23/08/2017

SPECIALE MOSCA- La marcia di avvicinamento

maggio 21, 2008 di  
Inserito in Champions League

Mancano ormai poche ore all’atto conclusivo della massima competizione europea. Le due duellanti, Manchester e Chelsea, si daranno ancora una volta battaglia dopo essersi contese il titolo nazionale, divenuto preda dei Red Devils. Ma come sono arrivati i due club inglesi a questa finale? Analizziamo la marcia d’avvicinamento, il cammino che ha portato Red Devils e Blues ad un passo dalla gloria.

Manchester United– La stagione degli uomini di Ferguson è stata strepitosa. Il cammino europeo è stato perfetto, senza macchia, con un dominio sugli avversari a tratti imbarazzante. Il girone eliminatorio è stato dominato, della serie “il buongiorno si vede dal mattino”. 5 vittorie e un pareggio nell’ultima (inutile a fini di classifica) giornata in calendario è l’invidiabile score dello United. L’affermazione a Lisbona grazie ad un gol di C.Ronaldo e l’assalto respinto della Roma con la stilettata di Rooney hanno messo subito la strada in discesa, gli 8 gol in 2 partite rifilati alla Dinamo Kiev hanno fatto il resto. Negli ottavi il Lione dà l’impressione di poter scalfire lo strapotere dei diavoli rossi. In affanno per gran parte del match e sotto nel punteggio a causa di una perla di Benzema, vengono salvati all’86’ da una zampata di Tevez. Il ritorno all’Old Trafford diventa così agevole: C.Ronaldo sigilla la qualificazione. Nei quarti, il remake con la Roma. I giallorossi vogliono vendicarsi dell’umiliazione della stagione precedente (il famoso 7-1), ma trovano di fronte il miglior Manchester dell’annata. I Red Devils danno lezione di tattica e forza fisica, espugnando l’Olimpico con i soliti Ronaldo e Rooney (complice una papera di Doni). Il discorso qualificazione sembra chiuso, ma in Inghilterra De Rossi ha l’occasionissima per riaprirlo: il suo rigore, però, finisce in tribuna. L’Apache Tevez chiude la contesa con un avvitamento di testa, rispedendo al mittente ogni desiderio di rivalsa. Si arriva così alla semifinale con lo “psicolabile” Barcellona versione 2008. La formazione di Ferguson si complica la vita fallendo un penalty dopo appena 3 minuti con la stella di Funchal. Al Camp Nou finisce 0-0, tutto rinviato al ritorno. Scholes fulmina Valdes con un bolide dalla distanza, spaccando in due la partita. La difesa di ferro conserva il vantaggio, il Manchester torna in finale dopo 9 anni. I Red Devils sognano ora il double.

Chelsea– Ben altro umore in casa Chelsea. La stagione è stata turbolenta, l’addio dello “Special One” Mourinho e l’arrivo del silenzioso Grant ha scontentato la piazza. Il rendimento degli ultimi mesi ha però rivalutato l’operato del tecnico più snobbato della storia del club. L’allenatore israeliano ha portato la squadra dal 5°posto ad un passo dal titolo, oltre che alla prima storica finale di Champions. La sconfitta nella finale di Coppa di Lega e nella volata di Premier, però, bruciano: un’altro ko non è concesso, soprattutto ad un tecnico poco gradito come lui. Tornando al cammino europeo, la marcia dei Blues è stata molto meno perentoria di quella dei rivali. L’era Mourinho è finita dopo lo scialbo pari di Trondheim, l’avvento di Grant ha restituito umiltà al gruppo. E pure un pizzico di cinismo. Al Mestalla viene colto un successo fondamentale con il sigillo di Drogba, bissato nel turno successivo con lo Schalke, ancora con la firma dell’ivoriano. I Blues non incantano, ma ottengono risultati, pareggiando con spagnoli e tedeschi e sommergendo i norvegesi. I 12 punti raccolti valgono il primo posto nel girone. Il sorteggio degli ottavi è favorevole: dall’urna esce l’Olympiakos. Il match di Atene, però, è più difficile del previsto, e i londinesi possono addirittura sorridere per lo 0-0 ottenuto. A Stamford Bridge tutt’altra musica: i greci vengono travolti 3-0. Ai quarti altro accoppiamento benevolo: di fronte c’è il Fenerbahce di Zico. La formazione di Grant, però, è autolesionista. Nell’inferno di Istanbul passa in vantaggio, salvo farsi rimontare e superare dal siluro impossibile di Deivid. Nel retour match i Blues non fanno nulla di trascendentale, ma rimediano al ko esterno con un 2-0 firmato Ballack-Lampard. La semifinale è un derby da brivido. Le cose si mettono male nel tempio di Liverpool, quando i Reds dominano e sfondano con Kuyt. La finale pare diventare una chimera, ma giunge un cadeau inaspettato da Riise: lo sciagurato autogol del norvegese al 94′ cambia le sorti della doppia sfida. A Londra l’equilibrio prosegue: 1-1 al 90′. Sono i supplementari a decretare la finalista. Super Drogba e Lampard colgono l’appuntamento con la storia: 3-2 e supersfida col Manchester.

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