Archivio per giugno 2008

Calcio, Intertoto

Intertoto: risultati primo turno

Mika Ashtarak (Arm)-Tiraspol (Mol) 2-2, 0-0
Lisburn Distillery (Nir)-TPS Turku (Fin) 2-3, 1-3
Etzella Ettelbruck (Lux)-Lokomotiv Tbilisi (Geo) 0-0, 2-2
Riga (Lat)-Fylkir (Ice) 1-2, 2-0
Cracovia (Pol)-Shakhtyor Soligorsk (Blr) 1-2, 0-3
Neftchi Baku (Aze)-Nitra (Svk) 2-0, 1-3
Hibernians Paola (Mal)-Nova Gorica (Slv) 0-3, 0-0
Rijeka (Cro)-Renova (Mkd) 0-0, 0-2
Celik Zenica (Bih)-Grbalj Radanovici (Mng) 3-2, 1-2
Bohemians Dublino (Ire)-Rhyl (Wal) 5-1, 4-2
Besa (Alb)-Ethnikos Achnas (Cyp) 0-0, 1-1
Zhetysu Taldykorgan (Kaz)-Honved Budapest (Hun)1-2, 2-4
Ekranas (Lit)-Trans Narva (Est) 1-0, 3-0
HB Tórshavn (Fro)-Elfsborg (Swe) 1-4, 0-0

Euro 2008

Euro 2008: i Top

Dopo il Flop11, è il momento dei Top: ecco i miei migliori dell’Euro, il modulo è il solito 4-4-2

In porta menzione d’obbligo per Buffon: incolpevole sui 4 gol incassati lungo il cammino, San Gigi para il rigore a Mutu che, di fatto, allunga la nostra permanenza oltralpe. Anche Casillas e Boruc emergono dal grigiore, ma Gigi è ancora il numero uno.

Sergio Ramos è, oggi, il miglior difensore in circolazione: sulla fascia destra fa il bello e il cattivo tempo. E ha solo 22 anni. Beato chi ce l’ha.

Van Bronckhorst invece, è l’usato sicuro. Rimpatriato dal Barcellona per far giocare Zambrotta (ultimamente smistato a Milanello) e Abidal (vedi alla voce flop), l’oranje si ricostruisce una carriera al Feyenoord ed è il terzino sinistro più affidabile dell’Europeo.

In difesa chiamata per Pepe: il gigante portoghese fallisce il quarto con la Germania, ma fino a quel punto era stato perfetto. Anche negli inserimenti offensivi. Al suo fianco scegliamo, a sorpresa, Marchena: con lui in campo la Spagna non ha mai perso e si è laureata campione d’Europa…Chiamatela scaramanzia!

Esterno destro, naturalmente, Cristiano Ronaldo… Il prossimo Pallone d’Oro si dimostra di un’altra categoria, ma continua a soffrire le partite da dentro fuori. Con il freno a mano tirato contro la Germania, ma come ammicca lui alle telecamere…

A sinistra ballottaggio tra il turco Arda Turan e l’olandese Wesley Sneijder. Scelgo quest’ultimo per la contuinuità di rendimento, anche in una zona del campo non propriamente sua…

In mezzo ci sarebbero da fare molte citazioni…dall’olandese Engelaar a Xavi e Cesc (che assist in semifinale!!) ai portoghesi Deco e Moutinho, al polacco per caso Guerreiro al russo Zyrianov. Tra i tanti quindi scelgo il mastino Senna, forse il migliore in assoluto a questi europei (e non aggiungo altro), e il croato Luka Modric. Partito in sordina contro l’Austria, il neoacquisto del Tottenham ha preso in mano la sua squadra portandola a un minuto dalla storica semifinale. Gran giocatore!

In attacco scelgo Bimbo Torres, che avrà segnato solo due gol, mentre il compagno Villa è il pichichi europeo con quattro (e senza finale giocata, ma con una tripletta alla Russia nella prima giornata), ma uno è stato pesantissimo. Considerato che, di solito, i big si eclissano nelle finali, possiamo dire: o non è un big, oppure, più probabilmente, è un fenomeno. Di sicuro, a 24 anni, il futuro è suo. Al suo fianco ancora un ballottaggio: Arshavin o Podolski? Premio il secondo, più continuo nel rendimento, o almeno più presente: era l’attaccante tedesco meno atteso, ma in nazionale non fallisce mai

Il mio allenatore è lo Zar di tutte le russie, il giramondo Hiddink. Dove va lui, fioriscono le rose e il mare è più blu: Profeta! (in patria e non)… Battere la sua Olanda (e come lo ha fatto..) e il valore aggiunto! Menzione particolare per altri due mister che mi hanno affascinato: Terim (e le sue mimiche, adorabile..) e il croato Bilic: orecchino, moto perpetuo e passione genuina: Bravo!

Calcio, Euro 2008

Euro 2008: i flop

E’ ingeneroso: ma qualcuno deve pur farlo. Ecco il mio personalissimo Flop 11 di Euro 2008. Modulo classico 4-4-2

In porta Cech: la scelta è stata difficile, di papere grossolane ne abbiamo viste tante (vero Nikopolidis o Rustu?!) per questo scegliamo uno che di solito non ne fa…Per di più l’uscita a farfalle contro la Turchia spedisce i cechi dritti dritti a casa.

Terzino destro: lo svizzero Lichtsteiner è veramente inguardabile; non difende, non appoggia la manovra offensiva e rischia di farsi fischiare contro un numero imprecisato di rigori. Talvolta riuscendoci pure.

Terzino sinistro: Lahm non avrebbe meritato la nomina, lo so. Euro opaco il suo, ma non da flop…Il problema è che Torres e la Spagna non finiranno mai di ringraziare la dormita di ieri sera.

Nel cuore della difesa nomination per l’eroe di Berlino, nonchè del secondo (primo) scudetto interista. Della serie: dalle stelle a stalle. Povero Matrix… Al suo fianco un altro eroe italiano: Abidal. Da solo riesce nell’impresa di affossare Toni e le residue speranze francesi, facendosi pure, giustamente, espellere

All’ala destra ecco Quaresma. Atteso come una delle stelline più brillanti nel firmamento di Scolari; ipervalutato dal mercato, il portoghese, semplicemente, non gioca… Guai fisici? Ritardo di condizione? Arma segreta? No, no, meglio Simao…

Esterno alto a sinistra (per gli intenditori)… o ala (per i nostalgici), ecco Malouda. Dopo l’infortunio di Ribery tutti si aspettano lui, invece ecco Nasri. Scavalcato. Che fine ha fatto la gazzella degli ultimi mondiali?

A dare le geometrie in mezzo al campo un capro espiatorio e un premio alla carriera: Karagounis non è stato il peggiore della Grecia (difficile trovarne uno…), ma indichiamo lui a nome di tutta la squadra ellenica, campione d’Europa anche quest’anno, ma soltanto guardando al contrario la classifica. Al suo fianco premio alla carriera per Michael Ballack, all’ennesimo appuntamento con la storia fallito. Tra finali saltate e perse, tra Bayer Leverkusen, Chelsea e Germania der Kapitan è, purtroppo per lui, un perdente di successo.

In attacco mi gioco la coppia delle meraviglie della Bundesliga: Luca Toni, panzer del Bayern vincitutto non ne azzecca una (anzi una si, ma il guardalinee non la vede), riesce nell’impresa di mangiarsi tutto quello che gli passa accanto, se Abidal non lo avesse atterrato, probabilmente avrebbe sbagliato anche lì. Bagni ha detto prima dei quarti con la Spagna “Non riesco ad immaginare un’Italia senza Toni!” Salvatore, sei l’unico… Al suo fianco un altro craque del mercato, il tedesco-spagnolo Gomez: partito con i galloni di titolare della Nationamannschaft, si mangia il gol più facile della storia contro l’Austria. Prima e dopo? Il deserto!

Allenatore? Mais oui, ça va sans dire: Monsieur Domenech. O novello Napoleone. Detto l’astrologo. Zurigo sarà la sua definitiva Waterloo.. E noi italiani non finiremo mai di deriderlo. Grazie Raymond!!! Di tutto! Di più!

Calcio mercato, Juventus, Roma, Torino

De Rossi rinnova, Vieri all’Atalanta. Conflitto torinese per Knezevic

Sono stati svelati oggi due “misteri di Pulcinella” del calciomercato. Daniele De Rossi ha firmato il tanto atteso rinnovo con la Roma; Bobo Vieri, invece, fa ritorno a Bergamo com’era nell’aria da diversi giorni. Ben più caldo il caso Knezevic: per il difensore croato è guerra aperta tra i due club di Torino.

De Rossi prolunga- Scadenza a giugno 2012 con ingaggio a salire dai 7,2 milioni lordi del primo anno agli 8,1 dell’ultimo. Questi i dettagli del rinnovo del 25enne mediano giallorosso. La Roma, quindi, fa un’eccezione per uno dei centrocampisti più ambiti d’Europa, sforando nettamente il budget degli ingaggi fissato a 2,5 milioni netti. Come lui soltanto Mexes e, ovviamente, capitan Totti. De Rossi si candida ancora di più come erede del Pupone per la fascia di capitano e rappresentante della “romanità”.

Bobo a Bergamo nonostante tutto- A nulla sono valse le proteste, i manifesti, le scritte (vedi “Aperta la caccia agli svincolati“). Con buona pace dei tifosi orobici, Vieri torna ad essere ufficialmente un giocatore dell’Atalanta. Il bomber, svincolatosi dalla Fiorentina, ha firmato un contratto annuale. Verrà fischiato per tutta la stagione dal pubblico dell’Atleti Azzurri d’Italia? Staremo a vedere.

Guerra torinese per Knezevic- Knezevic è ufficialmente della Juve. Anzi, no. Attorno all’acquisto del difensore croato si è scatenato un caso. Il club bianconero ha annunciato il suo ingaggio sul sito della società alle 13.49, ma esattamente un’ora dopo il Toro dichiara in una nota di aver depositato in Lega il contratto di cessione sottoscritto dal Livorno. La Juve avrebbe ottenuto in prestito oneroso il giocatore per una cifra di 700mila euro, con riscatto già fissato a 1,5 milioni. I granata, invece, sostengono di aver acquisito a titolo definitivo il 26enne centrale. Un vero e proprio caos.

Brasileirao, Calcio Internazionale

Brasileirao: scatto del Flamengo

Un gol all’ultimo respiro di Obina consegna il primato solitario al Flamengo. I rubronegro staccano Cruzeiro e Gremio, fermati sul pari nei due big match di giornata. Particolarmente caldo è stato il derby di Porto Alegre, chiuso da un discussissimo rigore a favore dell’ex capolista. Bel balzo, infine, del Palmeiras, che si colloca in zona Libertadores a scapito del Nautico.

Sport-Flamengo 1-2: Vittoria n°400 nella storia del Brasileirao e Ilha de Retiro sbancata dopo 22 turni d’imbattibilità. Il Flamengo aggiorna due importanti statistiche in un colpo solo, ma soprattutto s’issa solitario in vetta. Partiamo dalla fine. Terzo minuto dei tre di recupero concessi. Il pari sembra ormai cosa fatta, ma i rubronegro tentano l’ultimo assalto. Manovra avvolgente, Juan buca la difesa pernambucana e crossa rasoterra per Obina, puntuale all’appuntamento con il gol-primato. Nella prima mezz’ora di gioco, i padroni di casa controllano bene gli ospiti, in difficoltà sul terreno irregolare dell’Ilha de Retiro. Pian piano i rubronegro crescono, facendosi vivi dalle parti di Magrao con Juan, Obina e Marcinho. Lo Sport, invece, ci prova soltanto con tentativi dalla distanza. Nella ripresa il team pernambucano esce allo scoperto e viene puntualmente castigato. Juan mette in mezzo con uno spiovente dalla trequarti, Obina svetta più in alto del suo marcatore e insacca di testa. Il Flamengo potrebbe raddoppiare poco dopo con un doppio tentativo di Leo Moura, che risulta però impreciso al momento della conclusione. La formazione di Nelsinho Baptista si riorganizza e cerca il pari. Che arriva al 30′: Francisco Alex sgroppa indisturbato fino al limite dell’area e scarica un sinistro non irresistibile che beffa Bruno. Peccato per il Leao che Obina decida di regalare il primato solitario al Flamengo all’ultimo respiro.

Cruzeiro-San Paolo 1-1: Big match di giornata all’insegna dell’equilibrio. La Raposa domina la prima parte dell’incontro, sfondando sovente sulle fasce con gli indiavolati Ramires e Jonathan. Ed è proprio quest’ultimo ad inserirsi sulla destra e servire una palla d’oro a Guilherme: il capocannoniere del Brasileirao non fallisce, andando a segno per la 6°volta in 8 gare. Il Tricolor carioca, però, non sta a guardare, e si procura una buona chanche con Aloisio: Fabio vola. Da segnalare, inoltre, un gol annullato a Hernanes molto, molto dubbio. Si va al riposo con i padroni di casa in vantaggio. Muricy Ramalho mescola le carte e tira fuori dal cilindro Eder Luis e Richarlyson. Il centrocampista lo ripaga subito con l’assistenza a Borges: l’attaccante si beve in dribbling Leo Fortunato e batte l’evergreen Rogerio Ceni, costretto a piegarsi per la prima volta tra le mura casalinghe. Ottenuto il pari, aumenta la pressione del Tricolor con Eder Luis che spaventa il numero uno celeste. Il match si riequilibra a metà ripresa, entrambe le compagini cercano il colpo da tre punti. Le occasioni più ghiotte capitano ancora a Borges, la cui inzuccata viene salvata da un colpo di reni di Fabio, e dall’altra parte a Jonathan, ma Rogerio Ceni è attento. Finisce così, con le squadre che si accontentano di un giusto pari. Il Cruzeiro è ora al secondo posto, il San Paolo scivola invece al settimo, ma può ritenersi soddisfatto per essere uscito indenne dal Mineirao, impresa riuscita a nessuno prima di domenica.

Gremio-Internacional 1-1: Nel pieno rispetto della tradizione, il 370° derby di Porto Alegre è stato più caldo che mai. E da buona stracittadina che si rispetti, i ruoli s’invertono come manco a Carnevale. Tanto per non farsi mancare nulla, i due gol nascono da giocate irregolari. Cose da Gre-Nal, insomma. L’Internacional, collocato nei bassifondi della classifica, ha dominato in lungo e in largo contro i lanciatissimi rivali. Il Gremio è stato totalmente annullato dalla retroguardia ospite, al punto di non riuscire nemmeno ad avvicinarsi all’area avversaria. Il Colorado, invece, raccoglie i frutti del suo lavoro al 15′: mischia furibonda in area risolta da Indio, ma l’azione è “condita” da diverse irregolarità. L’unica pecca nella partita perfetta degli uomini di Tite è l’imprecisione sottoporta, soprattutto da parte di Nilmar. Errori che verranno pagati a caro prezzo. All’83′, infatti, c’è un contatto dubbio Renan-Rodrigo Mendes in area. L’arbitro, però, non è di questo avviso: rigore e rosso diretto per il numero uno dell’Inter. Roger firma il pari beffa: per il Gremio è un pari più prezioso che mai.

Palmeiras-Nautico 2-0: L’Alviverde affonda il Nautico e gli soffia il posto nel G4, zona che vale la qualificazione alla prossima Libertadores. Il team di Luxemburgo (uno dei candidati alla panchina della nazionale portoghese) mantiene dunque l’imbattibilità casalinga e firma la vittoria numero 400 nella storia della competizione. Il Verdao ha premuto sull’acceleratore per tutto l’incontro, mentre gli ospiti hanno bloccato la fonte numero uno di gioco, Valdivia, ma non hanno contenuto gli altri. E così la supremazia territoriale dei locali viene premiata con il penalty trasformato da Alex Mineiro. 6°gol in campionato e vetta della classifica cannonieri condivisa con Guilherme. La sfida è più combattuta nella ripresa, con occasioni da entrambe le parti. Fino a quando Alceu non si fa espellere. Allora nel finale Denilson può deliziare il pubblico di casa con un giocata personale che fissa il 2-0 definitivo.

Gli altri risultati: Vasco-Ipatinga 4-2; Vitoria-Goias 3-0; Portuguesa-Santos 0-0; Atletico PR-Coritiba 1-1; Figueirense-Atletico MG 1-1; Fluminense-Botafogo 0-0.

Classifica (prime 7 posizioni):

  1. Flamengo 19
  2. Cruzeiro 17
  3. Gremio 17
  4. Palmeiras 16
  5. Vitoria 14
  6. Nautico 14
  7. San Paolo 13

Euro 2008

Il pagellone di Euro 2008

Ecco un pagellone tra il serio e il faceto dell’Europeo appena andato in archivio. Per sorridere un pò…

voto 10 all’Espana, claro. E alle gag di Teocoli che hanno rivitalizzato le “Notti europee” della Rai. Per fortuna che c’eri tu Teo…

voto 9 al fattore C turco. C come Cuore, Coraggio e, diciamolo, Culo. Peccato che quel Co….ne di Rustu abbia spezzato l’incantesimo (non ce ne voglia, ma dovendo usare quella lettera…)

voto 8 al bel gioco messo in mostra, sebbene con alterni risultati, da Spagna, Russia, Croazia, Olanda. E alle coloratissime tifoserie presenti sugli spalti, la faccia bella del calcio. Grazie, ci avete fatto divertire

voto 7 al mago Hiddink. Dopo aver “fenomenizzato” coreani e australiani, si ripete con la zanzare russe. Soltanto la paella gli va di traverso.

voto 6 alla classe arbitrale. Una via di mezzo tra le nefandezze viste nella prima fase e il buon rendimento dei big nelle partite che contano.

voto 5 ai portieri. Ok il pallone sgradito, ecc., ecc.. Ma da Nikopolodis, Rustu e lo strombazzato Cech la galleria degli orrori è degna di un film di Dario Argento. E il pallone c’entra ben poco. Si salvano solo il nostro Gigi, san Iker, gatto Boruc e il giovane Akinfeev. Poca roba.

voto 4 alle pronunce e commenti di Salvatore Bagni, spalla di Civoli per le telecronache. Marchena è diventato improvvisamente “Markena”, Friedrich “Fredriz”, che risate. La frase “siamo nettamente superiori a questa Olanda”, invece, rimarrà nella storia. Veggente…

voto 3 all’espressione da cane bastonato di Totò Di Natale prima del fatal rigore. Della serie “chi me l’ha fatto fà”. I risultati si sono visti.

voto 2 alla querelle sul contratto di Donadoni. E al comportamento della Federazione. Non è facile allenare con la spada di damocle sulla testa, non aver fiducia intorno a sè. Sia chiaro, non vogliamo giustificare in alcun modo l’ormai ex c.t., ma anche la Federazione ha le sue colpe e se ne parla troppo poco.

voto 1 agli occhiali decorati con palloncini sfoggiati da Domenech. Brutti come la sua Francia. Adieu monsieur Raymond.

voto 0 alla tragica festa turca dopo la vittoria nei quarti, a tutto ciò che fa male al calcio e non solo. Non è retorica, siamo tutti stufi di episodi del genere.

Euro 2008

Spagna bella e impossibile: “campeones” d’Europa dopo 44 anni

Vienna- Stavolta non c’è tradizione o tabù che tenga. La Spagna intera non ha aspettato invano 44 anni la notte più bella e si laurea a pieni voti campione d’Europa. Torres mette la firma eccellente sul successo iberico, chiudendo in bellezza un Europeo perfetto fatto di   sole vittorie (7 di cui una ai rigori ). Per intenderci, solo i nostri azzurri non hanno perso sul campo contro le Furie Rosse. Ma c’è poco da dire: è il trionfo di Aragones, della generazione d’oro che ha portato tanti successi nelle manifestazioni giovanili ed è cresciuta fino ad oggi, riuscendo nell’impresa che a tanti, troppi connazionali è sfuggita in passato. Ed è pure il successo del bel calcio, finalmente. Bellezza coniugata con efficacia per un mix perfetto. Troppo forte questa Roja, insomma, per una Germania generosa, ma nettamente inferiore e assolutamente inguardabile sotto il profilo del gioco. E allora la coppa dalle mani di capitan Casillas prende idealmente la via di Madrid.

Infuria El Nino- Loew recupera Ballack in extremis, Aragones si affida come previsto a Fabregas in sostituzione di Villa. La Spagna in avvio è contratta, bloccata forse dall’importanza della posta in gioco. I tedeschi impostano la partita nel modo giusto, tenendo la difesa alta e cercando di non far ragionare i (molti) cervelli spagnoli. La tensione per poco non gioca un brutto scherzo a Puyol, il cui passaggio errato favorisce l’inserimento di Klose. Il controllo dell’attaccante, però, è impreciso. La tattica tedesca funziona per un quarto d’ora  ma le Furie Rosse escono pian piano dal guscio. Il primo squillo lo lancia Iniesta (ben imbeccato da Xavi) il cui tiro è deviato pericolosamente da Metzelder. Lehmann è attento e devia in corner. Al 22′ scambio Fabregas-Ramos, cross perfetto del madridista e stacco portentoso di Torres: palo pieno. E’ il preludio al gol. I centrocampisti spagnoli- nella fattispecie Fabregas- cercano di lanciare sovente Torres in profondità in mezzo ai centrali di Loew. Al 33′ la mossa riesce, con Lahm che si fa ingenuamente superare dal Nino, implacabile ed elegante nel colpo sotto a tu per tu con Lehmann. Spagna in vantaggio. La Germania accusa il colpo, rischiando di capitolare subito dopo su un’incursione di Iniesta, ma Silva spreca l’assis del blaugrana sparando altissimo. I tedeschi provano comunque a reagire, ma è una reazione nervosa e muscolare, priva di un filo logico. Gli uomini chiave, inoltre, non sono decisamente in serata. Ballack, in chiara difficoltà fisica, è nervoso e falloso, Lahm sembra sotto choc per l’errore precedente, Podolski è impalpabile. Difficile rimontare in simili condizioni.

Raddoppio sfiorato, poi la fiesta- Il c.t. tedesco allora prova a cambiare qualcosa con l’innesto di Jensen per il terzino del Bayern. Ma il copione non cambia. La Germania va avanti con la forza dei nervi, la nazionale di Aragones mantiene il pallino del gioco e sfiora a più riprese il colpo del ko. Il metronomo Xavi- che partita a tutto campo, non ricordiamo un suo passaggio errato- serve ancora un mobilissimo Torres in profondità, ma il numero uno teutonico lo anticipa, salvando un Metzelder in evidente imbarazzo. E’ chiaro, a questo punto gli spagnoli possono soltanto farsi male da soli. E al 59′ per poco non ci riescono: Puyol pasticcia sulla linea di fondo, Jansen centra, Schweinsteiger fa la sponda e Ballack spara dal limite. Aragones non vuole rischiare nulla, e si tutela con Xabi Alonso, più incontrista, per Fabregas. A metà ripresa l’incontro vive momenti di tensione. Scintille tra Silva e Podolski, con lo spagnolo protagonista in negativo di una piccola testata. Rosetti non vede, Aragones sì, visto che avvicenda l’esterno del Valencia con Cazorla. Complimenti all’esperto c.t., capace ancora una volta di leggere alla perfezione il match. La seconda metà della ripresa non fa altro che legittimare il successo spagnolo. Rambo Ramos inzucca di potenza una punizione (il numero uno tedesco è reattivo), l’indomabile Senna sfiora il raddoppio a termine di un’azione da manuale avviata proprio da una sua percussione. Da applausi. C’è tempo solo per un mezzo patatrac indolore di Capdevila, poi è solo fiesta iberica. Giusta, giustissima, fiesta.

Calcio mercato, Fiorentina, Genoa, Juventus

Palladino rossoblù e Vargas viola: c’è l’accordo, manca solo la firma

Sono in via di definizione due affari molto importanti: Palladino dalla Juve al Genoa, Vargas dal Catania alla Fiorentina. Manca però un dettaglio non indifferente: la firma. La vicenda Amoruso (già dato per sicuro alla Lazio da tutti i giornali, salvo ritrattare perchè l’accordo è saltato) docet.

Il passaggio dell’attaccante napoletano al Grifone è stato annunciato da Preziosi in persona. I rossoblù versano alla Juve 5,5 milioni per la comproprietà e nell’ambito dell’operazione ottengono pure i prestiti di Paro e Criscito. Il Genoa mostra quindi di aver ambizioni d’Europa, poichè si conferma uno dei club più attivi sul mercato. Vicina alla conclusione anche la trattativa che dovrebbe portare il laterale peruviano in riva all’Arno. 12 milioni finiranno nelle casse del Catania, il giocatore firmerà invece un quinquennale da 1 milione circa annuale. La lunga telenovela, quindi, dovrebbe vivere l’ultima puntata a breve, con le visite mediche e la firma.

Euro 2008

VERSO GERMANIA-SPAGNA- Le ultime da Vienna: Ballack recuperato

Michael Ballack sarà regolarmente in campo. Il centrocampista dei Blues stringe i denti, dunque, e  farà parte dell’undici titolare tedesco nell’imminente finalissima dell’Europeo. Ballack aveva saltato gli ultimi due allenamenti per un’infiammazione al polpaccio destro, e da venerdì è stato sottoposto a trattamenti speciali. Il recupero è quindi avvenuto, saranno poi da verificare le reali condizioni del giocatore. Dal punto di vista psicologico, però, la sua regolare presenza in campo è importantissima. Niente di nuovo, invece, in casa iberica. Le Furie Rosse potranno contare, oltre che sul calore dei propri tifosi, sul supporto del tifo neutrale. Gli austriaci, infatti, si sono schierati a favore della nazionale di Aragones, complice anche l’eliminazione patita per mano degli uomini di Loew e i rapporti tutt’altro che idilliaci tra i due paesi.

Ma ormai non è più tempo di parole, tra poco più di un’ora tedeschi e spagnoli si sfideranno per l’alloro continentale. Calcio d’inizio alle ore 20.45.

Euro 2008

VERSO GERMANIA-SPAGNA- L’ultimo atto

Ci sono volute 3 settimane e 30 partite, ma finalmente ci siamo: stasera ore 20,45 allo stadio Ernst Happel di Vienna (il mitico Prater) si chiude il sipario sulla rassegna continentale. Spagna e Germania si giocheranno lo scettro continentale: sfida inedita a questi livelli, 2 squadre che giocano bene a calcio, seppure con 2 filosofie diametralmente opposte; risultato tutt’altro che scontato. Il primo pensiero, da italiano, è che, come al solito, saremmo potuti esserci noi. Le finaliste non ci sono superiori. Né la Spagna che ci ha eliminato ai rigori, né tantomeno la Germania. Eppure noi sul divano, loro sul campo. Riflettere please

Il Ct tedesco Loew lo disse alla sua prima conferenza stampa: l’obbiettivo è vincere l’Europeo. C’era da smaltire la delusione per l’eliminazione al Mondiale di casa, c’era la consapevolezza di essere una buona squadra capace di giocarsela contro tutti, c’era soprattutto un gruppo dove le gerarchie sono ben stabilite e tutti, dal Presidente federale all’ultimo magazziniere remavano nella stessa direzione. Tipico esempio di teutonica applicazione al lavoro. Eppure questa Germania, a mio avviso, era inferiore a molte squadre del lotto. Favorita dal girone di burro iniziale (peraltro neanche vinto), Ballack (in dubbio stasera) e soci hanno eliminato il fin lì sontuoso Portogallo del futuro Pallone d’oro Cristiano Ronaldo e la Turchia tutto cuore dell’Imperatore Terim. Soffrendo, ma crescendo gara dopo gara. Complimenti al preparatore atletico. Partiti con un super Podolski, i tedeschi hanno atteso Klose e Schweinsteiger, ossia il braccio e la mente. Erano i favoriti dei bookmakers. Ora sono i favoriti della vigilia. Per storia e blasone. Perchè i tedeschi, alla fine, arrivano sempre. Per la capacità di adeguarsi al gioco dell’avversario e ripartire in contropiede, schema che contro la Spagna, come contro la banda Scolari, può essere decisivo. L’uomo che può cambiarle volto è Schweini, più che Der Kapitan. Nel bene come nel male.

Ma la Spagna, a mio avviso, è superiore alla Germania. Tecnicamente, certo, ma anche a livello di entusiasmo. Superata la sindrome dei quarti di finale contro l’Italia (altra nemesi spagnola, e non solo a livello calcistico), le Furie Rosse sono finalmente diventate una grande squadra, consapevole della propria forza. Il 3-0 contro le Zanzare Atomiche di Hiddink ne è la riprova. Nonno Aragonès ha avuto il coraggio di lasciare a casa Raul, Guti, Albelda, Morientes, Joaquin e di puntare sui giovani, magari a discapito dell’esperienza (il buon Cazorla ha esordito in nazionale proprio agli Europei). Il risultato è la classica squadra iberica tutto fraseggio e palleggio a centrocampo, ma anche affamata, attenta in difesa e capace di accellerazioni e cambi di gioco fatali (quello che l’Italia non ha avuto, per intenderci…). Del centrocampo s’è detto (inutile rimarcare ancora una volta l’elenco dei registi iberici); Torres davanti è una garanzia (peccato per l’assenza del bomber Villa), ma l’elemento in più, secondo me, sarà David Silva, la vespa capace di pungere i pachidermi tedeschi. E Casillas. Il portiere ha la classe, il carisma, e l’esperienza necessarie a fermare Klose e Podolski (Gomez si ferma da solo). E a portare la Roja dopo 44 anni sul tetto d’Europa.

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