22/10/2017

Cesena, un fallimento dalle radici profonde

maggio 23, 2008 di  
Inserito in Cesena Calcio

Mancava soltanto il conforto (si fa per dire…) della matematica, e al fischio finale della partita dell’Omobono Tenni è arrivata pure quella. Una retrocessione che aleggiava come uno spettro da mesi, per i tifosi più realisti da inizio stagione, è diventata triste realtà. Dopo 4 stagioni, il Cesena ripiomba negli inferi della serie C. Nell’annata in cui era più facile salvarsi, visto l’andamento lento di tutte le pericolanti, il Cavalluccio riesce nell’infelice impresa di retrocedere con due giornate d’anticipo, scrivendo una delle pagine più nere del calcio cesenate. E così, per la 6°volta in 10 anni, il pubblico del Manuzzi dovrà assistere ad uno spettacolo indegno del suo calore e sostegno.

Le prime annate in B-Da quel torrido (in tutti i sensi) pomeriggio del 20 giugno 2004, sono successe tantissime cose. Il Cesena firmato Castori ha messo in cassaforte una preziosissima salvezza nella stagione successiva, mantenendo il gruppo della C, e ha sfiorato addirittura la serie A nel 2005-’06. Il tecnico marchigiano costruì un’orchestra perfetta, a tratti spettacolare, sorretta dalla grinta del gladiatore Pestrin, illuminata dal genio di Salvetti, supportata dalle incursioni di Ciaramitaro e dal “futebol bailado” di Ferreira Pinto. Quell’annata è stata frutto di una sorta di miracolo calcistico, ma la dirigenza ha commesso il gravissimo errore di rompere il giocattolo. La famiglia Lugaresi, detentrice della presidenza bianconera per un ventennio, ha proseguito nella sua politica di smantellamento, vendendo i pezzi più pregiati e ingaggiando “mercenari” in prestito o in comproprietà. La società si è sempre giustificata adducendo a motivo di tale politica i debiti gravanti sulle casse societarie, sventolando sovente il fantasma del Ravenna fallito e spedito in Eccellenza. Se tutti possono essere d’accordo sull’importanza del bilancio, altrettanto può dirsi sul fatto che l’allestimento di una squadra richieda una progetto a monte. L’anno scorso andò bene perchè esplose un eccezionale Papa Waigo e Pellè si rivelò un “acquisto” (in prestito) azzeccato. Il finale di stagione, tuttavia, fu sofferto, perchè a gennaio venne ceduta la colonna Pestrin e furono programmati gli addii di molti giocatori.

Il mercato magro-Il segnale, però, non è stato recepito. Castori, durante il mercato estivo, ha chiesto un organico per poter lottare per i play-off, fraintendendo le intenzioni della società. La spina dorsale della squadra, infatti, è stata frantumata, il reparto difensivo ceduto in blocco. Con Turci che appende i guantoni al chiodo, via la solida coppia di centrali Zaninelli-Ficagna, via il protagonista assoluto della stagione, Papa Waigo, via gli uomini in prestito, ovvero il prezioso Sabato, l’ariete Pellè e l’esterno Del Core. Soltanto per citarne alcuni. A fronte di cotante partenze è lecito aspettarsi rinforzi adeguati. Tutti la pensano così sotto l’ombrellone, tranne la società. Per un’estate intera viene inseguito l’acerbo Paponi, presentato come un crack, salvo poi mancare l’obbiettivo. Ma questo, perlomeno, è un aspetto positivo per le sorti bianconere, perchè da Rimini arriva in regalo Moscardelli, bomber di sicuro affidamento. L’altro colpo di mercato è l’ex Campedelli, di cui non convincono però le condizioni fisiche. Gli altri arrivi fanno tremare il popolo bianconero. Vascak, mai incisivo nella sua carriera italiana, viene a coprire la falla lasciata aperta dall’addio di Papa Waigo, di cui si dimostrerà lontanissimo parente. Sull’out sinistro di difesa, viene ingaggiato uno scarto del Brescia, Cortellini. In mezzo al pacchetto difensivo viene sistemato Biasi del Verona e viene data fiducia ai vari Doudou e Ola. Tra i pali, invece, arriva un elemento oramai a fine carriera, Berti. Il mercato del club romagnolo, quindi, è poverissimo, e viene arricchito soltanto all’ultimo giorno disponibile con Turati e Croce. La rosa bianconera rimane comunque palesemente inaffidabile. Basta dare un’occhiata alla riserva di Moscardelli al centro del tridente: il semisconosciuto Ferretti, pescato nella serie B gallese. Il motivo del suo ingaggio rimane un mistero del calcio, così come quello di Aurelio.

La stagione nera-La stagione del Cavalluccio è tribolatissima. L’era Castori si chiude con l’umiliante scoppola subita a Rimini (1-4) e un desolante ultimo posto in classifica. Giorgio Lugaresi chiama a Cesena Vavassori, compiendo l’ultimo gesto della sua presidenza: la società, infatti, passa nelle mani del giovane imprenditore locale Igor Campedelli, tifosissimo bianconero nonchè cugino del giocatore Nicola. Sembra l’inizio di una nuova era, il preludio alla rinascita. Il trainer bergamasco riesce a dar una scossa all’ambiente, ma è un risveglio effimero. Il Cavalluccio si trascina fino a gennaio, quando la finestra di mercato può portare nuova linfa alla rosa. In virtù del nuovo modulo tattico (4-4-2 invece del 4-3-3), si prospetta l’ingaggio di punta. L’attaccante arriva, ed è l’agognatissimo (solo dalla società romagnola) Paponi. Invano il popolo bianconero attende l’arrivo di un “Messia”: l’obiettivo Greco, ad esempio, si accasa 30 km più a sud, in riva al Marecchia. Un altro reparto da rinforzare è la difesa, ma in riva al Savio sbarcano soltanto Cardone, giocatore reduce da numerosi problemi fisici nelle ultime due stagioni, la scommessa brasiliana Gusmao tra i pali e qualche comprimario. Il trend non cambia, e a farne le spese, come sempre in questi casi, è l’allenatore. Il regno di Vavassori, durato lo spazio di 14 partite (in cui son stati raccolti 13 punti) termina con l’ennesima debacle casalinga (0-3 contro l’Albinoleffe). In sella torna clamorosamente Fabrizio Castori, richiamato per compiere un’impresa. Il tecnico di Tolentino ridà un pò di grinta alla squadra, è un pò sfortunato (vedi derby col Bologna), ma riesce a rimettere in corsa la squadra, complice anche la marcia a freno tirato delle avversarie. Al momento della verità, però, il Cavalluccio si affloscia. Troppi i pareggi interni con squadre già con la pancia piena (Grosseto) e pure in inferiorità numerica (Mantova, Triestina). Ma il sabato della resa, quella che ha spento ogni flebile speranza, è stato quello del derby. Bianconeri avanti meritatamente 1-0 all’85’, Rimini coi remi in barca e contestato dai suoi tifosi. In cinque minuti accade l’impensabile: gli uomini di Acori ribaltano il risultato, il sogno salvezza viene deposto definitivamente nel cassetto. I fortunati e vincenti derby di qualche anno fa (su tutti il 3-2 con un tris in 8 minuti e l’affermazione nei play-off ) sono solo un ricordo: come all’andata, Rimini diventa il capolinea del sanguigno uomo venuto da Tolentino.

Speranza-La speranza dei tifosi bianconeri è che la discesa in C serva alla nuova società a maturare, ad imparare dagli errori della precedente gestione. A comprendere che nel calcio serve un progetto, programmi, perchè non tutte le squadre si chiamano Inter, Milan e Juventus, e non soltanto con i soldi è possibile dar vita a belle realtà. Club come Albinoleffe ed Empoli (nonostante la sfortunata retrocessione) lo dimostrano. Il punto di partenza dev’essere questo, puntando magari sul florido settore giovanile, che tante soddisfazioni ha dato in questi anni. E dall’assunzione di un direttore sportivo, perchè il Cesena è l’unica società professionistica ad averlo “in prestito” da un altro club, il Palermo. La speranza del popolo della Curva Mare è questa: dopo aver toccato il fondo, tornare a rivedere le stelle.

  • fala scrive:

    Sono tifoso del Cesena da tanti anni e sono pienamente d’accordo….come si fa a non avere un direttore sportivo?… e sopratutto era palese che il nostro caro Giorgione ha usato il cesena solo per rimpinzare il portafoglio e comprarsi i suoi bei fucili da caccia o pagare qualche troia in ungheria….Vorrei solo che si apra un nuovo corso per il cesena, meritiamo di piu…la nostra storia ce lo impone…voglio che il manuzzi torni ad essere pieno come ai bei tempi e il cesena sia considerata una squadra temibile ovunque giochi….questo è quello che chiedo da romagnolo e tifoso del cesena…rifondazione!!!

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