19/11/2017

Bravissima Ancona!!!

giugno 10, 2008 di  
Inserito in Lega Pro

Avviso ai naviganti: come sempre quando parlo dell’Ancona, il giornalismo è qualcosa di astratto e fuoritema.

Dove ci eravamo lasciati? Dove eravamo rimasti? Dove ci avevate sbattuto? Dove siamo oggi? Scusate la serie di domande tra l’ironico e l’iroso ma… è Serie B!!! Finalmente si torna al girone unico nazionale… finalmente viene lavata l’onta del fallimento. Scusate il ritardo, ma dopo quattro anni all’inferno (e anche più in basso) la fu Ancona Calcio, oggi A.C.Ancona torna nel campionato di pertinenza! Con una società da riscrivere, senza giocatori di proprietà, con la curva sempre sul piede di guerra… ma forse ancora per questo la pagina scritta quest’anno è ancora più bella. Le premesse per la stagione a settembre erano altre: dopo il ripescaggio in C1 per “meriti (poco) sportivi” (un contentino del palazzo, non proprio meritato sul campo), una squadra fatta in fretta e furia e una stagione passata sempre tra il sedicesimo e il diciasettesimo posto, con la salvezza arrivata con un colpo di coda ai play out contro il Teramo (“Meritiamo di più!” il coro di quella pur fausta giornata), quest’anno si partiva con la speranza di non soffrire, aspettando tempi migliori, con la consapevolezza di avere una squadra decente ma niente di più, con un paio di elementi fuori categoria e il sogno di agguantare il quinto posto grazie a particolari condizioni astrali. E invece, tra l’indifferenza generale, l’Ancona partiva alla grande: gioco spumeggiante (un lusso in qualsiasi divisione, figuriamo in Serie C1 Girone B), risultati incoraggianti, con la convincente vittoria a Pescara alla fine di settembre contro gli odiati cugini che regalava il primato solitario… Ora non intendo ripercorrere tutta l’annata dei dorici, con i tabellini e le statistiche, che mi sembra opera abbastanza noiosa, però quel 3-1 andava menzionato (per la partita, per orgoglio, e perchè chi c’era lo sa e gli altri non lo possono neanche immaginare). Certo, raccontata così sembra una cavalcata gloriosa del David di turno circondato dai Golia. Niente di più sbagliato: la “tranquilla stagione di assestamento” è stata in realtà sin troppo movimentata. A livello di risultati: dopo il fulgido autunno un inverno nerissimo e una primavera molto variabile, con la classifica sempre cortissima e passi falsi inconcepibili (o magari concepibilissimi, a pensar male). E a livello societario, con l’ingresso dell’ormai proverbiale cordata milanese della CSI. Quest’associazione, non contenta di organizzare i campionati amatoriali dei dopolavoristi, decise (ha deciso? deciderà? non si riesce a capire) di buttarsi a capo fitto nel Progetto Football, purtroppo ad Ancona… Preso l’80% della società, stilati i 10 comandamenti, tra cui ricordiamo: a messa tutte le domeniche, benedizioni papali in serie e mai giocatori non cattolici in rosa (come diventare gli zimbelli d’Italia), ma soprattutto sganciando pochissima grana, questi uomini sono riusciti a farsi odiare sin dalla loro prima presenza al Del Conero e presentandosi la settimana prima dei play-off con la grande idea di disimpegnarsi (e le messe?! e il papa?! ma soprattutto: e gli stipendi?!) lasciando, come sempre, il futuro dell’Ancona in bilico. Ma come, adesso che ci si credeva? ora che la la squadra, dopo gli innesti di gennaio, sembrava DAVVERO all’altezza delle migliori? Dopo aver battuto il Taranto all’ultima giornata e aver conquistato un secondo posto utilissimo? Sembrava la fine. Grazie ragazzi, grazie Mastronunzio, Caremi, Langella, Olivieri, Nassi, Guarna, Rizzato. Grazie agli ultimi arrivati Fialdini, Anaclerio, Piccoli. Grazie a tutti, ma basta così! E la sconfitta di Perugia all’andata della post season per 3-1 sembrava la lapide sulla tomba del Sogno. E invece no. Invece questa squadra, i suoi tifosi, il suo allenatore non si sono arresi all’evidenza. Fuori le palle!!! Tutti! 2-0 nel ritorno in una partita epica, la più bella, la più sofferta (ma ne ho già parlato). Avevo parlato in quell’occasione di consapevolezze… per fortuna non mi ero sbagliato. La finale con il Taranto (ancora lui!) è stata durissima, ma l’Ancona ha retto in trasferta e ha chiuso il discorso in casa. Soffrendo da matti. Nonostante il gol della vipera Mastronunzio a inizio partita e il raddoppio di Fialdini (migliore in campo domenica) si è sofferto sino alla fine. Merito di un Taranto battuto ma non vinto, che avrebbe meritato di più. Un Taranto a cui ci sentiamo vicini (anche loro erano controllati da Pieroni, al contrario di noi non fallirono…) ma all’appuntamento con la storia non potevamo mancare. Certo, dopo il trionfo si sale sempre sul carro dei vincitori (riavvicinamento del CSI e programmazione della prossima serie cadetta… i premi federali per la promozione creano sempre slanci d’amore), e si ricorda come “Ci abbiamo sempre creduto” oppure “Abbiamo rispettato gli impegni”. Io so soltanto che i 7000 tifosi presenti allo stadio domenica (e sarebbero stati di più senza le leggi burla italiane che riducono la capienza degli stadi per motivi di sicurezza e poi permettono di vendere i biglietti in tribuna ai tifosi ospiti, con inevitabili tafferugli. Meditate gente, meditate…) e i tutti gli anconetani a festeggiare in piazza domenica sera “Meritano di più”. Meritano quanto meno di non essere presi in giro. Ma intanto siamo tornati. Dove ci eravamo lasciati? Dove eravamo rimasti? Dove ci avevate sbattuto? Dove siamo oggi? SERIE B!

Lascia un commento

Dì la tua su questo articolo

You must be Autenticato come to post a comment.

-->