17/12/2017

E’ l’ora dello Special One

maggio 28, 2008 di  
Inserito in Calciomercato news, Inter

Un’attesa durata 5 mesi. Un periodo trascorso ad imparare l’italiano, studiare nuovi moduli tattici, ideare un tipo di preparazione innovativo. Josè Mourinho, al secolo lo Special One, non è stato con le mani in mano, insomma. Dall’incontro di Parigi con Moratti in seguito all’annuncio choc di Mancini nel dopo partita di Liverpool, il tecnico lusitano ha preparato il grande ritorno in panchina. Ed ora lo Special One è pronto a sbarcare a Milano, ovviamente su sponda nerazzurra.

L’addio al Chelsea e il preaccordo- L’uomo di Setubal è fermo da settembre, quando la luna di miele con Abramovich s’interruppe bruscamente. Il magnate russo non tollerava più il suo carisma spiccato, spesso sfociante in aperta arroganza, il suo decisionismo in sede di mercato e i fallimenti europei (due semifinali perse). Abramovich voleva sposare le vittorie con lo spettacolo, cromosoma assente nel DNA delle squadre allenate dall’allenatore portoghese. Il rapporto, per altro, era logoro già da tempo: l’emblema fu l’imposizione dell’ingaggio di Shevchenko da parte del presidente. Mourinho è diventato da allora la spada di damocle sulla testa degli allenatori delle big europee: da Rijkaard a Schuster, passando appunto per Mancini. Il suo futuro è venuto delineandosi dopo la cocente eliminazione interista dalla Champions. Lo sfogo del tecnico di Jesi non piacque a Moratti, che si accordò immediatamente con quello che è sempre stato un suo pallino (si parla di un triennale con opzione sul quarto anno a 9 milioni stagionali). La vittoria dello scudetto non ha cambiato le carte in tavola, sebbene Mancini fosse convinto del contrario (vedi “Mancini tra passato e futuro“). Lo Special One no: un sms galeotto a Essien inviato subito dopo la finale Champions di Mosca ha confermato le indiscrezioni sul suo futuro. Finale che cercherà ora di raggiungere alla guida dei nerazzurri, cercando di bissare il clamoroso successo colto a Oporto.

Come cambia il mercato- L’arrivo di Mourinho sconvolge le strategie di mercato interiste. Il tecnico pretenderà rinforzi imponenti, nonchè l’ingaggio di alcuni suoi “pretoriani”. In pole position Lampard e Drogba. Il centrocampista inglese era già sul taccuino degli uomini di mercato nerazzurri. L’abboccamento c’è già stato, ma il Chelsea ha offerto al giocatore un rinnovo fino al 2012 a 8 milioni l’anno. Ora tocca all’Inter contrattaccare. La punta ivoriana, invece, è coinvolta in un intreccio di mercato con Eto’o. I due attaccanti sono inseguiti dalle milanesi, la situazione è per ora in stand by. Un’altra pedina richiesta da don Josè è Deco, uno dei fautori del successo Champions ai tempi del Porto. Il Barça chiede 10 milioni, l’affare è fattibile. Ben più costosi, invece, i giovani Quaresma e Dani Alves. L’esterno fac-simile di Cristiano Ronaldo è in cima alla lista dei pensieri nerazzurri da tempo. Il Porto, però, ha sparato alto: 40 milioni. Se i Dragoes venissero sbattuti fuori dalla Champions a causa dello scandalo che ha investito il calcio portoghese (“apito dourado”), le pretese potrebbero calare. Il terzino del Siviglia, invece, è un’esplicita richiesta dell’allenatore lusitano. Anche lui è valutato 40 milioni, e il Barcellona è in pressing su di lui da mesi. Il club di Via Durini potrebbe giocare la carta Adriano: il brasiliano andrebbe in prestito in Andalusia, l’esterno farebbe il percorso inverso. Infine, Hleb e Konko. Il genoano è ad un passo e Mourinho ha avallato l’operazione, per il bielorusso bisogna guardarsi sempre dalla concorrenza blaugrana. Nelle prossime settimane ne sapremo di più, ma quel che è certo è che l’Inter del 2008-’09 cambierà decisamente volto.