21/08/2017

Liverpool, colpo di reni in volata.E in semifinale sarà derby con il Chelsea.

aprile 9, 2008 di  
Inserito in Champions League

Terzo round e terza semifinale in 4 anni per Rafa Benitez. L’infuocata e scoppiettante notte di Anfield diventa l’ennesima consacrazione internazionale del tecnico spagnolo e del suo Liverpool. Dopo aver ingabbiato gli avversari all’andata (vedi “Il Liverpool blocca l’Arsenal“), l’allenatore iberico ha saputo schierare una squadra più propositiva che, grazie al sapiente turnover applicato nella sfida d’intermezzo di Premier, ha avuto maggior forza e freschezza nel finale. Elementi che sono mancati alla pur brava truppa di Wenger. I giovani Gunners hanno mostrato la solita bravura ad inizio match, si sono illusi con Adebayor, ma hanno pagato la mancanza di esperienza nel finale a tinte Reds.

La partita. Anfield è una bolgia, Gunners e Reds si affrontano per la terza volta in una settimana. Benitez stupisce tutti optando per il 4-4-2 con Torres e Crouch in attacco e capitan Gerrard defilato sulla fascia. Wenger, invece, schiera il solito 4-4-1-1 con all’incirca lo stesso undici dell’andata. La partenza è di marca londinese, con la manovra fatta di passaggi e sovrapposizioni intelligenti. Particolarmente ispirato sull’out sinistro Diaby che tiene in apprensione la retroguardia di Benitez. E’ proprio il colored francese a spezzare l’equilibrio. Penetrazione di forza sulla destra, diagonale secco sul primo palo su cui Reina chiude colpevolmente in ritardo. I padroni di casa stentano con il modulo inedito e la loro reazione si fa attendere. Le ripartenze dell’Arsenal mettono i brividi a Reina, e allora ci vuole un calcio da fermo per rimettere a posto le cose. Gerrard batte dalla bandierina, Hyypia indovina un colpo di testa forte e preciso su cui Almunia nulla può: 1-1 come all’andata e come in Premier. La ripresa è ben più spettacolare. Il pareggio ha tolto la naftalina agli uomini di Benitez che ora attaccano con più convinzione. L’equilibrio, però, rimane intatto, solo una gran giocata può spezzarlo. Minuto 69: Torres, sin lì un pò defilato e in ombra, si gira con rapidità sorprendente in area e fulmina di destro Almunia. Tecnica, velocità e potenza si abbinano in questa marcatura da grande centravanti. Wenger decide di metter mano alla panchina, e butta nella mischia i talentuosi Walcott e Van Persie. Benitez risponde con Babel per Crouch ripristinando il solito 4-2-3-1. Il Liverpool amministra, si fa vivo ogni tanto con qualche tiro dalla distanza, mentre i ragazzi di Wenger appaiono stanchi. Stanchi sì, ma non tutti. Il 18enne Walcott fa una cavalcata inarrestabile di 80 metri, seminando avversari a destra e manca, e serve un pallone che Adebayor non può fallire: il togolese si rifà dopo un errore precedente. Mancano 8 minuti, sembra fatta per la truppa di Wenger. E invece non c’è nemmeno il tempo di esultare. 6o secondi dopo il 2-2, Tourè spinge leggermente in area Babel: fallo veniale e stupido ma sanzionabile con la massima punizione. Gerrard è glaciale e fa esplodere Anfield. Il finale è tutto per i Reds. Babel s’invola in contropiede e batte Almunia per il 4-2 definitivo. Ancora una volta la formazione di Benitez capitalizza al massimo gli errori altrui, confermandosi tra le regine d’Europa.

Come da pronostico, Chelsea in semifinale. Meno pronosticabili, invece, le sofferenze a cui son andati incontro i Blues. Costretti a vincere dopo il rovescio di Istanbul (vedi “Colpaccio del Fenerbahce“), gli uomini di Grant fanno subito valere la loro superiorità a centrocampo. Makelele, Lampard e Ballack, infatti, sono troppo forti per i vari Aurelio, Alex e Maldonado. Il Fenerbahce, inoltre, si presenta remissivo, timido, pronto al peggio insomma. E il peggio arriva subito. Passano 13 minuti e il centrocampista tedesco del Chelsea firma di testa l’1-0. I Blues spingono, colpiscono un palo con Joe Cole, mentre Kalou è imprendibile. Duella bene anche Drogba, ma l’ivoriano continua nel suo digiuno da gol. Il raddoppio, quindi, non arriva, e la banda Zico comincia a crederci. Entra il “ribelle” Kezman (lasciato in panca per dissidi col tecnico) per Maldonado, al fine di dare più peso all’attacco. Per i padroni di casa, invece, dà forfait Cudicini, costretto a lasciare i guantoni al terzo portiere Hilario. L’estremo iberico diventa il protagonista in positivo della ripresa, compiendo due interventi decisivi sulle folate turche. Stamford Bridge trattiene il fiato, Grant si copre con Belletti per Kalou, ma Essien e Lampard chiudono la contesa nel finale. Chelsea cinico, poco spettacolare, ma i risultati gli danno ragione: 3° semifinale in 4 anni e corsa allo scudetto apertissima (-3 dal Manchester; vedi “Reds e Gunners, ennesimo 1-1“).