16/08/2017

Cremonese, mezza B in tasca. Ancona, pari prezioso

giugno 3, 2008 di  
Inserito in Lega Pro

Cremonese con un piede e mezzo in B, Ancona ad un pareggio dalla promozione. E’ questo il verdetto dei match d’andata delle finali di serie C1. Per i lombardi, dopo aver espugnato Cittadella, il ritorno sarà presumibilmente una formalità; ai marchigiani, invece, basterà non perdere tra le mura amiche per riconquistare la serie cadetta.

Cittadella-Cremonese 0-1 – L’azione chiave al 19′ della ripresa. Zauli serve Tacchinardi, palla a Ferrarese sulla destra e cross di quest’ultimo per l’accorrente Temelin. Il bomber è implacabile e fulmina Pierobon: il 21°sigillo di una stagione strepitosa regala partita e, con ogni probabilità, promozione ai grigiorossi. Il cinismo tipico delle grandi squadre premia la Cremonese e castiga oltre modo un Cittadella volenteroso. La formazione di Foscarini ha spinto sino a quando fiato e gambe l’hanno sorretta, ha creato le migliori occasioni senza però concretizzarle. In una di queste, prima Sirigu poi Colucci hanno respinto i tentativi di Coralli, uno dei migliori in campo insieme allo stantuffo Manucci. La grande chanche è stata sciupata, a Cremona servirà più di un’impresa: segnare due gol alla difesa più forte del campionato (la coppia Viali-Argilli è di categoria superiore), infatti, sembra più fantacalcio che realtà. La formazione di Mondonico, quindi, è ad un passo dall’obiettivo: i cospicui investimenti fatti l’estate scorsa verranno così premiati.

Taranto-Ancona 0-0 – Sarà la comprensibile stanchezza, sarà la tensione, ma la partita vista allo Iacovone ha avuto ben poco a che fare con una finale play-off. I pugliesi hanno avuto il controllo delle fasce, i dorici delle zolle centrali, ma da questo tema tattico non è scaturito nulla di buono. Il match è stato un susseguirsi di errori, di confusione e scarsa lucidità. Il Taranto è partito forte come imponeva il copione, ma è mancato puntualmente al momento dell’ultimo passaggio. La formazione di Monaco, invece, ha lasciato sfogare l’avversario e ha controllato senza troppa fatica. Le occasioni più importanti della sfida sono arrivate negli ultimi dieci minuti, ma non sono frutto di giocate limpide, bensì di errori difensivi. I primi a sbagliare sono i pugliesi: Tesser calcia a porta vuota dalla linea di fondo, Olivieri salva. Due minuti dopo, si replica a parti invertite. Mastronunzio, liberato da un fuorigioco errato della retroguardia di casa, calcia incredibilmente fuori a tu per tu con Faraon. L’attaccante si dispera, ma se il Taranto non cambierà registro, nessuno ad Ancona ricorderà quest’errore.