Archivio per Aprile 2008

Calcio mercato, Palermo

Palermo, aria di cambiamento.

Il Palermo 2008-’09 avrà certamente un altro volto. Tanti i giocatori in partenza, nuovi e spesso sconosciuti i talenti in arrivo. Gli uomini mercato più importanti sono, oltre al solito Amauri (conteso da Juve e Milan), Barzagli e Zaccardo. I due campioni del mondo hanno già ricevuto importanti offerte. Il centrale è d’accordo con la Fiorentina, ma il Bayern sta alla finestra per eventuali sviluppi. Si profila una destinazione europea, invece, per il terzino. Zaccardo ha un contratto fino al 2012, ma la trattativa tra il club rosanero e il Wolfsburg è avviatissima. Su di lui pure Lazio e Parma, ma la tentazione di ripetere l’esperienza dei vari Grosso e Toni è forte. L’erede del campione del  mondo potrebbe essere Zabaleta dell’Espanyol.

Il club siciliano si è mosso per Ferreira Pinto dell’Atalanta e per il trequartista del Zurigo Abdi. Il d.s. Foschi, nel frattempo, è in viaggio in Sudamerica a caccia di talenti.

Champions League

Benitez scalda la vigilia di Stamford Bridge.

Come se non ci fosse già abbastanza tensione, come se questa sfida non fosse già sufficientemente elettrica. Rafa Benitez soffia sul fuoco dell’imminente ritorno di semifinale con il Chelsea con qualche dichiarazione pepata. Drogba è un tuffatore, mentre il fischietto nostrano Rosetti viene accusato di essere casalingo. Motivo? Nei sei precedenti europei con squadre inglesi, hanno sempre trionfato le compagini di casa, tranne i Blues a Valencia. Grant, tecnico del Chelsea, rintuzza l’attacco con polemiche riguardanti il match d’andata: Carragher andava ammonito e conseguentemente squalificato, il gol di Kuyt era viziato dal fuorigioco di Babel. Schermaglie verbali.

Passiamo dalle parole alle scelte tattiche. Il tecnico spagnolo, dopo il pari beffa di Anfield, è costretto ad attaccare. Gerrard potrebbe essere dirottato in fascia, con Crouch a supporto di Torres. In alternativa, il tipico 4-2-3-1 con gli stessi undici dell’andata, fatta eccezione per Riise che sostituirà l’infortunato Fabio Aurelio. Il terzino norvegese sembra essersi ripreso dallo shock causato dal suo assurdo autogol (vedi “Riise, suicidio al 94′“). Un grosso vantaggio per i Reds potrebbe essere la freschezza atletica: in campionato hanno riposato praticamente tutti i titolari. La terza finale degli ultimi quattro anni è raggiungibile, anche se il Liverpool parte in leggero svantaggio.

Il Chelsea, invece, viaggia sulle ali dell’entusiasmo. L’impegno di campionato con il Manchester ha sì fiaccato i giocatori (vedi “Doppio Ballack riapre la Premier“), ma li ha caricati a mille: in pochissimo tempo i Blues sono balzati dal quinto posto al possibile “doble”. L’aggancio in vetta, infatti, è cosa fatta, mentre la finale di Mosca può arrivare anche con uno 0-0. Risultato probabile visti i precedenti (ben 5 in Champions negli ultimi 4 anni) tra le due squadre. Senza dimenticare che Stamford Bridge è inviolato da ben 101 partite. Un vero e proprio fortino, lo stadio dei Blues. Il criticatissimo e odiato Grant si gode intanto il momento di gloria. Stasera rinuncerà a Lampard (il centrocampista non si è allenato a acusa della morte della madre) schierando in mediana Ballack-Makelele-Essien. A supporto di Drogba ci saranno Joe Cole e uno tra Kalou (favorito) e Mikel. I Blues puntano alla finale con i Red Devils, sognando di soffiare loro entrambi i trofei.

Champions League

Capolavoro Scholes: prima finale made in England.

E’ l’uomo di Salsford, quartiere di Manchester dov’è ubicato l’Old Trafford, il protagonista assoluto del retour match della semifinale di Champions League. L’uomo che ha fatto tutta la trafila nelle giovanili dei Red Devils, l’uomo che saltò per un maledetto cartellino rosso la finale vincente del 99′, quel clamoroso 2-1 maturato nei minuti finali con il Bayern. Nove anni dopo, “Ginger” Paul Scholes raccoglie una gentile respinta di Zambrotta ed infila il sette con un bolide da 25 metri, regalando ai suoi la finale di Mosca, la terza nella storia del club. E stavolta ci sarà pure lui.

La partita poteva prendere tutta un’altra piega se dopo 34 secondi Fandel avesse assegnato un rigore ai blaugrana. Il fallo di Scholes su Messi è proprio al limite, il dubbio rimane. Il primo quarto d’ora, chiuso dal gol del 33enne centrocampista, è appannaggio degli uomini di Ferguson. Park è onnipresente, le coppie centrali di centrocampo (Carrick-Scholes) e di difesa (Ferdinand-Brown) sono invalicabili, mentre Nani, il sostituto del grande assente Rooney, punge di più dello strombazzato compagno Ronaldo. La rete spegne paradossalmente le velleità dei padroni di casa che lasciano spazio alle iniziative ospiti. Messi, a dir il vero, predica nel deserto, visto che Iniesta e Eto’o esagerano nel palleggio e Deco non incide. La Pulce impegna comunque Van der Sar con un tiro in corsa, mentre il portoghese manda di poco a lato una conclusione volante. Il Manchester United sembra una squadra italiana: difesa e contropiede. Nani di testa, Park e Tevez sfiorano il raddoppio. E’ trascorsa un’ora di gioco e Rijkaard capisce che è il momento di osare inserendo Henry per Iniesta. La pressione blaugrana continua senza produrre frutti. A metà ripresa finisce la partita di un evanescente Eto’o, al suo posto il gioiellino Bojan. Le occasioni migliori, però, capitano al francese ex Arsenal: il portiere olandese dei Red Devils fa buona guardia. I padroni di casa sono in calo evidente rispetto qualche mese fa, il Barça attuale, invece, non è in grado di segnare una sola rete in 180′. E così l’Old Trafford soffre fino al 95′, ma la fischio finale può fare festa. Per la prima volta nella storia, dunque, ci sarà una finale tutta inglese: il Manchester va alla caccia del terzo successo su tre finali e del doble, esattamente come nove anni fa. L’augurio dei diavoli rossi è che Ronaldo, invisibile nelle due semifinali, riacquisti lo splendore dei giorni migliori.

Calcio, Serie A, Torino

Bravo Celi: ammessa la topica su Dellafiore.

Domenico Celi ha ammesso la clamorosa topica di domenica durante il match Roma-Torino. In un fax inviato al giudice sportivo Tosel, ha confermato di aver annotato il numero di giocatore sbagliato dopo il fallo da rigore commesso in area granata. Il fischietto molisano, infatti, aveva ammonito Dellafiore per il fallo ma, dopo le veementi proteste dei giocatori torinesi, ha annotato erroneamente il numero 3 (di Pisano) invece di quello giusto, il 15. Ecco svelato il motivo per cui Dellafiore è stato ammonito una seconda volta nella ripresa senza esser stato conseguentemente espulso. A Pisano, dunque, è stata tolta l’ammonizione, mentre Dellafiore è stato squalificato per una giornata.

Champions League

Rooney in forse per il retour match di Champions.

Un solo elemento tiene in apprensione Ferguson in vista del match di stasera con il Barcellona: le condizioni di Wayne Rooney. L’attaccante inglese ha subito una botta all’anca nella sfida di campionato con il Chelsea (vedi “Doppio Ballack riapre la Premier“) ed è in forse. Sebbene le frecce all’arco del tecnico scozzese siano tante, il numero 8 è praticamente insostituibile. Al suo posto è pronto a subentrare Hargreaves (in grandissima forma), rinforzando dunque la mediana e lasciando il peso dell’attacco sulle spalle di Ronaldo e Tevez. Rispetto al Camp Nou, un unico cambio nelle fila dei Red Devils: Giggs per Park. Vidic dovrebbe recuperare dalla ginocchiata fortuita incassata domenica da Drogba ed occupare regolarmente il suo posto in mezzo alla difesa. Il Manchester dovrà far attenzione in particolare ai suoi nervi, saltati a molti giocatori nel post partita di Stamford Bridge. Anche perchè un ko potrebbe compromettere tutta la stagione dei diavoli rossi.

In casa Barça, invece, sono rassegnati già da un pò alla vittoria del Real nella Liga. Puyol, rientrante dalla squalifica, è l’unica novità rispetto all’andata. Rijkaard è indeciso se impiegare Iniesta come terzo attaccante o rischiare tutto piazzando Henry al fianco di Messi e Eto’o. La prima soluzione è la più probabile. I blaugrana sono ottimisti dopo lo 0-0 dell’andata, ma sono consapevoli di giocarsi un’intera stagione.

Il bilancio tra le due squadre, per ora, è in perfetta parità: due successi a testa e quattro pareggi. Stasera la bilancia dovrà pendere da una parte per decretare la prima finalista.

Calcio

Flachi, squalifica confermata.

Il Tribunale arbitrale dello sport di Losanna ha confermato i due anni di squalifica a Francesco Flachi. Il giocatore della Sampdoria, trovato positivo alla cocaina nel controllo antidoping al termine del match con l’Inter del 28 gennaio 2007, era stato condannato a 26 mesi di squalifica. La commissione d’appello aveva ridotto a due anni la condanna accogliendo il ricorso della procura antidoping del CONI. Stavolta, però, non è arrivato nessun sconto.

Serie A

A Livorno scatta l’Orsi bis.

Il pesantissimo ko interno con il Milan e il conseguente ultimo posto in classifica (vedi “E adesso tutti aspettano il derby“) sono costati la panchina a Camolese. Patron Spinelli ha richiamato Nando Orsi per dare una sterzata a tre gare dal termine. Per acciuffare una salvezza problematica.

Orsi era subentrato ad Arrigoni nello scorso campionato nelle ultime dieci giornate, conducendo i labronici alla salvezza. L’ottimo risultato gli era valsa la riconferma per il 2007/’08, ma l’inizio da film horror ha vanificato quanto di buono fatto in precedenza(2 punti in 7 partite). Al suo posto arrivò Camolese. L’ormai ex tecnico amaranto infilò una striscia positiva di risultati che portarono il Livorno al giro di boa con 22 punti, un bottino rassicurante. Il girone di ritorno, però, ha visto una netta inflessione di rendimento, tant’è che sono arrivati soltanto 10 punti, frutto di 1 misera vittoria, 5 pareggi e ben 10 sconfitte. Ad Orsi il difficilissimo compito di centrare la salvezza.

Calcio Internazionale

Coppa d’Olanda al Feyenoord.

Landzaat e De Guzman stendono il Roda in finale, consegnando al Feyenoord la coppa d’Olanda. La compagine di Van Maarwijk, futuro c.t. dell’Olanda (vedi “PSV ancora una volta campione d’Olanda“), giunta sesta in campionato, guadagna così l’accesso alla prossima coppa Uefa, salvando di fatto la stagione. L’ultimo successo del club di Rotterdam in questa competizione risaliva a 13 anni fa.

Bundesliga, Calcio Internazionale

Bayern, è quasi fatta.

Un solo punto separa il Bayern Monaco dallo Meisterschale. Anzi, nemmeno quello: con 12 punti di vantaggio a 4 giornate dalla fine e una differenza reti nettamente superiore alle inseguitrici (+20 sul Werder e +24 sullo Schalke) il discorso è già chiuso. Solo un improbabile dato statistico impedisce ai bavaresi di festeggiare.

Toni schioda lo 0-0 per la 15°volta, avvicinando il record di Muller (16). Il bomber di Pavullo tocca quoat 21 centri in Bundesliga rinforzando la sua leadership. In bavaresi, seppur orfani di Lahm, Kahn, Lucio e di Ribery e Van Bommel per gran parte del match, archiviano con facilità la pratica Stoccarda. Da Silva firma l’illusorio pareggio, ma Van Bommel e l’esterno francese subentrano dalla panchina e affondano gli ospiti. Ribery delizia tutti con un destro sotto l’incrocio e un dribbling condito da un sinistro vincente, mentre l’olandese scocca un missile su punizione. Per lo Stoccarda e le inseguitrici è notte fonda. Adesso l’obiettivo è centrare la finale Uefa in Russia dopo l’1-1 dell’andata (vedi “Lo Zenit impone il pari al Bayern“).

Dietro ai bavaresi la lotta è per la seconda piazza. Lo Schalke ha approfittato dello spettacolare 3-3 del Werder a Karlsruhe (acciuffato il pari nel finale con Sanogo) vincendo ad Amburgo. Un colpo di testa di Kuranyi permette alla sua squadra di agganciare gli arancioverdi al secondo posto.

Calcio Internazionale, Liga

Senna rinvia la festa merengue.

Era tutto pronto. Madrid era preparata ad accogliere la festa del Real, ma i tifosi dovranno attendere un’altra settimana per festeggiare il titolo numero 31 nella Liga.

Senna è l’uomo che rinvia la festa. Il mediano del Villarreal inventa un pallonetto incredibile dal cerchio di centrocampo regalando ai suoi il successo sul Betis. Il golazo del brasiliano mantiene invariate le sette lunghezze di distacco dalla capolista e incrementa a quattro, fatto molto più rilevante, quelle sull’irriconoscibile Barcellona.

Il Real Madrid, dunque, sarà campione di Spagna se otterrà lo stesso risultato del Sottomarino Giallo nel prossimo turno. Nel rotondo ma ingannevole 3-0 all’Athletic Bilbao si è rivisto Saviola. L’argentino, titolare soltanto 4 volte in campionato, ha confermato che il suo killer instinct non si è appannato stando in panchina. Casillas ha conservato il prezioso vantaggio parando un rigore a Garmendia (il numero uno madridista non è nuovo a queste imprese), prima che i suoi compagni dilagassero. Robben e Higuain hanno chiuso il conto e virtualmente consegnato il titolo al Real.

Continua la crisi del Barcellona. Rijkaard non sembra interessato al definitivo addio al secondo posto lasciando fuori in vista della Champions Messi, Eto’o, Xavi e Valdes oltre agli squalificati Iniesta e Milito. Il Barça B è svogliato, molle a centrocampo e pasticcione in difesa. Il Depor, quindi, non perdona. Xisco centra la traversa e Rodriguez sbaglia il tap in al 26′, ma lo stesso sigla l’1-0 al 54′. Pablo Amo chiude la contesa al 76′ in beata solitudine. Il Deportivo conferma il suo stato di salute splendido (6 vittorie consecutive compresa quest’ultima), mentre i blaugrana si giocano tutta la stagione a Stamford Bridge.

La Liga ha dato il suo primo verdetto: il Levante, “abbandonato” anche da De Biasi e sull’orlo dello sciopero, retrocede dopo il 23°ko stagionale. Inizia bene, invece, l’avventura di Voro a Valencia (vedi “Valencia:Koeman vince la coppa e se ne va“). Villa, Mata e Joaquin “matano” l’Osasuna al Mestalla e oscurano il fantasma di Koeman. Questo successo allontana il Valencia dalla zona retrocessione.

Nella lotta per il quarto posto, l’Atletico Madrid sembra non voler chiudere il discorso. I colchoneros non approfittano dei passi falsi di Siviglia e Racing, impattando nel “mini” derby col Getafe (gol del solito Aguero).

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