24/09/2017

SPECIALE MOSCA- La storia

maggio 21, 2008 di  
Inserito in Champions League

Stasera allo stadio Luzhniki di Mosca Chelsea e Manchester United si contendono il trofeo più ambito, la Champions League. Per la prima volta nella storia di questa competizione il discorso è riservato esclusivamente a club della Premier. Nelle edizioni precedenti, infatti, ci sono stati soltanto due derby, figli per altro della nuova formula, visto che alla vecchia Coppa dei Campioni partecipavano soltanto i campioni nazionali. Indimenticabile, per noi italiani, lo scontro tra Milan e Juve del 2003, quando i rossoneri la spuntarono soltanto dopo i calci di rigore. Tre stagioni prima, invece, il Real di Raul aveva affondato con un tris il sorprendente Valencia di Cuper, arrivato in finale contro ogni pronostico e crollato sul più bello. Alla vigilia di questo atto finale, comunque, abbiamo una certezza assoluta: l’Inghilterra ci raggiungerà nel numero di Champions vinte, 11.

I Red Devils cercano il terzo successo in tre finali, l’en plein perfetto. Il primo trionfo risale al 1968, alle geste di Best e Charlton, mentre il secondo è nella mente anche degli sportivi più giovani. Ricordiamo tutti, infatti, la rimonta beffa nei minuti di recupero contro il Bayern Monaco, datata 1999. Tra i protagonisti di quell’impresa c’era Scholes, sebbene fosse seduto in tribuna causa squalifica: a Mosca, invece, ci sarà, dopo aver trascinato i suoi con il gol decisivo al Barcellona. I Blues, invece, sono alla prima finale. La Coppa con le orecchie è transitata da Manchester, Liverpool (5 volte), Birmingham (sponda Aston Villa) e Nottingham, soprattutto nel periodo di assoluto dominio britannico dal 1977 al 1982. Curioso che Londra, la capitale, non si sia mai fregiata di questo riconoscimento. Alla banda di Avi Grant l’onere e onore di provarci, dopo il ko subito dall’Arsenal al cospetto del Barça due stagioni orsono.

Visti gli undici che calcheranno il prato del Luzhniki, verrebbe spontaneo parlare di dominio calcistico inglese. Ci sono fattori, però, che indicano il contrario. Innanzitutto, i protagonisti dentro e fuori il campo. I tecnici delle due compagini sono uno scozzese (Sir Ferguson) e un israeliano (Grant), le stelle che decideranno l’esito del match con le loro giocate provengono da Africa (Drogba, Essien) ed Europa “continentale” (Ronaldo, Ballack), persino i proprietari appartengono ad universi differenti da quello d’Oltremanica: il magnate russo Abramovich spadroneggia a Londra, l’imprenditore a stelle e strisce Glazer a Manchester. Bizzarrie del calcio contemporaneo. L’aspetto più rilevante, però, è la pesantissima assenza dei Leoni all’Europeo: gli sportivi britannici faranno bene a consolarsi stasera, perchè quest’estate staranno seduti in poltrona ad ammirare le gesta altrui.