17/12/2017

Calcoli vietati: Lecce e Brescia tornano in gioco per la A.

aprile 13, 2008 di  
Inserito in Serie B

Lo scontro al vertice della 35° giornata di serie B è stata una mezza delusione, una sfida giocata a metà. Il secondo di tempo di Chievo-Bologna, infatti, è stato sacrificato all’altare dei calcoli, della prudenza. Ma in questo torneo cadetto guai ad affidarsi ai calcoli. Alle spalle del duo di testa stanno riemergendo con forza Lecce e Brescia, due compagini d’indubbio valore. Se i giochi per i play-off sono fatti da tempo, quelli per la promozione diretta sono ancora in discussione e ci terranno sul chi va là ancora per parecchie giornate.

Come dicevamo, il big match ha divertito soltanto nella prima parte di gara. Il Chievo ha agito con la sua manovra più spettacolare ed il lancio lungo per Pellissier in mezzo ai due centrali rossoblù, mentre i felsinei hanno sfruttato gli accentramenti da sinistra del sempre ottimo Valiani. E’ proprio l’ex Rimini a sbloccare la partita segnando in due tempi: il primo tentativo è respinto da Squizzi, il secondo colpisce la traversa prima di finire in rete. Per lui sono 4 gol nelle ultime 5 gare. I clivensi hanno replicato 4 minuti dopo. Rilancio lungo di Squizzi, Pellissier s’incunea nella difesa ospite e batte Antonioli con un diagonale. Il centravanti di Iachini timbra così il 18° sigillo stagionale. I padroni di casa ci hanno provato ancora nel finale di tempo, salvo poi spegnersi nella ripresa. E alla fine Bologna e Chievo hanno esultato insieme al gol del Brescia a Bergamo: avranno fatt0 bene?

La suddetta rete porta la firma di Max Taddei, l’uomo che ha rilanciato le ambizioni del Brescia, capace di espugnare l’Atleti Azzurri d’Italia. Le rondinelle hanno dimostrato il loro feeling con gli scontri diretti, ottimo viatico per la supersfida in vista col Chievo, mentre gli orobici hanno fallito l’ennesimo appuntamento importante. La colpa, inoltre, è principalmente loro. L’Albinoleffe, infatti, dopo aver regalato la prima frazione di gioco agli ospiti (unico acuto il gol di Serafini), ha reagito nella ripresa e agguantato il pari con il solito Cellini (21°rete). Quando la partita sembrava incanalata verso un giusto pareggio, con gli avversari stanchi e provati, è arrivata la leggerezza della retroguardia celeste: errore che costa la terza piazza. Tornando all’undici di Cosmi (per lui 400 panchine tra i professionisti), è piaciuta l’aggressività, convizione e mezzi tecnici (tra cui i giocatori di caratura superiore come Tacchinardi e Caracciolo, autori delle prime due marcature) mostrati in campo. E anche un pò di fortuna, visto il legno colpito da Cellini al 90′: per la A ci vuole anche quella.

Sale al terzo posto il Lecce, che ha il Bologna (sopra di 2 soli punti) nel mirino. I giallorossi subiscono nella prima parte di gara il Modena, contestato furiosamente dai propri tifosi nella nottata precedente (alcuni facinorosi sono giunti al ritiro della squadra ed hanno svegliato e minacciato i giocatori gialloblù; la polizia li ha successivamente dispersi) e convinto a dimostrare il proprio valore. I canarini sfiorano il montante con Okaka (25′) e passano in vantaggio con Antonazzo (39′). Papadopulo vede la sua squadra spaccata a metà, incapace di innescare le punte, e mette mano allo schieramento: fuori Giuliatto e dentro Valdes. L’innesto del fantasista dà una marcia in più ai salentini. I giallorossi diventano una marea crescente, incontenibile. Tiribocchi mette a segno un tap in facile facile, mentre Perna firma uno sciagurato autogol su cross del neoentrato Vives. Il sorpasso è servito, e prima Tir poi Corvia sfiorano il tris. Bologna e Chievo sono avvisate, il Lecce non molla.

Continua la maledizione da X in schedina del Pisa. L’ex attacco più profilico del torneo incappa nel 4° pari consecutivo, di cui tre senza reti. E pensare che l’avversario di turno era il Messina, squadra che da tre mesi non riusciva a mantenere la sua porta inviolata lontano dal San Filippo. I giallorossi giocano senza punte di ruolo, con un mediano davanti alla difesa e mandano in tilt la già inceppata macchina nerazzurra. L’undici di Ventura vive così di spunti isolati, come quelli di Kutuzov, D’Anna e Castillo: Manitta, però, è impeccabile e insuperabile. L’attaccante argentino, inoltre, si fa sopraffare dal nervosismo causato dal suo digiuno da gol, beccando due gialli. La sua espulsione rende quindi inutile il rientro dopo 2 mesi di Cerci. Il Pisa rimane al palo e vede allontanarsi sempre più le prime due posizioni.

Nella lotta salvezza, sorride soltanto il Vicenza. I berici hanno infatti la meglio nello scontro diretto con l’Avellino. Sotto dopo 26 minuti per la rete di Pellicori, la Gregucci band ha ribaltato la situazione nella ripresa con due calci da fermo. Matteini ha indovinato la girata vincente, Bernardini ha silurato Pantanelli con un bolide da 25 metri. Zampagna ha fallito più volte il tris, ma va bene così, anche perchè le avversarie dei biancorossi hanno steccato in coro. Lo Spezia è caduto a Bari dopo essersi illuso con Di Vicino, il Cesena ha fatto harakiri nel derby col Rimini (avanti 1-0 all’85’, sotto 1-2 due minuti dopo), il Treviso si è piegato alla doppietta del capocannoniere Godeas (23 gol sinora) e ad un Mantova privo di stimoli. Unico a sorridere è il fanalino di coda Ravenna che si regala una speranza grazie al successo interno con il Piacenza.