20/08/2017

Euro 2008: istruzioni per l’uso

giugno 3, 2008 di  
Inserito in Calcio news, Euro 2008

Sabato a Basilea scatta la tredicesima edizione del Campionato Europeo delle Nazioni, in palio c’è la Coppa Henry Delaunay. Si tratta della più importante manifestazione europea per squadre nazionali, la seconda al mondo per importanza dopo i mondiali stessi. 16 le nazionali qualificate per la fase finale, che per la seconda volta si disputerà in due paesi: Austria e Svizzera, entrambe alla prima organizzazione. 8 le città interessate: Vienna (sede della finale), Klagenfurt, Innsbruck e Salisburgo in Austria; Basilea, Ginevra, Berna e Zurigo in Svizzera.

Ma che europeo sarà? Di fatto sono presenti le migliori nazionali del continente. Merito della formula a 16 squadre che garantisce una qualificazione abbastanza morbida, ma con eccezioni, vedi Inghilterra. Per questo motivo è già allo studio in seno all’UEFA una proposta per un ulteriore allargamento a 24 squadre, secondo l’equazione più partite-più pubblicità-più introiti-più spettacolo. Noi non siamo troppo sicuri…almeno per quello che riguarda l’ultima parte. E che la manifestazione sia sempre meno un evento sportivo e sempre più business lo dimostra il montepremi messo in palio dall’UEFA e dai suoi munifici sponsor: 184 milioni di euro (56 in più rispetto al 2004, ben 107 in più rispetto al 2000), a cui bisogna aggiungere le entrate da botteghino, circa 116 milioni. Soldi che verranno così distribuiti: 7.5 garantiti alle partecipanti, con bonus nella prima fase di un milione per ogni vittoria e 500.000 euro per ogni pareggio. La qualificazione ai quarti porterà 2 milioni cui se ne aggiungeranno altri 3 in caso di approdo alle semifinali. Il premio di consolazione per i secondi è di 4.5 milioni, mentre la vittoria sarà pagata 7.5 milioni. La squadra campione, se imbattuta, si porterebbe a casa 23 milioni di Euro. Alla faccia di De Coubertin.

Ma lasciamo stare il vil denaro: non ci sarà la finale Italia-Francia. Se i transalpini vorranno vendicarsi della sconfitta di Berlino dovranno accontentarsi di batterci nel girone d’apertura, o al massimo in semifinale…pazzie del tabellone chiuso. Azzurri e galletti sono comunque le squadre favorite ai blocchi di partenza secondo gli esperti, seguono la Germania, la Spagna, il Portogallo e via via tutte le altre. Ma in un torneo di 3 settimane conteranno altri valori: freschezza atletica, capacità di recupero e soprattutto il fattore C. Difficile ipotizzare un nuovo exploit come quello della Grecia, anche se l’equilibrio è la virtù principale di questo torneo. Non c’è un Brasile ultrafavorito, non ci sono cenerentole asiatiche o caraibiche: ci si giocherà tutto sin dal primo minuto e nessuno partirà battuto. La statistica gioca contro l’Italia: esiste un solo precedente di squadra campione del mondo in carica capace di ripetersi negli europei successivi, e si tratta ancora della Francia (1998-2000 do you remember?); un solo precedente anche nel caso inverso (vittoriosi al Mondiale da regina d’Europa: Germania 1972-1974). Altro? Nessuno è mai riuscito a vincere da detentore del torneo (difficile succeda quest’anno, in bocca al lupo comunque alla Grecia). Il fattore campo è stato decisivo soltanto 3 volte (Spagna’64; Italia’68; Francia’84). E sempre per quel che riguarda Francia e Germania: sono le uniche due ad aver vinto più di una edizione. Rispettivamente 2 (1984-2000) e 3 (1972-1980-1996). Un successo a testa per Unione Sovietica (1960), Spagna (1964), Italia (1968), Cecoslovacchia (1976), Olanda (1988), Danimarca (1992) e la già citata Grecia (2004)

Dal punto di vista tattico non aspettiamoci grosse sorprese (anzi nessuna): non esistono nuovi santoni o alchimisti tattici, le scuole nazionali sono un ricordo. Si giocherà spesso e volentieri con la difesa a 4, con terzini più o meno offensivi a seconda degli interpreti e delle situazioni; dalla cintola in su ci saranno tanti 4-4-2 o sue varianti, con tre mediani e due ali a supporto di una sola punta, oppure con un mediano dietro i 4 di centrocampo in linea e una punta, probabilmente qualche centrocampo a rombo… Ben poco non solo rispetto alle rivoluzioni vere (Calcio Totale o Sistema) ma anche rispetto ai tatticismi sacchiani. Forse qualcosa potrebbe uscire dal cilindro di Hiddink o come quattro anni fa ci stupiremo del catenaccio di Rehagel. Forse…