21/09/2017

SPECIALE MOSCA- E’ l’anno del Manchester

maggio 22, 2008 di  
Inserito in Champions League

Le lacrime di Terry e quelle di Cristiano Ronaldo, diverse come le loro sorti. Le prime sono di delusione e appartengono ad un simbolo del Chelsea, un capitano storico che nel giorno della potenziale gloria sbaglia il rigore decisivo che significa vittoria, scivolando a causa della pioggia moscovita, amara come le sue lacrime. Le seconde, più scontate ma lecite, sono di gioia, quella di un campione che comincia a respirare aria di leggenda. Finisce 7-6 la finale della coppa dalle grandi orecchie, in un derby combattuto sino all’ultimo, con il Manchester più vivo nel primo tempo e un Chelsea più arrembante nella ripresa e nei tempi supplementari. I rigori sono l’epilogo tremendo di una partita che se fosse stata assegnata ai punti avrebbe dato verdetto differente: le occasioni non sono mancate da entrambe le parti, ma le più nitide sono firmate dai Blues, che colpiscono due legni: il primo lo centra Drogba, straordinario nel dar vita ad una splendida girata da fermo, per un interno destro che sbatte sul secondo palo. Il secondo, nei primi 15′ supplementari, ha come protagonista Lampard, che prende in pieno la traversa con un micidiale sinistro. E qui si spengono le speranze dei londinesi.

La gara– Prima frazione noiosa, squadre impaurite e chiuse in una tattica asfissiante. Ma dopo il vantaggio del Manchester al 26′, cross dalla destra di Brown pennellato per la testa di Cristiano Ronaldo che lasciato libero da un colpevole Essien non sbaglia, si cambia registro. Sempre i Red Devils al comando del gioco, che pressano in ogni reparto e cambiano marcia ad ogni affondo, andando vicinissimi al doppio vantaggio prima con un colpo di testa ravvicinato di Tevez, poi sul conseguente tap-in di Carrick: su entrambi Cech compie due grandissimi miracoli. E’ la sveglia per il Chelsea: allo scadere Ferdinand fa un’involontaria sponda per Lampard che di potenza mette in rete. Tutto da rifare.

Ripresa– I secondi 45′ parlano soprattutto Blues. I ragazzi di Grant sono in forma, non lasciano spazi e diventano pericolosi in fase offensiva, avvantaggiati da un Manchester troppo macchinoso. La storia non cambia nei supplementari, con gli allenatori che cambiano volto alla squadre: dentro Giggs, per lui presenza numero 759 con la maglia dei Red Devils, Nani e Anderson per Scholes, Rooney, sottotono per gran parte della gara, ed Evra. Grant si affida ad Anelka, Kalou e Belletti rispettivamente per J. Cole, Malouda e Makelele. Il Manchester soffre, e anche tanto, ma è sua l’ultima occasione nitida sventata da capitan Terry, che con una torsione pazzesca devia un tiro a botta sicura di Giggs. Spazio poi all’espulsione di Drogba per un buffetto a Vidic, sullo sviluppo di una mischia nata dal nervosismo.

I rigori– Come 5 anni fa quando il Milan sconfisse la Juventus, anche questo derby d’Europa si decide dagli 11 metri. Sbagliano due simboli: sbaglia Terry che scivola al momento del tiro, sbaglia Cristiano Ronaldo che, spinto da quella solita esagerata sicurezza in se stesso, decide di fermarsi al momento del tiro e dà così la possibilità a Cech di intercettare. Ma gli dei del calcio hanno deciso che questo è il suo anno, che 42 gol fatti tra lega e coppa contano eccome. E allora spazio all’errore di Anelka, che consegna di fatto la Champions League al Manchester, ora a quota 3. Così era scritto. Così è stato.