno del Celtic, aiutato dalla scarsa mira avversaria, appare insuperabile. Leitbeg, ben imbeccato da Ivanschitz, sfrutta l’ennesima topica della difesa polacca, ma Boruc gli chiude ancora una volta la porta in faccia. L’intervento del 21′ su Garics, dopo un tale bombardamento, diventa ordinaria amministrazione. L’unico sussulto polacco è di Dudka che tentenna al momento dell’ultimo passaggio. Poco male: come recita il vecchio adagio calcistico, gol sbagliato (i) gol subito. Detto fatto. Smolarek sventaglia sul fronte opposto di gioco, Saganowski si beve il proprio marcatore e appoggia a Guerreiro. Il polacco-brasiliano conferma la tendenza di questo europeo- oriundi e naturalizzati sugli scudi- appoggiando agevolmente in rete. Per lo stadio Kappel è una doccia gelata. Si va al riposo con la Polonia avanti.

Beffa a parti invertite- La ripresa è inevitabilmente meno densa di emozioni. Gli austriaci lottano, ma la formazione di Beenhakker cresce, legittimando il vantaggio. Guerreiro sfoggia qualche numero di classe, Boruc è impeccabile e Smolarek è instancabile. E’ proprio l’esterno del Racing Santander a rendersi pericoloso con un bel sinistro. Tra il 62′ e il 67′, i polacchi sfiorano il colpo del ko: Macho compie un doppio intervento su Golanski e Dudka prima di smanacciare sopra la traversa una punizione bomba di Krzynowek. Hickersberger gioca allora la carta Vastic schierando il tridente. I padroni di casa si gettano in avanti con generosità, collezionando corner a raffica. Occasioni da gol, però, non se ne vedono. Ci pensa il direttore di gara a sancire un giusto pareggio. La trattenuta in area, infatti, è quantomeno dubbia; l’eterno Vastic ringrazia e incenerisce Boruc con un destro secco. Dopo il primo tempo dominato con annessa beffa, il copione si ripete a parti invertite. Un pareggio giusto, quindi, nella sostanza, se non nella forma.