18/12/2017

Piano per la B, siamo allo scontro

maggio 30, 2008 di  
Inserito in Calcio news, Serie B

Il piano varato mercoledì dai 22 presidenti delle società di serie B è stato bocciato dal massimo esponente dell’associazione calciatori Sergio Campana. Nodo della disputa la riduzione delle rose a disposizione degli allenatori da 21 a 19 giocatori prevista per il 2008-’09. Il presidente dell’Aic non ci sta e minaccia il blocco del campionato: “a queste condizioni il 30 agosto non si parte” sono le sue parole. Campana ha aggiunto che “non devono essere soltanto i giocatori a sostenere il peso del contenimento dei costi della B“, ovvero l’obiettivo prefissato del piano. Ma le polemiche riguardo questo nuovo progetto, definito di risanamento, non finiscono qui.

Il piano- Cosa ha stabilito questo piano? Il punto focale è il tetto massimo fissato per gli stipendi che non dovrà sforare il 60% del fatturato totale. In caso di sforamento del tetto, la società in questione dovrà versare in federazione una fideiussione pari all’importo eccedente a titolo di garanzia. Per quanto riguarda le rose, oltre alla riduzione a 19 giocatori, è previsto l’inserimento illimitato di under 21 e un massimo di 4 giocatori che hanno militato (tra i 14 e i 21 anni) per almeno 3 stagioni nelle giovanili del club d’appartenenza (i cosiddetti “giocatori bandiera“). L’ultima misura, invece, prevede spazi aggiuntivi per gli sponsor: su calzoncini e manica della maglia di gioco, a bordocampo, nell’area tecnica, ecc…

E i diritti TV?- Nella riunione di mercoledì, come potrete facilmente notare, non è stata menzionata la questione dei diritti TV e della mutualità con la serie A. Se l’obiettivo è ridurre i costi e agevolare economicamente le società della serie cadetta, com’è possibile ignorare questi fondamentali aspetti? La B venne spostata al sabato pomeriggio proprio per garantire più visibilità e soprattutto ricavare maggiori introiti. Quest’anno, però, la serie cadetta è stata scandalosamente oscurata, a grave danno di tutti i club coinvolti. La speranza è che venga trovata una soluzione che favorisca sì l’inserimento dei giovani e la riduzione dei costi, ma che non dimentichi le esigenze di tifosi e appassionati.