20/09/2017

Milano: una città in crisi calcistica

maggio 13, 2008 di  
Inserito in Calcio news, Inter, Milan, Serie A

Milan e Inter, due squadre dagli obiettivi differenti ma accumunate dallo stesso stato d’animo a soli 90′ dalla fine di questa stagione. Una Milano calcistica in crisi dunque, una città da rivoluzionare sia su sponda milanista che interista.

Inter– 11 punti di vantaggio buttati al vento avranno pure una spiegazione. Sempre in testa dalla prima giornata e dopo un girone d’andata a ritmi altissimi erano elementi che lasciavano immaginare un calo “fisiologico” da parte dei nerazzurri, ma anche il tifoso più pessimista non avrebbe mai pensato di ritrovarsi a combattere per lo scudetto con l’acqua alla gola. Gli infortuni non sono mancati, su tutti quello che ha colpito Ibrahimovic. Ma la rosa interista è così ampia da dover garantire rincalzi all’altezza. Che sia una questione mentale? Non sarebbe la prima volta per l’Inter pagare le conseguenze di una pressione gestita male, il 5 maggio 2002 ne è l’esempio più lampante. Dopo l’uscita dalla Champions a metà marzo il contraccolpo evidentemente ha lasciato strascichi non ancora assimilati. Il destino comunque è sempre nelle mani dell’Internazionale, il punto di vantaggio, più lo scontro diretto a favore, dà ai ragazzi di Mancini un buon 80% di possibilità di festeggiare domenica lo scudetto numero 16. Ma servono cambiamenti, Moratti è avvisato.

Milan– Qui il discorso si fa più complesso. Il 2007 è stato un anno che ha sfiorato la perfezione: i rossoneri hanno vinto tutto quello che c’era da vincere in campo internazionale. Ma alla fine i conti si pagano, e si sono ripresentati tutti in questo campionato. 10 sconfitte non sono solo numeri: il Milan paga una rosa snaturata e spremuta ormai da due anni. Giocatori come Kakà, Pirlo, Seedorf, Gattuso, Ambrosini, Nesta, colonne portanti della compagine milanese, hanno giocato sino all’inverosimile, basti pensare che da dicembre a marzo i rossoneri hanno disputato in media una gara ogni 72 ore. Roba da guinnes dei primati. Ci si chiede allora come mai non sia stati presi provvedimenti seri dalla dirigenza, ovvero riserve che garantissero un ricambio sicuro e all’altezza degli impegni. Emblema di quanto detto sino ad ora è stata senza ombra di dubbio l’eliminazione dalla Champions per mano dell’Arsenal. Giusta, e quasi dovuta. Ora il Milan rischia di uscire dall’Europa che conta per approdare in Uefa, unico trofeo tra l’altro che manca in via Turati. Ma non è una consolazione per i tanti tifosi, che chiedono a gran voce una campagna acquisti degna del club più titolato al mondo.