20/09/2017

Lotta scudetto e Champions invariate.

aprile 14, 2008 di  
Inserito in Serie A

Giornata spettacolare, piena di spunti interessanti, ma al termine delle quali nulla (perlomeno sotto il profilo statistico) è cambiato, se non nella lotta salvezza. A 450′ minuti dalla fine del campionato, il distacco tra Inter e Roma è sempre di 4 punti, mentre per il quarto posto c’è sempre la Fiorentina con lo stesso vantaggio su Milan e Sampdoria, e l’Udinese un passettino indietro.

Nel pomeriggio la Roma aveva provato a spaventare l’Inter, portandosi momentaneamente a -1. I giallorossi, nonostante il ko di Champions (vedi “De Rossi, 11 metri maledetti“) ed evidenti segni di nervosismo, porta a casa un successo prezioso su un campo difficilissimo, quello di Udine.  La prima frazione di gioco ha visto i capitolini più pericolosi ma imprecisi. Il succo è tutto nel secondo tempo. Al 7′ Doni e Panucci non s’intendono e ne approfitta Di Natale: il 16° centro del nazionale azzurro scatena una lite furiosa tra il portiere e il difensore di Spalletti. Il nervosismo tra le fila giallorosse è palpabile. Totti ha una sorta di rigore in movimento, ma l’arbitro Rizzoli lo ostacola involontariamente: il capitano non gliele manda a dire con tre “vaffa” consecutivi, ma il fischietto chiude un occhio (anzi due) e lo punisce solo con il giallo. L’Udinese potrebbe affondare il colpo del ko, ma Quagliarella sbaglia a tu per tu con l’estremo giallorosso. La Roma può dare così inizio alla rimonta. Pizarro imbecca ottimamente Vucinic in area che, lasciato inspiegabilmente solo dalla difesa, insacca con una bella torsione. Il cadeau si ripete 7 minuti dopo, stavolta ne usufruisce Taddei. Conti chiusi al 90′ con l’ex di turno Pizarro. I friulani pagano le assenze di Mesto e Felipe, e buon per loro che le avversarie per il 4°posto abbiano perso in blocco.

Inter impaurita dall’avvicinarsi della Roma? Squadra in crisi? I gufi devono ripassare un’altra volta, perchè la formazione di Mancini appare rigenerata nelle gambe e nello spirito. I nerazzurri piegano con autorità l’EuroFiorentina che, in verità, paga le fatiche di coppa (vedi “Mutu show, Fiorentina autoritaria: è semifinale!“). Le giocate di Kuzmanovic, Montolivo e Mutu impensieriscono Julio Cesar solo nella prima mezz’ora, anche se a dir il vero le occasioni più ghiotte sono ad appannaggio degli uomini di Mancini. Frey, infatti, è eccezionale su Vieira, Zanetti e due volte su Cruz. Il portierone francese è però costretto a piegarsi ad inizio secondo tempo. Un ottimo e potente Vieira sfonda sulla destra e serve il vantaggio su un piatto d’argento a Cambiasso (mai così prolifico in Italia, per lui sono 8 i centri stagionali), mentre poco dopo Balotelli s’invola in contropiede come sette giorni prima a Bergamo ed è glaciale al momento dell’esecuzione. TurboMario si conferma la freccia in più nell’arco di Mancini, proprio quando Ibrahimovic è ai box. La sfrontatezza e genio di questo 18enne, che si distingue pure in personalità (Mario batte pure corner e punizioni come un veterano), potrebbe essere un fattore decisivo nella volata tricolore. Prandelli ha tentato il tutto per tutto con l’inserimento dell’ex Vieri che si è reso pericoloso nel finale. Onore delle armi ai viola, unica squadra italiana in Europa e decisa a difendere la quarta piazza. Il quarto ko esterno consecutivo, però, è un serio campanello d’allarme.

Chi ipoteca seriamente un posto nell’Europa che conta è la Juve. I bianconeri hanno sconfitto il Milan nell’anticipo di lusso al termine di una girandola di emozioni. Senza gli squalificati Nesta e Kaladze e l’infortunato Oddo, sono i rossoneri a mantenere il pallino del gioco nella prima parte di gara. Nonostante ciò, è l’undici di Ranieri a passare in vantaggio: Del Piero batte Kalac con un diagonale angolatissimo per il 17°sigillo stagionale. Diventa sempre più dura per Donadoni, quindi, la prospettiva lasciare a casa questo Del Piero in vista degli Europei. La reazione rossonera non si fa attendere. Pippo Inzaghi mette il timbro sulla seconda doppietta consecutiva, mentre Buffon dice di no a Kakà. I bianconeri, però, sono cinici e colpiscono ancora con Salihamidzic proprio al 45′. La mossa decisiva è ad opera di Ranieri. Il tecnico rinforza la corsia di destra spostando il bosniaco davanti a Grygera, mentre Camoranesi va ad agire da trequartista alle spalle della coppia d’attacco. Il vecchio Milan alla lunga si spegne, l’espulsione di Bonera fa il resto. La tenacia juventina viene così premiata ancora dall’ex Bayern. Il 3-2 è un’ipoteca sul terzo posto, i rossoneri falliscono invece l’ennesima opportunità di avvicinare la Fiorentina.

Fallisce anche la Samp. Mazzarri inciampa sul campo che gli ha regalato più soddisfazioni, il Granillo. Il fanalino di coda Reggina imbriglia gli ospiti e li castiga con il peperino Brienza, rimettendosi in corsa per la salvezza. I blucerchiati, invece, pagano a caro prezzo le assenze di Campagnaro e Accardi in difesa, a cui va aggiunto il ko a match in corso di Lucchini e Castellazzi, quest’ultimo sostituito dall’eroe di coppa Italia Primavera Fiorillo (vedi “Coppa Italia Primavera alla Sampdoria“). Il quarto posto rimane a 4 punti, il prossimo scontro con l’Udinese sarà decisivo.

In coda, oltre all’inaspettato successo degli amaranto, è fondamentale il blitz del Cagliari a Livorno. La doppietta dell’emergente Acquafresca toglie gli isolani per la prima volta dalla zona rossa, inguaiando invece i toscani, scivolati all’ultimo posto in classifica. I rossoblù, sospinti dai gol dell’italo-polacco (8 finora) e dal bel gioco allestito da Ballardini, stanno firmando un’autentica impresa. In casa amaranto, invece, Spinelli medita l’esonero di Camolese. Non rischia, almeno per il momento e a detta del suo presidente, Novellino. Il tecnico granata ha però incassato la 5°sconfitta nelle ultime gare ed è atteso dalle sfide impossibili con Inter e Roma. La situazione del Toro è grave, soprattutto se si analizza la pesante debacle di Marassi. Il Genoa ha seppellito sotto tre reti (una di Borriello al 19°centro) un avversario che non ha partorito alcun tiro in porta: la strada appare davvero in salita per il club di Cairo. Pareggino che scontenta tutti, invece, tra Empoli e Parma: a Lucarelli risponde la serpentina vincente di Giovinco.