25/09/2017

La notte di Manchester incorona lo Zenit

maggio 15, 2008 di  
Inserito in Europa League

La favola ha avuto il suo lieto fine. I russi dello Zenit San Pietroburgo piegano con merito i Rangers Glasgow e si aggiudicano il primo eurotrofeo della loro storia. La squadra finanziata dai milioni di Gazprom, sostenuta da illustri tifosi (il premier russo Putin su tutti) e quasi interamente composta da giocatori autoctoni, s’impone anche nell’ultimo atto andato in scena al Manchester City Stadium. Dopo gli scalpi illustri presi a Marsiglia, Bayer Leverkusen, Sporting Lisbona e soprattutto Bayern Monaco, l’impresa viene completata ai danni degli scozzesi, che devono rinunciare così ad uno storico poker (campionato, coppa di Lega e di Scozia e appunto coppa Uefa).

I russi si presentano privi del capocannoniere del torneo Pogrebnyak, ma il tecnico Advocaat non snatura l’approccio tattico affidandosi al consueto 4-2-3-1. Tymoschuk fa il buttafuori davanti alla difesa, il talentuoso Arshavin e Fayzulin si scambiano sovente posizione alle spalle della boa Tekke. Anche Smith non tradisce le aspettative, i light blue sono abbottonati come al solito. Il 4-5-1 che ha portato gli scozzesi a Manchester viene ancora una volta riproposto; il solo Ferguson appoggia a volte Darcheville in fase offensiva. Il tema tattico è prevedibile, conoscendo la filosofia delle due rivali: russi all’attacco, scozzesi chiusi e pronti a ripartire. E così è. La formazione di Smith partorisce soltanto 2 tiri in tutti i 90 minuti, mentre lo Zenit colleziona 9 angoli, 8 tiri in porta e un palo esterno, oltre ad un maggior possesso palla. La trincea light blue resiste, Arshavin cerca troppo spesso l’uno contro uno. La svolta del match è di natura tattica. Gli scozzesi decidono di uscire dal guscio, mostrando i propri limiti tecnici. La formazione di Advocaat, a quel punto, coglie l’occasione. Arshavin dribbla tutti, compreso il portiere Alexander, ma il suo tentativo viene spazzato sulla linea da Papac; poco dopo, però, il numero dieci manda in gol Denisov (72′). Il sipario sulla squadra di Glasgow cala definitivamente a 90′ scaduto: Zyrianov trafigge ancora Alexander, la festa russa può aver inizio.

Lo Zenit corona, quindi, un percorso sorprendente ed esaltante. Alzi la mano chi avrebbe pronosticato una vittoria in Uefa della formazione di Advocaat, uomo chiave di questo successo. La compagine finanziata dalla Gazprom è reduce anche dalla vittoria nel campionato nazionale, dove ha spezzato un dominio moscovita lungo 12 anni (vedi “Il Bayern contro i colossi russi del gas“). Il prossimo anno giocherà la Champions e, statene certi, non vorrà smettere di stupire.