17/12/2017

Capolavoro Scholes: prima finale made in England.

aprile 30, 2008 di  
Inserito in Champions League

E’ l’uomo di Salsford, quartiere di Manchester dov’è ubicato l’Old Trafford, il protagonista assoluto del retour match della semifinale di Champions League. L’uomo che ha fatto tutta la trafila nelle giovanili dei Red Devils, l’uomo che saltò per un maledetto cartellino rosso la finale vincente del 99′, quel clamoroso 2-1 maturato nei minuti finali con il Bayern. Nove anni dopo, “Ginger” Paul Scholes raccoglie una gentile respinta di Zambrotta ed infila il sette con un bolide da 25 metri, regalando ai suoi la finale di Mosca, la terza nella storia del club. E stavolta ci sarà pure lui.

La partita poteva prendere tutta un’altra piega se dopo 34 secondi Fandel avesse assegnato un rigore ai blaugrana. Il fallo di Scholes su Messi è proprio al limite, il dubbio rimane. Il primo quarto d’ora, chiuso dal gol del 33enne centrocampista, è appannaggio degli uomini di Ferguson. Park è onnipresente, le coppie centrali di centrocampo (Carrick-Scholes) e di difesa (Ferdinand-Brown) sono invalicabili, mentre Nani, il sostituto del grande assente Rooney, punge di più dello strombazzato compagno Ronaldo. La rete spegne paradossalmente le velleità dei padroni di casa che lasciano spazio alle iniziative ospiti. Messi, a dir il vero, predica nel deserto, visto che Iniesta e Eto’o esagerano nel palleggio e Deco non incide. La Pulce impegna comunque Van der Sar con un tiro in corsa, mentre il portoghese manda di poco a lato una conclusione volante. Il Manchester United sembra una squadra italiana: difesa e contropiede. Nani di testa, Park e Tevez sfiorano il raddoppio. E’ trascorsa un’ora di gioco e Rijkaard capisce che è il momento di osare inserendo Henry per Iniesta. La pressione blaugrana continua senza produrre frutti. A metà ripresa finisce la partita di un evanescente Eto’o, al suo posto il gioiellino Bojan. Le occasioni migliori, però, capitano al francese ex Arsenal: il portiere olandese dei Red Devils fa buona guardia. I padroni di casa sono in calo evidente rispetto qualche mese fa, il Barça attuale, invece, non è in grado di segnare una sola rete in 180′. E così l’Old Trafford soffre fino al 95′, ma la fischio finale può fare festa. Per la prima volta nella storia, dunque, ci sarà una finale tutta inglese: il Manchester va alla caccia del terzo successo su tre finali e del doble, esattamente come nove anni fa. L’augurio dei diavoli rossi è che Ronaldo, invisibile nelle due semifinali, riacquisti lo splendore dei giorni migliori.