22/10/2017

Drogba lancia il Chelsea nella storia.

maggio 1, 2008 di  
Inserito in Champions League

Il 21 maggio a Mosca sarà il giorno delle prime volte. La prima volta di una finale totalmente made in England, ma anche il primo appuntamento del Chelsea con la storia: per i londinesi sarà infatti la prima finale di Champions League. Avram Grant riesce nell’impresa che è sempre sfuggita al decantato (e presuntuoso) predecessore Mourinho: il merito di questo successo va anche a questo israeliano silenzioso, osteggiato ma estremamente abile.

Il tecnico israeliano propone un undici diverso dalle aspettative della vigilia. Lampard c’è nonostante il lutto, Essien viene retrocesso sull’out destro alle spalle di Kalou. Un Chelsea a trazione anteriore, insomma. Benitez, invece, non riserva grandi sorprese; nel suo 4-2-3-1 classico preferisce Benayoun a Babel. I Blues fanno capire subito che non intendono puntare allo 0-0, attaccando con raziocinio la porta di Reina. I Reds, invece, sono irriconoscibili. Kuyt, solitamente mobilissimo, appare svogliato, Gerrard viene stoppato dal buttafuori  Makelele, Torres è chiuso nella morsa Terry-Carvalho. L’unico uomo in palla è Mascherano, anche perchè il suo compagno di mediana Xabi Alonso è alquanto impreciso nella misura dei passaggi. Al 24′ cade una tegola sul tecnico spagnolo: Srktel va ko, Hyypia prende il suo posto. Il Liverpool del primo tempo è tutto in un tiro di Torres ben innescato dal suo capitano. La formazione di Grant ha il comando delle operazioni e la mossa di spostare Essien si rivela azzeccata, perchè in tandem con Kalou tritura l’asse mancino avversario. Lo spiraglio giusto si apre al 32′: l’ivoriano sfrutta un errore di Arbeloa e impegna Reina ad una difficile respinta. Sulla ribattuta arriva come un falco Drogba che scarica rabbiosamente nell’angolino basso l’1-0. Al termine della prima frazione il vantaggio Blues è più che meritato.

La ripresa si apre con un Liverpool più simile a quello vero. L’asse Mascherano-Gerrard cresce, Kuyt è più dinamico ed ha una chanche nei primi minuti. Ora sono i Reds ad aver il pallino del gioco, e la superiorità si concretizza al 19′. Benayoun, sin lì invisibile, taglia a fette da destra a sinistra la difesa locale e inventa un corridoio per Torres. Lo spagnolo punisce Cech in girata, tutto da rifare. E’ il momento migliore del Liverpool. Il Chelsea, però, fa quadrato e resiste agli assalti, fino a quando la paura prevale e suggerisce a entrambe di giocarsi tutto nell’overtime.

I supplementari sono storia a sè. I Reds sembrano proseguire sull’onda lunga del pareggio, ma è solo un’illusione. Rosetti (ottima la sua direzione) annulla un gol a Essien e vede benissimo nell’episodio chiave della partita. All’8′ Hyppia aggancia il piede di Ballack al limite dell’area, rigore ineccepibile: l’intervento del centrale finlandese è ingenuo, visto che il centrocampista tedesco si stava allontanando dalla porta di Reina. Sul dischetto si presenta Lampard. Il numero 8 è glaciale nell’esecuzione prima di sciogliersi in lacrime per il ricordo della madre persa in settimana. I Reds accusano il colpo. Una splendida manovra avviata da Malouda passa per i piedi di Anelka che mette un bel pallone rasoterra nell’area piccola. Su quel pallone s’avventa ancora un irresistibile Drogba che riscatta una stagione di alti e bassi e rispedisce al mittente le dichiarazioni del prepartita (“Benitez scalda la vigilia di Stamford Bridge“) con una pesantissima doppietta. L’errore di Cech su un tiro da lunghissima distanza di Babel cambia il risultato ma non la sostanza: il Chelsea approda alla finale di Champions.

A Mosca, dunque, si rinnoverà il duello con il Manchester United. Le due squadre inglesi si giocheranno (e spartiranno) tutto il bottino in questo caldissimo finale di stagione. Riuscirà uno tra Grant e Ferguson a centrare il mitico doble? Oppure si divideranno la posta? Certamente il trofeo più ambito è quello in palio il 21 maggio. Lo scozzese punta al a bissare il trionfo del ’99, l’israeliano vuole entrare (anche se lo ha già fatto centrando la prima finale) di diritto nella storia del club londinese. In barba a critici e tifosi.