25/09/2017

Riise, suicidio al 94′.

aprile 23, 2008 di  
Inserito in Champions League

Una beffa atroce. Può essere così descritto il pareggio che il Liverpool subisce al minuto 94 della sfida con il Chelsea. Subire, poi, è un eufemismo, visto che l’autogol di Riise è tanto assurdo quanto crudele sia per il giocatore che per Anfield Road. Kalou mette in mezzo un pallone della disperazione dalla sinistra, il terzino norvegese è in netto anticipo sull’accorrente Anelka, ma sceglie di usare la testa invece del piede su un pallone bassissimo. E fa malissimo, perchè l’impatto è goffo e la sfera s’infila nella rete di un impietrito (e finora quasi inoperoso) Reina. I Blues sembrano non crederci: i festeggiamenti sono pacati, forse per pudore, ma il gol pesa come un macigno nell’economia di questa semifinale.

La partita, come nelle precedenti tre semifinali tra Reds e Blues, è bloccata ed estremamente tattica. Makelele stoppa le iniziative di capitan Gerrard, il centrocampo di qualità londinese è un bluff, visto che Drogba rimane sempre isolato. Nella prima mezz’ora, quindi, si vede solo un lancio di Xabi Alonso per Kuyt mal addomesticato dall’olandese. Poi alla mezz’ora, un lampo. Gerrard si libera del suo mastino e mette Torres davanti a Cech, eccellente nell’ipnotzzare il bomber spagnolo. Gli uomini di Grant subiscono il pressing avversario, il gol arriva puntuale al 43′. Lampard perde un pallone nella propria trequarti, Mascherano lo recupera e serve con un (involontario) pallonetto Kuyt. L’olandese resiste ad un paio di cariche e infila il numero uno ceco sotto le gambe: è l’1-0. Il vantaggio gasa la formazione di Benitez, decisa ad inizio ripresa a premere sull’acceleratore. Gli esterni alti Blues (Malouda e Joe Cole) sono invisibili, quelli Reds, in particolare Babel, iniziano a pungere. L’ex Ajax fa ballare il tango al suo dirimpettaio Ferreira e innesca due opportunità per il 2-0. La marea rossa si placa dopo una ventina di minuti, e il Chelsea ha la sua chanche con Malouda, ben stoppato dall’insuperabile Carragher. Il finale, però, è ancora di marca locale. Gerrard illumina la scena con un gran destro al volo, Torres batte a rete da pochi passi, ma in entrambi i casi trovano sulla loro strada un grande Cech. Fallito il raddoppio, il Liverpool si appresta a festeggiare l’ennesima affermazione europea sui rivali. Fino al suicidio di Riise, entrato in campo, per altro, al posto dell’infortunato Fabio Aurelio. Quando si dice destino.

Il criticatissimo tecnico Grant esce indenne da Anfield e costruisce un piccolo vantaggio in vista del ritorno di Londra. Benitez non ha nulla da rimproverarsi e può solo maledire la cattiva sorte. Il suo Liverpool, però, è apparso più in palla degli avversari: la finale è ancora ampiamente raggiungibile, soprattutto se Torres, dopo gli errori di ieri sera, tornerà ad essere devastante come un Nino.