17/12/2017

Inter: le “pagellone” dello scudetto

maggio 19, 2008 di  
Inserito in Calcio news, Inter, Serie A

Le pagelle nerazzurre 2007/2008:

Stankovic 5: vittima dei problemi fisici. Riesce nell’impresa di divenire un centrocampista qualunque e fa perdere le sue tracce di uomo decisivo. Fantasma.

Materazzi 5: parte infortunato, ha la giustificazione giusta. Ma al ritorno in campo non da quasi mai certezze, soprattutto in fase di copertura. Si macchia di varie ed eccessive esternazioni in campo, lascia la squadra in 10 in momenti topici (vedi Champions) e la sua voglia di strafare gli si ritorce contro. Irruento.

Burdisso 5,5: impiegato da tutte le parti, anche terzino sinistro, lascia un pò a desiderare come rendimento, ma non gli si può dire che non ci metta la voglia. Gioca più di forza che di tecnica. Calante.

Maxwell 6: soffre i cambi tecnici imposti da Mancini, tiene duro sulla fascia che gli compete, ma in fase di ripiego non convince sempre. Incostante.

Crespo 6: gioca poco, ma quando lo fa non si nasconde. Con più continuità avrebbe forse fatto la differenza. Incompreso.

Suazo 6: troppe aspettative su di lui lo hanno frenato. Poteva e doveva essere più decisivo, invece si perde a volte in un bicchier d’acqua. Deludente.

Jimenez 6,5: giovane e promettente. Non delude le aspettative, e gode di buona fiducia da parte di Mancini. Il suo ruolo da trequartista lo fa bene, a volte anche molto bene. Futuro.

Viera 6,5: se non fosse per un periodo in cui in campo più che giocare passeggiava, avrebbe meritato molto di più. Dai suoi piedi sono nate diverse azioni-gol per l’Inter. Lunatico.

Cordoba 6,5: si ferma lui e si ferma la difesa nerazzurra. Prima dell’infortunio con il Liverpool non ne aveva sbagliata una. Pilastro.

Maicon 7: la fascia destra è il suo mondo, gli calza a pennello. Quando scende non lo ferma nessuno. Tutte le squadre vorrebbero avere uno come lui. Imprendibile.

Chivu 7: che dire di uno che gioca con una spalla fuori uso e lo fa anche bene? Stoico. Come pochi.

Samuel 7: serve come il pane al centro della difesa. Ogni volta che Mancini lo chiama in causa lui risponde presente. Imprescindibile.

Cambiasso 7,5: è il termometro nerazzurro. Se c’è lui c’è la certezza di una squadra solida. Se non c’è, la sua assenza pesa troppo. Punto fermo.

Cruz 7,5: è l’uomo in più, è quello che ti risolve la partita quando meno te lo aspetti. E’ stato decisivo, come tutti gli anni. Provvidenza.

Zanetti 8: sempre presente. Che sia tempesta, sole, pioggia e neve, lui c’è sempre. Un capitano con un cuore grande così. Assoluto.

Julio Cesar 8: le sue mani contengono almeno il 50% del titolo nazionale. Grande tra i pali, grande nel dirigere la difesa. Perfetto.

Balotelli 8,5: forza fisica, tecnica e determinazione. Cosa si pretende di più da un ragazzo di quasi 18 anni? Nulla. E fa bene anche se defilato sulla fascia, come ieri a Parma. Talento puro.

Ibrahimovic 9: è il suo scudetto, niente da dire. Parte come un fulmine, trascina la squadra macinando km e segnando da qualsiasi posizione. Poi si ferma in Champions, l’incubo della mancata presenza nelle partite decisive si ripropone. Sbaglia contro il Liverpool, ma si sacrifica anche tanto. Poi si fa male, e l’Inter entra in crisi di gioco e rendimento. Torna al momento giusto, e questa volta non sbaglia. 17 gol, 8 su rigore. Ma i due di ieri ne valgono 16, come lo scudetto. Magico.

Mancini 6,5: alcune scelte, un pò costrette ma a volte volute, danno l’impressione che non riesca a gestire bene il tutto. Sotto pressione non sa stare, a volte pecca di professionalità, come l’annuncio dato dopo l’uscita dalla Champions. Impulsivo. Ora si aspetta di vedere la sua collocazione l’anno prossimo.