22/10/2017

Le tappe del successo nerazzurro

maggio 19, 2008 di  
Inserito in Inter, Serie A

Ora che è finito il campionato, possiamo ripercorrere le tappe che hanno condotto l’Inter al 16°scudetto. Un’annata intensa, a tratti folle, passata da un dominio assoluto allo psicodramma soltanto sfiorato per la genialata di Zlatan.

IL PRIMO SEGNALE– L’avvio di stagione dei nerazzurri non è esaltante, ma dopo 5 giornate sono comunque in vetta appaiati alla Roma. E il 29 settembre c’è in programma proprio lo scontro diretto. La partita non ha storia. Mancini ingabbia il gioco spallettiano con un 4-1-4-1 tutt’altro che difensivo e i rivali vengono affossati con tre gol in dieci minuti. Un 4-1 che dà un segnale fortissimo alla concorrenza; grande protagonista della serata Hernan Crespo, autore del gol del sorpasso. L’Inter vola da sola in testa: non verrà più raggiunta.

LA FUGA– Da quel momento la banda Mancini diventa irrefrenabile. L’inverno è freddo per gli avversari, mentre i nerazzurri triturano chiunque si presenti davanti a loro. Il derby di Natale suggella questo periodo: la papera di Dida sul tiro di Cambiasso regala vittoria e +7 ai futuri campioni. A metà febbraio la Roma, rimasta come unica interlocutrice, scivola a -11 dopo la sconfitta con la Juve. Suazo, nel frattempo, stende il Livorno e la formazione di Mancini si prepara al meglio per gli ottavi di Champions.

LA CRISILiverpool, invece, si rivela la Caporetto nerazzurra. La cocente eliminazione incrina qualcosa nello spogliatoio, le dichiarazioni di Mancini sono un boomerang devastante, i gravi infortuni fanno il resto (Samuel, Cordoba, Dacourt, Figo). Moratti riattacca faticosamente i cocci, Crespo salva la trasferta di Genoa con il gol del pari al 76′. Si arriva allo scontro diretto di San Siro con 9 lunghezze di vantaggio. I romanisti giocano meglio, passano con Totti e sfiorano il raddoppio con Aquilani a cui s’oppone un immenso Julio Cesar. E così, a due minuti dal termine, capitan Zanetti segna l’unico, pesantissimo, gol stagionale: una vera e propria mazzata alle speranze giallorosse di rimonta.

IL FINALE COL FIATONE– Il peggio sembra passato. La domenica successiva, però, l’Inter cade al San Paolo per effetto di una zampata dell’ex juventino Zalayeta. Roma a -6. La banda Mancini arranca, raccogliendo solo 2 punti in 3 gare con Genoa, Lazio e Juve. Il ko con i bianconeri, in particolare, brucia parecchio per la nota rivalità. I capitolini, però, non ne approfittano, visto che perdono il derby con i biancocelesti; il divario rimane di 4 punti. Tornano a disposizione, intanto, diverse pedine importanti, tra cui Vieira, mentre dalla Primavera spunta un ragazzino terribile, Mario Balotelli, che fa le veci di Ibrahimovic, ai box per problemi fisici. I due sono protagonisti della rinascita di Bergamo (2-0 all’Atalanta), poi l’Inter non sbaglia un colpo. Al tappeto vanno anche Fiorentina, Torino (rete fondamentale di Cruz) e Cagliari. Fino al finale thriller: l’atteggiamento rinunciatario costa caro nel derby, la sospirata e annunciata festa scudetto contro il Siena sfuma per un errore dagli 11 metri di Materazzi. Poi la pioggia del Tardini, la paura, l’ingresso di Zlatan e le sue magie scaccia incubo.