21/09/2017

E adesso tutti aspettano il derby

aprile 28, 2008 di  
Inserito in Serie A

L’ultimo turno di campionato (finalmente tutto di domenica, in barba al calcio spezzatino) si rivela un succoso preludio di quello che accadrà tra sette giorni. La lotta scudetto e quella Champions, infatti, s’intreccieranno nel nobilissimo derby di Milano, decidendo il futuro delle due contendenti e delle rispettive rivali. La stracittadina più importante potrà diventare storica per i nerazzurri che, in caso di vittoria, conquisteranno il loro 16°scudetto e spediranno con buone probabilità il Milan in Uefa. Una doppia soddisfazione, anche se il derby è solo il primo di tre match ball per la banda Mancini. I rossoneri, invece, non possono fallire, soprattutto dopo il gol beffa di Gastaldello al Franchi: il pari dei viola ha riacceso le speranze milaniste di acciuffare per i capelli la qualificazione alla prossima Champions. Il trofeo da sempre più ambito in Via Turati.

L’Inter di questo finale di stagione non è bella ma estremamente cinica. Il quarto successo di fila arriva contro un Cagliari decimato da assenze e infortuni, ma vale oro nella corsa tricolore. Il match di San Siro avrebbe potuto prendere una strada diversa se Matri al 3′ non sbagliasse l’impossibile: il suo bellissimo slalom, complice anche un Burdisso impalato, è concluso da un sinistro strozzato a lato. Poco dopo Balotelli replica con una bella girata dal limite, ma alla prima vera occasione la capolista passa. Vieira scodella dalla destra, Cruz sovrasta Bianco e firma di testa il 12°centro in campionato, il secondo consecutivo. L’argentino tocca quota 100 gol in Italia, confermandosi un attaccante implacabile, molto spesso sottovalutato. Al 42′ Cambiasso ha una pallissima per il raddoppio, ma la fallisce. I rossoblù hanno l’alibi delle assenze (l’ultima è quella di Storari che si assomma a quelle di Foggia, Fini e Pisano) ma arrivano a San Siro con l’aria di essere la vittima designata. Jeda prova a ribellarsi incornando su corner, il Cuchu Cambiasso salva sulla linea. Zanetti si rivela insuperabile nel nuovo ruolo di mediano (il capitano è inesauribile nonostante età e numero di presenze stagionali), la banda Mancini vuole chiudere il match. Ci prova il solito TurboMario che trova sulla sua strada un Capecchi (all’esordio in A) strepitoso. L’ex Ravenna deve però arrendersi all’inzuccata del subentrato Materazzi(82′). Partita e (forse) scudetto in ghiaccio: l’acuto di Biondini nel finale (tiro deviato proprio dal difensore azzurro)conta soltanto per le statistiche.

Il Milan che riapre la lotta Champions, invece, è un Milan straripante. La formazione di Ancelotti raggiunge il top della forma fisica in primavera come da previsione, anche se l’obiettivo era disputare al meglio le partite conclusive d una massima competizione internazionale conclusasi troppo presto. Pirlo, Seedorf e Kakà sono rinati, inventano gioco nel modulo ad albero di Natale, ma l’artefice principale dello scatto rossonero è highlander Inzaghi. Superpippo, 35 primavere sulle spalle, continua a stupire. I suoi paggetti e presunti eredi Gilardino e Pato lo guardano dalla panchina, e farebbero bene a prendere appunti, perchè Pippo è un artista del gol. Dopo ben 11 anni è tornato a segnare per 4 turni di fila, la tripletta al Livorno è la 14° in carriera, e come se non bastasse regala a Seedorf la palla del momentaneo 4-0. L’inossidabile bomber avanza così la sua candidatura per l’Europeo: la sua forma fisica unita all’esperienza e all’impareggiabile fiuto per il gol impongono a Donadoni una riflessione. Il Livorno, invece, affonda all’ultimo posto. Contro il Milan i labronici hanno partorito un solo tiro in porta, la sterilità dell’attacco preoccupa: salvarsi diventa sempre più difficile.

La Juve festeggia con una goleada (5-2) il ritorno ufficiale in Champions. In appena due anni i bianconeri sono riemersi dall’onta dello scandalo Calciopoli e della serie B. Neopromossa atipica, è stata capace di blindare il terzo posto con tre giornate d’anticipo togliendosi lo sfizio di aggiudicarsi qualche scalpo importante (Milan, Inter). Merito del grandissimo lavoro di mister Ranieri, della cerniera di centrocampo composta dall’insuperabile Sissoko e dall’affidabile Cristiano Zanetti, della fantasia di Camoranesi e dalla prolificità della coppia d’attacco. Trezeguet ha raggiunto ieri Borriello in vetta alla classifica cannonieri (19 reti) tallonato dall’intramontabile Del Piero (18 gol). Il capitano è ad un tiro di schioppo dal suo record assoluto di marcature in campionato(21): la sua stagione è stata strepitosa. Infine, una menzione per Chiellini. Una sua doppietta formalizzò la pratica promozione con l’Arezzo l’anno scorso, ieri ha bissato contro la Lazio blindando il piazzamento Champions. I biancocelesti con la mente già rivolta alla semifinale di coppa Italia con l’Inter (l’unica opportunità di salvare l’annata) si sono rivelati sparring partner ideali per la festa juventina. La resistenza (si fa per dire) è durata appena mezz’ora, il risveglio ad inizio ripresa è stato vanificato dal rosso a Siviglia.

Rocambolesco pari al Franchi. I viola pareggiano una partita apparsa persa a un quarto d’ora dal termine e già vinta al 93′. All’ultimo secondo sbuca infatti la testa di Gastaldello in mezzo alle statuine di sale della difesa di casa, tenendo in gioco la Samp per la quarta piazza e, soprattutto, favorendo il terzo incomodo, il Milan. L’undici di Prandelli ha faticato contro un avversario quadrato, solido. L’unico acuto è un palo di Kuzmanovic assistito da Pasqual, anche perchè Osvaldo, preferito a Vieri, è un fantasma. I blucerchiati attendono il calo fisico viola (a causa della trasferta infrasettimanale di Glasgow; vedi “Fiorentina, tutto rimandato al Franchi“) che arriva puntuale. Cassano innesca una ripartenza che Maggio chiude infilando sotto le gambe Frey. Il 7°centro stagionale del terzino sembra spianare la strada agli ospiti che commettono, però, l’errore di indietreggiare. La Fiorentina reagisce con grinta e orgoglio, trascinata dal solito Mutu. Il romeno conquista e spedisce in mezzo un gran assist per la testa di Bobo, poi si procura e trasforma un rigore. Sembra fatta, il +4 è conservato: fino alla beffa firmata Gastaldello.

La Roma archivia la pratica Toro in mezz’ora, come fece a gennaio in coppa Italia. Pizarro, Vucinic e due volte Mancini mandano al tappeto la formazione di De Biasi e mantengono viva la fiammella della speranza per lo scudetto. Tra una settimana faranno visita alla temibile Samp sperando che il Milan batta la capolista. I granata, invece, sono inguaiati più che mai. Il margine sulla zona rossa è ridotto ad un misero punticino, il calendario non aiuta. Il rischio di un clamoroso tracollo è dietro l’angolo. Giornata no anche per l’arbitro Celi protagonista di una topica incredibile. Dellafiore viene ammonito due volte ma non viene espulso perchè il fischietto molisano sbaglia nell’annotare il primo dei due gialli (assegnato erroneamente a Pisano). A coronamento di tutto questo, grazia Stellone con il giallo dopo un’entrataccia mentre punisce ingiustamente Juan con il rosso diretto per un fallo da ammonizione. Peggio di così…

Colpi di coda di Reggina e Empoli. I calabresi ribaltano il match salvezza con il Parma grazie all’ennesima crisi di nervi emiliana. 9′ della ripresa, 1-0 per i ducali: Paci, già ammonito, commette un bruttissimo quanto inutile fallo che gli costa l’espulsione. La squadra di Cuper accusa il colpo. Dopo un giro di lancette Cozza ribadisce in rete un tentativo di tacco di Amoruso respinto sulla linea. Passano altri 8 minuti e “Ciccio” concede il bis infiammando il Granillo. Il ritorno di Cuper si sta rivelando un incubo, Ghirardi è su tutte le furie.

Difesa e contropiede sono le armi con cui l’Empoli ha sbancato Marassi. Cagni ha messo in campo una squadra priva di punte di ruolo con il duo fantasioso Vannucchi-Giovinco in avanti. Abate ha sfruttato un assist del talento scuola Juve per siglare la rete della vittoria che ridà speranza ai toscani. Il Genoa è apparso irriconoscibile, il sogno Uefa svanisce definitivamente. Ma la stagione rossoblù è stata ad ogni modo eccellente.

LE ALTRE PARTITE. L’Udinese rafforza la sua posizione Uefa trascinata dal solito duo Di Natale (17°centro)-Quagliarella. Il Catania di Zenga, dunque, dovrà ancora sudare per ottenere la salvezza. Doppio 0-0, invece, in Napoli-Siena e Palermo-Atalanta.