16/08/2017

Play-off: 4 squadre a caccia di gloriA

giugno 4, 2008 di  
Inserito in Albinoleffe, Brescia, Lecce, Serie B

L’infinita stagione della serie B si è appena conclusa dopo 42 partite. Chievo e Bologna hanno festeggiato il ritorno in A, Avellino, Ravenna, Spezia e Cesena hanno salutato la serie cadetta senza nemmeno la possibilità di giocare il play-out. Per quattro squadre, però, non è ancora finita. Anzi, nemmeno il tempo di rifiatare e stasera saranno ancora in campo. Lecce, Albinoleffe, Brescia e Pisa si giocano un’intera stagione nell’emozionante epilogo dei play-off.

Lecce favorito- Ai nastri di partenza si presentano due big e due sorprese. Il Lecce, favorito d’obbligo, avrebbe fatto volentieri a meno di questa “appendice”. I salentini, infatti, hanno sperato sino all’ultimo nel salto diretto in A, ma alla fine il ko nel derby pugliese è costato carissimo. Favorita numero uno, dicevamo. Le statistiche, d’altronde, parlano chiaro. La formazione di Papadopulo ha collezionato ben 83 punti, quota che in anni passati sarebbe valsa la promozione diretta. Miglior difesa in assoluto con il Bologna (appena 29 reti subite), secondo attacco dietro al Chievo promosso(70 gol, nessuna come lei tra le 4 sfidanti), maggior numero di vittorie esterne (11) come Albinoleffe, Chievo e Pisa gli altri dati eloquenti. Le cifre, per altro, non dicono tutto. La formazione salentina è stata la più continua nell’arco della stagione, ha dimostrato una solidità e compattezza sconosciuta alle altre tre sfidanti, oltre ad avere l’organico più profondo e completo. La coppia d’attacco TiribocchiAbbruscato (39 gol in due) è in grado di spaventare qualunque difesa, spinta e copertura sulle fasce è sempre garantita da Ariatti e Angelo. Il Lecce, inoltre, ha due armi in più: i calci piazzati magistrali di Zanchetta, risolutivi in diverse occasioni, e l’imprevedibilità di Valdes. Il fantasista (squalificato nel match d’andata come Diamoutene), gettato nella mischia da Papadopulo spesso a partita in corso, è stato la chiave per scardinare moduli e difese arcigne. Infine, i giallorossi sono avvantaggiati dal regolamento: 4 pareggi e la (meritata, occorre dirlo) A verrebbe comunque conquistata.

Pisa brasileiro– La sfidante del Lecce sarà il Pisa. La formazione toscana è stata la classica matricola terribile. Nella prima parte di stagione, vissuta senza pressioni, ha messo in mostra il gioco più bello della categoria. Il 4-2-4 “brasiliano” di Ventura è stato micidiale soprattutto lontano da casa, dove i toscani hanno costruito le loro fortune (11 vittorie come i rivali giallorossi). I nerazzurri sono volati letteralmente sulle ali Cerci e D’Anna, il cui instancabile lavoro è stato finalizzato dai bomber Kutuzov e Castillo (21 reti). L’argentino ha trovato la sua definitiva consacrazione, mentre sono venuti alla ribalta volti nuovi come il brasiliano Gabionetta e il giovane Genevier. I toscani hanno accusato segni di stanchezza nel finale di stagione, incappando in una serie nera lunga 9 partite. Quando il Rimini è apparso minaccioso alle spalle, però, la formazione di Ventura ha rialzato la testa e centrato meritatamente gli spareggi con due vittorie di fila. Il Pisa parte sfavorito, anche per le pesantissime assenze di Kutuzov e Cerci, ma non ha particolari pressioni addosso. Il campionato, inoltre, ha sancito un doppio 1-1: mai dire mai.

Albinoleffe, crisi superata?– L’altra sorpresa è stata l’Albinoleffe. Gustinetti ha costruito un meccanismo perfetto, dove tutti hanno svolto alla perfezione il proprio compito. La mente della squadra è stato nonno Del Prato, 38 anni suonati, il bravo Carobbio è richiesto da mezza A, mentre davanti Cellini è stato implacabile, andando a segno ben 23 volte. I lombardi hanno sognato a lungo il salto diretto in A e, nonostante un mercato invernale esclusivamente in uscita a differenza delle rivali (pesante la cessione del preziosissimo Colombo), l’obiettivo appariva davvero vicinissimo a poche giornate dal termine. Poi è accaduto l’impensabile: il crollo verticale con 3 ko e 11 reti incassate, la lite furiosa GustinettiAndreoletti con conseguente esonero del tecnico. Il neoallenatore Madonna ha il difficile compito di riportare serenità nel gruppo. Altro aspetto da considerare, l’andamento degli orobici negli scontri di alta classifica è stato quanto meno altalenante. Il bilancio delle sfide con la rivale di turno, il Brescia, è emblematico: blitz al Rigamonti all’andata (2-1), sconfitta casalinga nel retour match con il risultato di 3-2. D’altronde, l’Albino si è comportato meglio lontano dall’Atleti Azzurri d’Italia: sul proprio campo, infatti, ha conosciuto l’onta della sconfitta più di ogni altra compagine qualificatasi ai play-off (5 ko). Ad ogni modo, lo stesso discorso fatto per il Pisa vale per gli orobici: nessuno pretende dalla Madonna band la vittoria finale.

Brescia per il riscatto– Il Brescia, invece, non può fallire. Corioni e Cosmi hanno costruito l’estate scorsa una squadra per i primi due posti, ma a natale le rondinelle erano già attardate rispetto alla coppia di testa. La faraonica campagna acquisti di gennaio che, tra gli altri, ha portato in dote De Zerbi e Caracciolo, non è però bastata. Per un certo periodo le rondinelle hanno volato, poi una sequela infinita di infortuni ne hanno compromesso la corsa. La truppa di Cosmi ha dovuto rinunciare anzitempo alla lotta per la promozione diretta, potendo così preparare al meglio gli spareggi. L’organico delle rondinelle può essere considerato alla pari con quello dei salentini, nella partita secca possono battere chiunque. Basta scorrere la formazione per rendersi conto della forza dei lombardi: dal promettentissimo portiere Viviano alle sicurezze Zoboli e Stankevicius, passando per giocatori di categoria superiore come Tacchinardi, De Zerbi e Caracciolo. Una menzione particolare, però, va fatta per Possanzini, capitano e simbolo del Brescia: la grinta del bomber può trascinare i suoi al traguardo.