18/08/2017

Euro 2008: il Gruppo B

giugno 5, 2008 di  
Inserito in Euro 2008

Continuiamo la nostra esplorazione delle 16 finaliste degli Europei analizzando quello che è stato definito il girone più morbido: il Gruppo B. Chi dovesse vincerlo si troverebbe di fronte anche un quarto abbordabile con Repubblica Ceca, Svizzera o Turchia (se, come da copione, il Portogallo facesse la parte del leone), con un piede già in semifinale…Questo secondo i lungimiranti esperti, che come avrete già capito non teniamo per niente in considerazione, ma per onor di cronaca bisogna anche riferire i pensieri altrui.

Anche perchè, leggendo tra le righe, questo girone non è così materasso come vorrebbero descrivercelo: ecco perchè Austria, Croazia, Germania e Polonia possono riservare delle sorprese.

L’Austria è indubbiamente la cenerentola dell’Europeo. Il calcio a Vienna e dintorni è nel momento più buio della sua storia: l’ultima qualificazione sul campo risale a Francia’98 con i vecchi Polster e Herzog; usciti di scena i due fenomeni più nulla degno di nota. Il cammino di avvicinamento, come per i cugini svizzeri, è stato pieno di delusioni, tanto che in un recente sondaggio i tifosi auspicavano il ritiro dalla manifestazione per evitare brutte figure. Ma proprio questo non aver nulla da perdere, ben sapendo che evitare goleade e mostrare un calcio “decente” bastino per ben figurare, può essere una molla decisiva per fare quel salto di qualità che non verrà certamente grazie alla tecnica degli interpreti in campo. Il Ct Hickersberger non ha ancora sciolto i nodi tattici: difesa a tre, a cinque o classico 4-4-2? Sembra ipotizzabile una squadra camaleontica capace di cambiare faccia a seconda dell’avversario, votata al contenimento e al contropiede. In porta dovrebbe giocare il senese Manninger (poco apprezzato dal Ct, ma elemento all’altezza della situazione), in alternativa Macho dell’AEK Atene. Ipotizzando una difesa a tre gli interpreti dovrebbero essere Stranzl (Spartak Mosca) e Pogatetz (Middlesbrough) con al centro il giovane Prodl (Sturm Graz), classe ’87 e capitano dell’Under 20 capace di arrivare alle semifinali del Mondiale di categoria dello scorso anno in Canada. Alternative il duttile Garics (buona stagione per lui a Napoli) gli esperti Hiden (già al Mondiale’98), Patzer e Patocka (titolari nel Rapid Vienna campione d’Austria) o il giovane Gercaliu. A centrocampo, sulle fasce Sandfest (Austria Vienna) a destra e Fuchs (classe’86 del Mattersburg) a sinistra, mentre in mezzo i favoriti sono Saumel (Sturm Graz), Leitgeib (Salisburgo) ad affiancare l’idolo di casa Ivanschitz (più panchina che campo per lui al Panathinaikos). Escluso l’astro nascente Kavlak (Rapid Vienna classe’88) perchè considerato ancora immaturo; le alternative sono il solido Aufhauser (Salisburgo) e il giovane Umit Korkmaz (Rapid Vienna, elemento interessante). In attacco, al fianco dell’ex enfant prodige Linz (gol qualificazione in un Tirol Innsbruck-Fiorentina di coppa UEFA di tanti anni fa per lui) dovrebbe giocare Harnik (Werder Brema) anche lui in Canada l’estate scorsa. Altri nomi: l’eterno Vastic, Hoffer e Kienast. Niente di che. Appunto.

La Croazia per certi versi può essere paragonata all’Austria: un ricambio generazionale molto difficile, tifosi che parteciperanno in massa all’evento e non vogliono figuracce dai loro beniamini. Ma per il resto la musica cambia, e di brutto. I “Vatreni” si sono infatti quasi sempre qualificati per le varie fasi finali (escluso Euro 2000), e nonostante il Dream Team capace di arrivare terzo a Francia ’98 (con Boksic, Boban, Suker, Prosinecky, Jarni) sia ormai solo un ricordo, le nuove leve sembrano poter dare molte soddisfazioni ai tifosi (che arriveranno anche da Italia e Germania) già a partire da questo Europeo. Si, perchè il Ct Bilic (uno del Dream Team, tra l’altro) può contare su una squadra giovane e talentuosa e il girone non sembra impossibile: la Croazia si candida ad essere la grande sorpresa. Nel 4-4-2 di Bilic, davanti al solito Pletikosa (Spartak Mosca), Simunic (Hertha Berlino) e Robert Kovac (Borussia Dortmund), con Simic pronto nel caso si volesse passare a tre dietro. Ma la forma del milanista è un’incognita e sulle fasce si può contare sull’emergente Corluka (Manchester City) e la rivelazione Pranjic, miglior terzino sinistro dell’Eredivisie con l’Heerenveen. Anche il centrocampo offre abbondanza e diverse soluzioni tattiche: sulle ali si può contare su Rakitic (classe’88, piede sopraffino, caratterino al pepe e futuro da Cristiano Ronaldo), rivelazione dell’ultima Champions League con lo Schalke 04. A sinistra potrebbe invece giocare Luka Modric, classe ’85, inseguito per anni dalle squadre italiane che poi si sono trovate nell’impossibilità di comprarlo perchè il prezzo lievitava (i complimenti ai nostri dirigenti sono d’obbligo); se lo volete vedere il prossimo anno andate a White Hart Lane, la casa del Tottenham (26 milioni il prezzo, ndr). Modric è l’anima della squadra, sinceramente lo vedremmo meglio al centro che non sulla fascia, dove Srna (Shakhtar Donetsk) può svolgere il compitino sia a destra che a sinistra, con Niko Kranjcar (Portsmouth) al suo fianco e l’esperienza di Niko Kovac pronta all’occorrenza. In avanti si deve fare a meno di Eduardo da Silva, perdita che sta alla Croazia come quella di Rosicky alla Repubblica Ceca. Perchè il brasiliano naturalizzato garantiva il salto di qualità: forte fisicamente, tecnico e con un innato fiuto del gol. Al suo posto si giocheranno la maglia a fianco a Petric (Borussia Dortmund) i vari Olic (Amburgo), Klasnic (Werder Brema), ritornato dopo un trapianto di reni, Budan (Parma) e l’emergente Nikola Kalinic, classe ’88, scuola Hajduk, la stessa di Boksic.

La Germania è la favorita del Girone, per storia, censo e rosa. Fin qui tutti d’accordo. Resto sorpreso però quando vedo che i bookmakers la danno favorita numero uno anche per la vittoria finale. Certo, i tedeschi non falliscono mai i grandi appuntamenti, il Ct Low dichiarò espressamente alla sua prima conferenza stampa “Vinceremo gli Europei!”, però non è che bisogna prenderlo troppo sul serio, anche se è un tedesco. Low ha continuato il lavoro di Klinsmann (di cui era collaboratore), si è qualificato senza problemi all’Europeo, è finito nel girone (e nella metà di tabellone) più abbordabile, giusto cullare sogni di gloria! Anche se il tuo portiere si chiama Lehmann (finito in panchina anche all’Arsenal e tutto da verificare), e le alternative sono l’eterna promessa Enke (Hannover 96) e il giovane Adler (Bayer Leverkusen); anche se in difesa a fianco di Mertesacker (Werder Brema) ci sarà Metzelder, il migliore quando non è rotto… cioè mai, ora sta recuperando, vedremo. Alternative? Friedrich (Hertha Berlino) e Westermann (Schalke 04). Sulle fasce il duo targato Bayern Monaco: Lahm a destra e Jansen a sinistra. Una sicurezza, soprattutto il primo (sempre che sia in forma, per recensioni vedi alla voce Metzelder). Il centrocampo ha il suo fulcro in Ballack (sempre meglio in nazionale che nel club d’appartenenza). Dietro di lui nel rombo di centrocampo Frings (Werder Brema), che però ha problemi ad un ginocchio. Al suo posto Rolfes (Leverkusen) o Hitzlsperger (Stoccarda). Sulle fasce si giocano i due posti Fritz (Werder Brema) e Schweinsteiger (Bayern Monaco), che viene da una stagione tutt’altro che memorabile, oppure il pendolino Odonkor (Betis Siviglia). L’attacco è il settore più esplosivo dei tedeschi, con quattro presunti titolari, ognuno con il suo perchè: Podolski, che a Monaco non vede il campo e ha finito per perdere il posto da titolare anche in nazionale; Kuranyi (Schalke 04), discontinuo; Gomez (Stoccarda), centravanti con i muscoli d’argilla da testare in un torneo con tempi brevi di recupero; infine Miro Klose, fuori forma da inizio stagione. E quando Klose è fuori forma tende ad essere inguardabile…senza contare il solito dubbio: è un attaccante di livello mondiale o è buono solo in Germania? I soliti noti risponderanno che è il capocannoniere del Mondiale. Sì ma dove si giocava? Ultima considerazione: la Germania giocherà contro squadre che storicamente le sono avverse. Per l’Austria una vittoria sui cugini varrebbe come una vittoria finale, Croazia e Polonia venderanno l’anima per far soffrire i tedeschi, specie i secondi. La vittoria del girone non è certo una formalità, che siano i favoriti del torneo tutto da verificare.

La Polonia sta vivendo un momento molto simile a quello dell’Italia durante i Mondiali. Partite truccate, una federazione impotente e il rischio di perdere l’organizzazione dell’Euro 2012 per ritardi organizzativi. Il Ct giramondo Beenhakker dovrà lavorare parecchio di psicologia con i suoi giocatori. Dal punto di vista tecnico, invece, i polacchi non se la passano malissimo. Negli ultimi 6 anni hanno fallito soltanto la qualificazione all’Europeo portoghese. Ora ci si aspetta il salto di qualità: passare il turno per la prima volta dai mondiali di Spagna, quando giunsero terzi con Wlodzimierz e Smolarek in attacco. Oggi è suo figlio Euzebiusz, “Ebi”, l’elemento più interessante della squadra, mezza punta del Racing Santander, ma soprattutto finalizzatore principe della squadra (9 reti nelle qualificazioni). Per il resto la Polonia è una squadra coriacea, molto compatta senza grosse individualità che viene schierata con un pragmatico 4-4-2. In porta c’è l’altra stella della squadra, Boruc del Celtic, nel mirino del Milan da qualche anno, ora in pole position per sostituire Lehmann all’Arsenal. In difesa si conterà sull’esperienza e la fisicità di Bak (Austria Vienna) e di Zewlakow (Olympiacos). Sulle fasce agiranno Wasilewski (Anderlecht) e Bronowicki (Stella Rossa). Il centrocampo è il reparto maggiormente assortito: in mezzo giostreranno Guerreiro (Legia Varsavia), brasiliano naturalizzato a tempo di record, e Dudka (Wisla Cracovia); in alternativa Lewandowski (Shakhtar Donetsk) e Lobodzinski (Wisla Cracovia). Ma è sulle fasce che partiranno spesso e volentieri le azioni più pericolose: a destra Blaszczykowski (Borussia Dortmund), a sinistra Krzynowek (Wolfsburg) sanno sia coprire che impostare e crossare per le punte. In attacco, detto di Smolarek, occhio al vecchio Zurawski (Larissa). Dietro di loro il vuoto. Per questo la Federazione polacca, dopo aver tentato anni fa di convincere Podolski a scegliere i biancorossi, in vista dell’Europeo è tornata alla carica con Acquafresca. Ricevendo la stessa risposta. No, grazie.

Partite d’esordio domenica 8: Austria-Croazia e Germania-Polonia.