20/08/2017

Un’altra maledetta domenica

aprile 1, 2008 di  
Inserito in Calcio news, Juventus, Serie A

Il destino gioca davvero brutti scherzi. 11 novembre 2007, 12° giornata di andata della Serie A. In un Autogrill vicino ad Arezzo tifosi laziali diretti a San Siro e tifosi juventini diretti a Parma si scontrano; muore Gabriele Sandri colpito da una pallottola esplosa dalla pistola di un poliziotto a dir poco imprudente. 30 marzo 2008, 12° giornata di ritorno. In un Autogrill sulla A21 Torino-Piacenza, tifosi del Parma (in particolare 2 pullman di Boys) e tifosi della Juventus, entrambi diretti all’Olimpico di Torino per la partita, vengono a contatto. La dinamica è difficile da ricostruire. C’è chi parla di aggressione “verbale”, sfottò, insulti e provocazioni ma niente altro. C’è chi parla invece di aggressione “fisica”, con uso di cinghie, bottiglie e oggetti contundenti. I tifosi del Parma presenti, alcuni testimoni e le dichiarazioni dei Boys in un comunicato (qui), darebbero fondamento alla prima ipotesi. La voce di un tifoso juventino presente sul pullman, anche se anonimo, intervenuto in un programma televisivo (qui) e alcune ammaccature sul bus avvalorerebbero la seconda tesi. Ma poco importa. La vera tragedia accade subito dopo, quando l’autista del pulmino juventino decide di ripartire in fretta e furia proprio per evitare problemi e scontri, forse preso anche dalla paura. Nel fare manovra e ripartire investe Matteo Bagnaresi, 27enne tifoso gialloblù e lo uccide. Un incidente. Un tragico incidente. Così come lo definiscono gli stessi genitori del ragazzo. La conseguenza immediata è il rinvio della partita Juventus-Parma per lutto e per rispetto del dolore, e il minuto di silenzio sugli altri campi.
Un’altra domenica di follia pallonara, insomma. Diversa dai fatti che seguirono alla morte di “Gabbo” ma ugualmente triste e deludente. Il mondo del calcio è testimone di un doloroso fatto di cronaca in cui perde la vita un giovane, appassionato di calcio e del Parma, laureato e impegnato nel sociale.

Giusto rinviare la partita, giusto prestare più attenzione alle trasferte dei tifosi come ha deciso il Viminale riunitosi d’urgenza, giusto rispettare il dolore della famiglia e giusto soprattutto lasciar lavorare con impegno e serietà le forze dell’ordine e chi di dovere per ricostruire i fatti e la dinamica in modo da ottenere un quadro chiaro e preciso dell’accaduto, sulla base del quale riscontrare e punire eventuali responsabilità o atteggiamenti sbagliati. Giusto, infine, che i media lascino fare questo lavoro a chi è incaricato di farlo e non si sostituiscano ad esso.
Commentando questo episodio che personalmente reputo un tragico incidente, mi pervade però una rabbia strana. Una rabbia da uomo di sport e di calcio. Una rabbia che deriva dal trovare in questo episodio, come in molti altri, una totale mancanza di “civiltà sportiva” nel mondo del pallone di oggi. Se basta il trovarsi casualmente in un Autogrill come scusa (non per tutti ma per molti) per scontrarsi, verbalmente o fisicamente che sia, con altre persone solo perchè hanno sciarpe di colore diverso dalle nostre, allora c’è qualcosa che non va. Qualcosa che nessuna legge, nessun appello potrà modificare. Qualcosa che solo l’intelligenza e una sana dose di civiltà e sportività potrebbero cambiare. Utopia?

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