18/11/2017

Roma e Inter, botta e risposta. Ok l’esordio di Zenga a Catania.

aprile 7, 2008 di  
Inserito in Serie A

La Roma chiama, l’Inter risponde. I giallorossi vincono una gara da batticuore con il Genoa, mentre i nerazzurri tornano a sorridere dopo settimane di sofferenza con la prova di forza a Bergamo.

Cominciamo proprio con i nerazzurri. Mancini propone agli Atleti Azzurri d’Italia un prudente 4-1-4-1 con Zanetti mediano con compiti di marcatura su Doni, Balotelli largo a sinistra in posizione inedita, e Crespo unica punta: il chiaro intento è arginare l’emorragia di risultati. L’Inter torna così ad essere potente e cinica, caratteristiche del suo DNA, come dimostrato dallo stacco imponente di Vieira del 21′ (anche se viziato da fallo): il gol evidenzia la ritrovata tonicità del centrocampista francese. L’Atalanta, priva di quasi tutta la difesa titolare, paga la giornata no del suo uomo più rappresentativo, Doni, che si fa notare soltanto per le proteste e il conseguente doppio giallo. Nonostante ciò, cerca il pari nella ripresa, ma la capolista, stavolta (non come con Genoa e Lazio), chiude la contesa. Il giovane e sfrontato Balotelli s’invola in contropiede, si prende il lusso di aggirare Coppola e infila il rassicurante raddoppio. La banda Mancini ritrova l’affermazione esterna dopo 3 pari e un ko, e rimane a +4 sulla Roma.

Nell’anticipo di sabato, infatti, i giallorossi avevano cercato di avvicinarsi ai nerazzurri. Sembrava tutto facile con i due gol firmati nel quarto d’ora iniziale da Taddei e Vucinic, ma l’orgoglio del Genoa ha complicato i piani giallorossi. A metà ripresa, infatti, Leon e Rossi hanno impattato il match dipigendo nuovi scenari. Spalletti, a quel punto, ha ridisegnato la squadra inserendo Mancini per Giuly, Brighi per Tonetto e avanzando Perrotta alle spalle di Vucinic. La partita diviene un assedio giallorosso alla porta di Scarpi. Assalto che viene premiato dal rigore trasformato da De Rossi per un fallo ingenuo di Borriello su Taddei. La debacle di Champions sembra non abbia lasciato scorie (vedi “Ronaldo e Rooney sbancano l’Olimpico“) , i capitolini sono pronti a lottare sino all’ultimo per lo scudetto.

Nella serata di Amauri e Del Piero, spunta Cassani. Il terzino di scuola Juve esplode un sinistro incredibile (e imparabile) in coda ad un match imprevedibile e spettacolare, nel quale la Juve deve ingiustamente inchinarsi al Palermo. I bianconeri sono inesistenti nel primo tempo e vengono affondati da un super Amauri: il destro a giro dal limite e il colpo di testa imperioso fanno ulteriormente lievitare la sua valutazione. La ripresa, invece, è tutta di marca torinese. Del Piero festeggia il record di presenze in maglia bianconera con una doppietta da rapinatore d’area, e sfiora il ribaltone su punizione (palo a Fontana immobile). Il numero uno rosanero salva porta e risultato subito dopo su Trezeguet prima dell’eurogol di Cassani. Colantuono riporta al successo i siciliani dopo 6 gare senza “hurrà”, mentre la Juve deve guardarsi alle spalle perchè sabato le farà visita un Milan ritrovato: una sconfitta potrebbe complicare la sua corsa verso la Champions.

Milan ritrovato, dicevamo. I rossoneri fanno pace con San Siro grazie ai suoi storici uomini gol, ovvero Pippo Inzaghi e Kakà. Il Pallone d’Oro apre le danze con una fuga conclusa da un destro imparabile, mentre Pippo sigla una doppietta come ad Atene (finale Champions della scorsa stagione) e Yokohama (Mondiale per Club). In mezzo, il gol di Conti nato da una papera di Kalac ha rischiato di rovinare tutto, ma il Cagliari nulla ha potuto contro la rabbia e la ritrovata freschezza dei rossoneri. Unico cruccio per Ancelotti sono le squalifiche e gli infortuni: contro la Juve marcheranno visita, infatti, Nesta, Kaladze, Favalli e Gattuso.

Se l’Inter risponde alla Roma, altrettanto fa la Fiorentina col Milan. I viola non accusano le fatiche europee e stendono la Reggina giocando, per altro, un ottimo calcio. Gli uomini di Prandelli, nonostante il bel gioco, faticano ad aver ragione dei calabresi. Dopo l’1-0 di Pazzini (bellissima torsione su cross perfetto di Pasqual), il Franchi deve attendere il minuto 92 per tirare un sospiro di sollievo. Eh sì, perchè i viola non raccolgono quanto seminano, e rischiano grosso sul colpo di testa di Vigiani e sul palo colpito da Brienza. Soltanto il contropiede avviato da Vieri e chiuso da Mutu ha dato un contorno più veritiero al successo dei toscani. Scivola mestamente all’ultimo posto, invece, la Reggina. Gli amaranto si sono esibiti con dignità, ma ciò non è bastato contro l’onda d’urto viola. Urgono provvedimenti.

Tiene il passo la Samp. Il ritorno dalla squalifica di Cassano è propizio, poichè l’ex Roma e Real si rivela il valore aggiunto per la compagine di Mazzarri. Il talento barese ispira i compagni mandando in gol Maggio e Bonazzoli e si spreme addirittura in fase di ripiegamento. Il monologo doriano parla di 13 tiri in porta a 2 e 13 angoli a 1. Il Livorno, nonostante questo altrui dominio, ha di che lamentarsi. Sullo 0-0, infatti, viene annullato un gol regolare a Tavano che avrebbe potuto cambiare volto alla gara. I labronici sono sempre più impelagati nella lotta per non retrocedere, quello di sabato con il Cagliari sarà un vero e proprio spareggio salvezza. La banda Mazzarri continua il suo magic moment: nessuno ha raccolto quanto lei nel girone di ritorno.

Rallenta, invece, l’altra candidata al quarto posto, l’Udinese. La partita con il Siena è un inno al fair play (solo due ammoniti), forse dovuto ai buoni rapporti tra le tifoserie, e alle panchine, da cui provengono i gol: Kharja per i toscani, Floro Flores per la Marino band. I friulani hanno più occasioni per portare a casa il match (tra cui un palo di Dossena), ma dopo 3 vittorie di fila arriva un mezzo passo falso fisiologico, che potrebbe però compromettere la corsa dei bianconeri verso l’Europa che conta.

Debutto perfetto per l’Uomo Ragno. Zenga siede sulla scottante panchina del Catania (vedi “Empoli e Catania, cambio in panchina“) e coglie subito un successo fondamentale. Per i rossoazzurri è tutto facile, visto che al 16′ è già 2-0. Troppo arrendevole il Napoli formato trasferta e senza stimoli per opporsi alla fame di punti degli etnei. Tra i locali grande prova di Vargas, di cui Zenga sfrutta appieno le qualità avanzandone il raggio d’azione. Ritorno vincente per Cagni (vedi “Empoli e Catania, cambio in panchina“). Il suo Empoli coglie un insperato e immeritato successo a Torino. I granata, ispirati da Recoba (stranamente sostituito al 53′), centrano 2 legni e creano occasioni da rete a ripetizione senza però metterne alcuna in fondo al sacco. E così Cagni azzecca il cambio buttando nella mischia il talentino Giovinco che mette lo zampino nell’azione-beffa del finale: Vannucchi ringrazia, l’Empoli è ancora vivo. Infine, bel pari tra Parma e Lazio. Succede tutto nella prima frazione di gioco con le reti di Pandev e Bianchi per i biancocelesti e i sigilli di Budan e Paci per i gialloblù.