Archivio per Marzo 2008

Calcio Internazionale

Doppio Toni,Leverkusen affondato.

Bayern in crisi? Bundesliga riaperta? Non si direbbe dopo aver assistito al duello tra i  bavaresi e il lanciatissimo Leverkusen. Il Bayer, giunto all’Allianz Arena con 6 lunghezze di distacco dalla capolista, bramava il colpaccio per riaprire il discorso scudetto. Ma è tornato a casa con le ossa rotte. Il 2-1 finale, infatti, non rende giustizia alla formazione di Hitzfield che ha surclassato gli avversari. Toni ha legittimato con una doppietta la supremazia bavarese e si è confermato in testa alla classifica cannonieri, toccando quota 16 centri. Il bomber di Pavullo si è esibito prima con un piattone di destro su cross di Ribery, poi ha firmato il raddoppio con la specialità della casa, ovvero il colpo di testa. La capolista allunga sull’Amburgo, bloccato sul pari dal Wolfsburg: oggi può essere raggiunto dal Werder. Le lunghezze di vantaggio, a nove giornate dal termine, sono 7, ma più dei punti è la prova di forza dell’undici di Hitzfield che sembra lasciare poche speranze alle inseguitrici: lo scivolone con il Cottbus(vedi ”Il Bayern perde ol CottBUS, ma ne approfitta solo l’Amburgo“) appare lontano anni luce.

Serie A

Una grande Juve riapre il campionato.

2 vittorie, 3 pareggi, 4 sconfitte, con 8 gol fatti e 10 subiti. Sono queste le cifre dell’Inter delle ultime 9 gare, Champions compresa. Numeri da crisi, numeri che hanno riaperto il campionato, con il +11 assottigliatosi a +4.  La banda Mancini, seppure con l’alibi delle assenze (oltre ai “soliti noti” si sono aggiunti Cambiasso e Vieira) che ha costretto il tecnico ad inventare un centrocampo nuovo di zecca, è apparsa in pessime condizioni atletiche. Retta la superiorità atletica juventina per un’ora, i nerazzurri si sono “squagliati” dopo il vantaggio ospite di Camoranesi (anche se la rete è viziata da posizione di offside) e hanno rischiato il tracollo totale a seguito del raddoppio di Trezeguet(17°centro per il franco argentino). Julio Cesar ha tenuto in piedi l’Inter a suon di miracoli sull’indiavolata coppia d’attacco juventina, e il gol di Maniche a 7′ dal termine ha alimentato una fiammella di speranza per la capolista. Il miracolo, però, non è arrivato, ed il bis al pareggio acciuffato in extremis con la Roma non è arrivato. Complimenti, dunque, alla Juve e a Ranieri. Il discusso tecnico romano ha firmato un capolavoro tattico, sistemando Camoranesi in mezzo al campo al fianco del mastino Sissoko: la partita verrà vinta proprio grazie alla superiorità numerica in mezzo al campo. Alla sagacia tattica del tecnico bianconero si contrappone la confusione mentale di Mancini: sullo 0-1 inserisce Suazo per Jimenez, salvo ricredersi dopo il raddoppio di Trezeguet, poichè sostituisce Cruz con Maniche. Per non parlare della fiducia incondizionata concessa all’inguardabile Burdisso: suo l’errore decisivo sul gol del franco argentino, dopo le malefatte europee. Buffon trema soltanto su una traversa spizzata da Stankovic e su una punizione perfetta di Chivu, a cui risponde da campione: questo aspetto fotografa alla perfezione la partita di San Siro. Il vantaggio della capolista, dunque, si riduce a 4 lunghezze. Il calendario non aiuta i nerazzurri, che dovranno incrociare ancora Lazio, Milan e Fiorentina: quella che prima di Liverpool sembrava una corazzata invincibile, sembra ora una barchetta in procinto di affondare.

Non molla e ci crede la Roma. Rimasta in 10 per la discutibile espulsione di Perrotta e raggiunta da un gioiello del talentino Giovinco, trova le forze per portare a casa un successo fondamentale. Contro l’Empoli, gli uomini di Spalletti partono piano, accusando ancora le scorie del derby perso all’ultimo istante(vedi “Behrami che regalo all’Inter“). La sveglia la dà Giovinco che impegna Doni e centra il palo. Totti inventa un gran colpo di tacco e manda in rete Tonetto al 36′. Il più sembra fatto, ma i giallorossi rimangono con la testa negli spogliatoi, incassando il tocco di classe del talento di scuola Juve che pareggia i conti. Nel momento più difficile, in inferiorità numerica, spunta il carattere dei capitolini e la testa di Panucci. Il 2-1 riapre il campionato, posto che i giallorossi reggano lo stress e fatiche del doppio impegno campionato-Champions. La prossima trasferta di Cagliari con l’Inter impegnata all’Olimpico con la Lazio, potrebbe rivelarsi decisiva nella lotta scudetto.

Avvicente anche la lotta per il quarto posto. La Fiorentina replica al Milan vittorioso a Torino(vedi “Torino-Milan 0-1:vittoria d’orgoglio rossonero“)mandando al tappeto la Lazio. L’hombre del partido è Pazzini, subentrato nel secondo tempo ad uno spento Vieri. Il Pazzo spezza in due la sfida del Franchi. Dopo 3′ timbra la traversa, semina il panico nell’area biancoceleste e al 32′ va a segno: assist di Liverani e rasoiata di destro imprendibile per Ballotta. I viola tengono a distanza i rossoneri ma accusano segni di stanchezza. Il doppio impegno sta risucchiando le energie degli uomini di Prandelli, considerato che la rosa a disposizione del tecnico non è ampia quanto quella delle cosiddette big. La Lazio, invece, è stata condizionata dall’espulsione di Mutarelli ed è stata castigata dall’ottavo centro in campionato del 24enne attaccante viola in una gara tutto sommato equilibrata.

Udinese ad un bivio. I friulani si troveranno, domenica prossima, faccia a faccia con la Fiorentina per decidere quale sfumatura avrà il suo futuro europeo. Quello grandioso della Champions, se i 6 punti di distacco verranno dimezzati, o quello consolatorio della Uefa, in caso contrario. Facile, comunque, l’affermazione sul Livorno. Il tridente di Marino, incaricato come sempre di creare a proprio piacimento, è un rebus irrisolvibile per i toscani. Quagliarella prima, Di Natale poi (14°gol in campionato, record in serie A per l’attaccante napoletano)  stendono gli amaranto, alle prese con le assenze di Tavano, Bogdani e Pulzetti. Camolese è sulla graticola: il derby col Siena deciderà le sue sorti.

Colpo del Genoa a Palermo. Il terzo ko di fila sarà fatale a Guidolin che lascerà presumibilmente il posto al ritorno di Colantuono. Zamparini, infatti, al di là del ko, non ha gradito alcune dichiarazioni del tecnico sulla presunta creazione ad arte del clima ostile presente sugli spalti del Barbera. Il Genoa, comunque, vince a Palermo dopo 73 lunghissimi anni. I padroni di casa spariscono dopo il vantaggio iniziale di Amauri per ricomparire sull’1-3: decisamente troppo tardi. I tre gol incassati fanno della difesa rosanero la peggiore del torneo.

LE ALTRE PARTITE. Cagliari bello e sfortunato a Marassi. I sardi, in vantaggio con Foggia, si vedono ingiustamente annullare un gol e colpiscono un palo con Conti. La meritatissima vittoria sfuma al 90′ con il pareggio beffa doriano di Franceschini. L’ottima condizione atletica fa ben sperare ad ogni modo i tifosi rossoblù. Pari anche tra Reggina e Napoli: i calabresi acciuffano ul punto grazie ad un guizzo nel finale del solito Brienza (7°centro per lui). Successo vitale per il Siena nello scontro diretto con il Parma. Gli uomini di Cuper giocano meglio per un’ora, colpiscono due legni, ma crollano nei titoli di coda del match. L’ingresso di Locatelli rivitalizza i padroni di casa che passano con un rigore trasformato da Maccarone che al 92′ raddoppia. Pareggio ad occhiali, invece, tra Atalanta e Catania: i siciliani ringraziano Doni per l’errore dal dischetto.

Serie B

Prosegue la marcia di Bologna e Chievo,l’Albinoleffe insegue.

Si muove qualcosa nei piani alti. Il gruppetto di testa inizia a sgranarsi, con Pisa e Brescia che perdono punti importanti, mentre Lecce e Albinoleffe rispediscono al mittente le ultime flebili speranze di che voleva inserirsi nel discorso play-off(Rimini e Mantova) e tengono il passo della coppia di vetta.

Il venerdì pasquale sorride alla formazione di Arrigoni che ha la meglio sul Frosinone grazie più alla qualità dei singoli che al gioco corale. Uno di questi singoli è certamente Massimo Marazzina, l’unico uomo insostituibile dei rossoblù, che spesso fa reparto da solo tenendo in apprensione le difese avversarie. Il suo dribbling chiuso da un preciso diagonale spiana la strada della vittoria ai padroni di casa, che viene sigillata dalla perla di Valiani, ben servito da un “cucchiaio” di Adailton: secondo gol consecutivo per l’esterno arrivato a gennaio dal Rimini. Nella ripresa Giubilato segna lo sciagurato autogol che rimette in corsa i ciociari, ma il Bologna riesce ad amministrare bene il vantaggio sfiorando il 3-1 col solito Marazzina, giunto sabato a quota 18 centri. La banda Cavasin, quindi, incassa il terzo ko consecutivo, mentre i felsinei continuano la loro corsa verso la A.

Mantiene la “comproprietà” della vetta il Chievo. Gli uomini di Iachini risolvono in coda una partita che sembrava stregata contro un Piacenza lontano parente di quello protagonista di 4 vittorie consecutive. I gialloblù macinano come al solito tantissimo gioco, ma sprecano l’inverosimile con Pellissier e l’imprendibile quanto impreciso Obinna. Gli emiliani reggono grazie anche ad uno strepitoso Cassano, prima dell’inevitabile capitolazione dell’82′: Maldonado segna il più fortunoso dei gol (con lo stinco) e regala 3 punti meritatissimi a Iachini. Il duello in vetta continua.

Vittoria al fotofinish anche per l’Albinoleffe che regge il ritmo del duo di testa. La chiave del match del Martelli va ricercata nel minuto 85: l’Albino perde palla e il Mantova riparte in velocità con Corona. L’ex Catanzaro serve Tarana che sparacchia centrale da ottima posizione. Marchetti riavvia velocemente l’azione, Madonna sgancia un bolide dal limite dell’area che viene respinto da Bellodi: il pallone, però, carambola su Ruopolo e finisce in rete. Si consuma così la vittoria degli orobici, mai in difficoltà contro i virgiliani e lesti a sfruttare l’occasione giusta. Si abbassa definitivamente, invece, il sipario sul Mantova. Partito in estate per far sfracelli, visti gli ingenti investimenti di patron Lori, si ritrova già da tempo tagliato fuori dalla lotta play-off. La curva Te è in sciopero da diverse giornate, mentre il presidente non esita a pronunciare la parola fallimento per una stagione che doveva essere completamente diversa.

Game over anche per il Rimini. Si spengono in Salento le ultime speranze play-off per i biancorossi romagnoli, letteralmente annichiliti da un super Lecce. I giallorossi, amareggiati per il pareggio beffa di Brescia(vedi “Frenata collettiva in testa, vince solo il Bologna“), confermano il loro ottimo stato di forma dominando in lungo e in largo e, stavolta, capitalizzando tale predominio. Consigli è bravo a dire di no due volte a Tiribocchi, ma deve inchinarsi alla prodezza balistica di Zanchetta su calcio da fermo. Il Lecce continua ad attaccare, divertendo il pubblico di Via del Mare. Il raddoppio diviene inevitabile:  la firma è di Corvia su assist dell’onnipresente Ariatti. La formazione di Papadopulo sembra viaggiare a velocità doppia, e lancia un segnale chiaro alle concorrenti per la promozione diretta: ci siamo anche noi.

Brusche frenate per Pisa e Brescia che vedono allontanarsi le prime due piazze. I toscani danno vita ad un derby combattuto con il Grosseto, ma non vanno oltre lo 0-0. Il match è una partita a scacchi tra i due tecnici che spostano pedine e rispondono colpo su colpo alle mosse altrui. I maremmani reggono bene l’assalto finale dei pisani e portano a casa un punto preziosissimo; i padroni di casa fanno i conti con l’ennesima frenata che potrebbe costare cara in ottica promozione. Paga carissimo le assenze, invece, Serse Cosmi. Nemmeno il suo Brescia, infatti, è in grado di sopportare 6 defezioni pesantissime come quelle di Tacchinardi, Bega, Possanzini, Lima, Mareco e Stankevicius. Ne ha sapientemente approfittato la Triestina che, con l’8° gol stagionale di Allegretti, ha messo la firma definitiva sulla salvezza. Gli alabardati hanno controllato senza eccessivi patemi la gara, mentre la reazione delle rondinelle non è stata veemente.

Non cambia nulla in coda alla classifica. L’uovo di Pasqua ha portato un punto a tutti lasciando invariata la situazione, a dispetto dei tanti scontri diretti che potevano pesare molto nell’economia del campionato. Spezia-Vicenza è una gara spenta, noiosa, accesa soltanto dai lampi di Capone ed Eliakwu. Più vivace, invece, lo scontro tra Treviso e Ravenna. I veneti continuano a deludere e non sfruttano il vantaggio iniziale targato Barreto. L’undici di Pagliari, seppur privo di otto giocatori, gioca meglio, fallisce un rigore con Sforzini e trova il meritato pareggio nel finale con il bomber stesso. Cesena e Avellino non sfruttano il turno casalingo contro avversarie che non hanno più nulla da chiedere al campionato. I romagnoli si salvano all’ultimo minuto di recupero con il ritrovato Moscardelli (12°centro), dopo aver fallito numerose occasioni da rete; spietato, invece, il cesenate doc Bernacci, ancora una volta a segno contro la sua ex squadra. Anche l’Avellino se l’è vista brutta, rischiando di subire il colpo del ko nel finale con il Modena. Lanzafame, fresco di convocazione nell’under 21(vedi “Lanzafame, prima convocazione nell’Under di Casiraghi“) stende con una doppietta il Messina.

Calcio

BUONA PASQUA!

Dalla redazione di SoloCalcio un augurio di Buona Pasqua a tutti lettori!!!

Milan, Serie A, Torino

Torino-Milan 0-1: vittoria d’orgoglio rossonero

Quando si tocca il fondo l’unica reazione da assumere è quella di risalire, e il più velocemente possibile. Lo ha fatto oggi il Milan vincendo 1-0 a Torino nella 30esima giornata di campionato, dimostrando ancora una volta che in questa stagione è meglio giocare lontano da casa, visto la striscia positiva messa a segno fuori da San Siro, 30 punti contro i 19 casalinghi. Orfano di Kakà, per lui un problema al flessore della gamba destra, Ancelotti è costretto ad abbandonare il modulo ad una punta e sceglie il 4-3-1-2: Pato e Gilardino hanno la responsabilità dell’attacco, e non deluderanno le aspettative. Novellino, di contro, si affida al classico 4-4-2 con Stellone e Di Michele terminali offensivi. La prima frazione non regala spettacolo: le due squadre giocano in spazi ristretti, la manovra è soprattutto rossonera, ma sono i granata ad essere più incisivi con la velocità in contropiede. Stellone è una spina nel fianco per la retroguardia milanista, mentre Seedorf regala magie nell’uno contro uno. Nel secondo tempo ciò che il Milan ha costruito timidamente nei primi 45′ diventa concretezza. Gli scambi tra Seedorf, Pato e Gilardino sono sempre più pericolosi, ma è Rosina ad avere la palla del vantaggio: su di lui si fionda Kaladze e vanifica l’1-0 granata. Al quarto d’ora la prima prova-gol rossonera è il piatto potente di Seedorf, su tocco delizioso di Pato, ma l’olandese centra in pieno la traversa. Poi è Fontana a salvare la sua porta con un’uscita coraggiosa su Gilardino, servito ancora una volta dal talento brasiliano, così “dormiente” nel primo tempo quanto strabiliante nel secondo . Ma il gol è nell’aria, e arriva puntuale al 21′, sempre frutto di una triangolazione: il numero 10 milanista serve un pallonetto a Gilardino che protegge perfettamente, cade, si rialza e scarica un tiro angolatissimo che diventa prezioso con la provvidenziale deviazione di Pato. E’ un Milan diverso da quello visto contro la Sampodoria, e si vede. Cerca ripetutamente il 2-0, si rende pericoloso costantemente, quasi sempre con i numeri del fenomeno 18enne, di quelli che valgono il costo del biglietto. Ma quando perde palla sono dolori, il Torino ne approfitta con le ripartenze fulminanti, che costringono Kalac agli straordinari per proteggere la porta. Finisce 0-1, tre punti d’oro per i ragazzi di Ancelotti che salgono a 49 punti e rimangono sulla scia della Fiorentina, vincente contro la Lazio per 1-0. Per il Torino invece è la terza sconfitta consecutiva, ed ora la lotta per non retrocedere si fa dura: insieme ai granata infatti, altre sei squadre, Cagliari, Empoli, Reggina, Livorno, Catania e Parma, sono “rinchiuse” in soli 6 punti.

Calcio Internazionale

Capello: “V’insegnerò il rispetto”.

I’ll teach you respect“: riportiamo fedelmente il titolo della pagina sportiva odierna del Daily Mail che cita le parole di Fabio Capello, rimasto deluso dal comportamento di alcuni giocatori della sua nazionale. L’insegnamento a cui si fa riferimento sarà rivolto ai Blues Ashley Cole e Terry, protagonisti di uno spiacevole episodio nel match di recupero con il Tottenham. Tutto è nato da un fallaccio del terzino dei Blues su Hutton che gli è costato il cartellino giallo. Nonostante molti ritenessero il fallo addirittura da espulsione diretta, Cole, spalleggiato dai compagni di squadra Drogba, Terry e Lampard, ha dato vita ad una protesta veemente e prolungata nei confronti del direttore di gara Riley. La protesta è stata così insistente e pressante che molti quotidiani britannici l’hanno bollata come vergognosa, prima dell’intervento del c.t. Capello e della federazione. La FA, alla luce di questo ennesimo sgradevole episodio, è intenzionata a revisionare il sistema disciplinare aumentando le punizioni nei confronti dei giocatori o decurtando punti in classifica ai club. Quest’ultima misura sarebbe decisamente più severa e mira a riportare il rispetto sui campi di calcio inglesi. Per stavolta Cole se l’è cavata con delle pubbliche scuse, ma la prossima volta potrebbe andargli molto peggio.

Calcio Internazionale

Copa del Rey:Valencia in finale.

Altra delusione in casa Barça. Sfuma sul terreno del Mestalla, infatti, il terzo obbiettivo stagionale, ovvero la coppa del Re. I blaugrana, dopo aver sprecato l’inverosimile nella rincorsa al Real nella Liga, proseguono il loro momento no: il rischio di fallimento totale è vicino, tutto dipenderà dalla Champions. Al Mestalla, i padroni di casa hanno firmato il doppio vantaggio con Baraja e Juan Mata. Henry ha illuso i catalani al 72′, ma appena sessanta secondi dopo, Mata ha chiuso il discorso qualificazione. Inutile il gol di Eto’o nel finale. La squadra di Koeman, in virtù dell’1-1 del Camp Nou(vedi “Xavi beffa il Valencia“), sfiderà quindi il Getafe il prossimo 19 aprile per la conquista del trofeo.

Serie A, Torino

Appassionante lotta salvezza:8 squadre ancora in bilico.

Nel segno dell’8. Otto squadre raccolte in 8 punti con un solo obbiettivo: la salvezza. A nove giornate dal termine stiliamo il borsino delle cosiddette pericolanti che vogliono evitare ad ogni costo l’inferno della serie B.

SIENA 32 punti: Fino a poche settimane fa sembrava tutto relativamente tranquillo. Il record storico di tre vittorie consecutive, culminato con la vittoria nel derby con la Fiorentina, pareva traghettare gli uomini di Beretta verso un finale di stagione sereno, senza patemi. Il crollo di Reggio Calabria (0-4 ineccepibile) e lo stentato pareggio di Catania hanno riportato i toscani sulla terra. Ad ogni modo ci sono ancora 6 punti di margine sulla zona retrocessione: vantaggio da sfruttare ma su cui è vietato adagiarsi. I bianconeri, per raggiungere la salvezza, dovranno affidarsi ai gol di Big Mac Maccarone, ai voli di Manninger e alla fantasia di Locatelli. L’impresa appare ampiamente possibile. I prossimi due incontri prevedono due scontri diretti: contro Parma e Livorno è in gioco mezza permanenza in serie A.

TORINO 31 punti: Per gli uomini e il blasone, il Toro non può assolutamente fallire. Il talento di Rosina e la regia di Corini sono i due capisaldi della formazione granata, a cui è mancato in questa stagione l’apporto degli attaccanti: Di Michele, arrivato in estate per fare la differenza, ha deluso ampiamente le aspettative(solo 4 gol per lui), Stellone e Ventola si battono ma non sono incisivi sotto porta (3 reti a testa). Cairo a gennaio ha cercato disperatamente una prima punta(ricordate la bagarre per Bianchi scatenata con la Lazio? in caso contrario, leggete “Il punto sul mercato di gennaio“), ma non l’ha trovata, ed ha dovuto ripiegare su esterni cari al tecnico Novellino, ovvero Diana e Pisano. Il Toro, comunque, vanta la miglior difesa delle 8 pericolanti (36 reti subite) e recrimina per l’arbitraggio pessimo di Mazzoleni in Torino-Udinese: ai granata è stato annullato un gol e negati due rigori netti. Contro tre punti in più sarebbe tutt’un altra storia. Il Toro ha le carte in regola per farcela, ma occhio al calendario: Milan, Inter, Roma, Napoli e Fiorentina saranno impegni durissimi.

PARMA 29 punti: La cura Cuper ha rivitalizzato i gialloblù che con gli ultimi 4 punti hanno ripreso a respirare. Per gli emiliani vale lo stesso discorso dei piemontesi: le risorse umane disponibili impongono il conseguimento dell’obbiettivo. Il Parma, infatti, era partito con ben altre ambizioni, salvo trovarsi impelagato in questa situazione. I gialloblù sono una medaglia a due facce: forti e propositivi in fase offensiva (miglior attacco delle otto con 35 reti), grazie al fosforo di Cigarini, le scorribande di Reginaldo e Gasbarroni e i gol di Lucarelli e Budan, brutti e disastrosi in difesa (la peggiore di tutta la serie A insieme al Cagliari con 45 reti incassate). Gli emiliani dovranno conquistare la salvezza al Tardini, dove hanno raccolto 23 punti sui 29 complessivi; il rendimento esterno, infatti, è da film horror, con la casella delle vittorie inchiodata a zero. Le sfide in programma con Siena, Reggina ed Empoli saranno probabilmente decisive.

CATANIA 28 punti: Ai siciliani, invece, non si chiedeva più della salvezza. La situazione del Catania, contestato dal pubblico durante l’ultimo incontro con il Siena, non è tra le più rosee. Gli etnei faticano maledettamente a segnare(24 gol segnati, solo l’Empoli ha fatto peggio)ed hanno il peggior ruolino esterno del campionato: lontano dal Cibali, infatti, hanno racimolato la miseria di 5 punti. Ma l’aspetto più preoccupante è un altro. I rossoazzurri sono in caduta libera, nel girone di ritorno hanno raccolto più fischi che applausi. La vittoria rocambolesca col Cagliari è stata l’unica di un disastroso 2008: occorre cambiare marcia al più presto e sperare che nelle ultime due giornate di campionato Roma e Juventus non abbiano più nulla da chiedere alle rispettive stagioni.

LIVORNO 28 punti: La prima stagione senza Lucarelli si sta rivelando durissima come previsto. Tavano sta svolgendo il suo compito (10 reti per l’ex Valencia), mentre Bogdani e Tristan sono lontanissimi parenti del bomber livornese (3 centri in due, davvero pochini). Buon per Camolese che è esploso il talento di Diamanti, giovane interessantissimo, e che tra i pali c’è sempre il buon Amelia. Il Picchi, però, da buon fortino inespugnabile, è diventato terra di conquista: solo tre successi interni in questa stagione al fronte di 5 ko. Gli amaranto, impattati gli ultimi scontri diretti con Reggina e Parma, deve ancora incrociare le armi con Empoli, Cagliari, Siena, Udinese, Roma e Milan. Le partite da “bollino rosso”, quindi, sono tante. Salvezza difficile ma fattibile visto anche il bel gioco espresso contro la Reggina.

REGGINA 26 punti: Ennesima stagione di passione per i calabresi. Gli amaranto, dopo la salvezza miracolosa dello scorso anno(recuperato il -11 di penalizzazione), cercano di ripetere l’impresa. L’esordio di Orlandi in panchina è di buon auspicio, visti 4 schiaffoni rifilati al Siena e il buon punto di Livorno. Il nuovo tecnico si è affidato giustamente all’estro del duo Brienza(6 gol per l’ex rosanero)-Cozza, mossa che sta dando i suoi risultati, dietro all’intramontabile Nick Amoruso. Per la salvezza urge qualche punticino strappato lontano dal Granillo(sinora solo 7 pareggi fuori casa) e il tipico cuore amaranto. Il calendario dei calabresi è curiosamente spaccato in due: prima se la vedranno con squadre di medio-alta classifica(tra le altre Milan e Fiorentina), poi ci saranno le 4 battaglie finali contro le dirette concorrenti(Parma, Catania, Empoli e Cagliari). Lì si deciderà il futuro della Camolese band.

EMPOLI 26 punti: Non se la passa tanto bene Malesani. Il suo giovane Empoli ha conquistato 1 solo punto nelle ultime 5 partite, scivolando al penultimo posto. La compagine toscana, inoltre, detiene un triste primato, quello del peggior attacco del campionato(23 gol fatti); l’infortunio che ha messo ko fino a fine stagione Pozzi, capocannoniere dei toscani con 7 reti, e i continui acciacchi di Saudati non hanno certamente agevolato Malesani. Il pari con la Juve, comunque, dà speranza e mostra che l’Empoli è ancora vivo. Il tecnico veneto deve affidarsi al talento e freschezza dei vari Abate, Antonini e Giovinco: a loro il compito di tentare il miracolo.

CAGLIARI 24 punti: E’ l’ultima della classe ed ha la difesa più perforata (45 gol incassati) ma paradossalmente è la squadra più in palla. Se fino a poche settimane fa era data per spacciata, infatti, adesso in molti scommetterebbero sulla salvezza dei sardi. 9 punti nelle ultime 4 gare hanno rilanciato i rossoblù che, per altro, aspettano il verdetto sul ricorso presentato per la penalizzazione di 3 punti (inflitta per la violazione della clausola compromissoria, vedi “Cagliari penalizzato di 3 punti“) gravante tutt’ora sulla classifica. L’esplosione di Acquafresca può essere l’elisir di lunga vita se pure Matri e Jeda faranno la loro parte. Le prossime tre sfide sono a tasso altissimo di difficoltà (Sampdoria e Milan fuori, Roma in casa), ma in Sardegna hanno fatto capire che la parola serie B non piace affatto.

Calcio Internazionale

Coppa di Germania:la finale sarà Bayern Monaco-Borussia Dortmund.

Tutto come da pronostico. I bavaresi del Bayern e il Borussia Dortmund si sbarazzano rispettivamente di Wolfsburg e Carl Zeiss Jena e raggiungono la finale di coppa nazionale. Tutto facile per il Bayern privo di Toni squalificato. Il Wolfsburg regge l’onda d’urto bavarese per un’ora grazie ai miracoli del suo portiere Benaglio(bravissimo su Lucio e Van Bommel), ma si arrende alle giocate di Ribery nella ripresa. L’esterno francese sblocca il match, Klose lo chiude. I bavaresi, alla 16° finale, cercheranno di cogliere il 14° successo: sarà una partita particolare per Toni che potrebbe vincere il suo primo trofeo a livello di club. Il 19 aprile all’Olimpiastadion di Berlino l’avversario sarà il Borussia, alla quarta finale della sua storia. I gialloneri hanno faticato notevolmente contro la rivelazione del torneo, quel Carl Zeiss Jena che, a dispetto dell’ultimo posto nella seconda divisione, ha eliminato lungo il suo cammino tre squadre della Bundesliga, ovvero Norimberga, Arminia e Stoccarda. Dopo il vantaggio firmato da Tinga, il Borussia soffre fino all’espulsione di Simak al 54′ che rende agevole il compito dei gialloneri. Klimowicz e Petric, infatti, arrotondano il punteggio per il 3-0 finale. Il Borussia, quindi, torna in finale dopo 19 anni: l’ultima volta il trofeo prese la via di Dortmund.

Calcio Internazionale

Copa del Rey:seconda finale consecutiva per il Getafe.

Il Getafe è la prima finalista della coppa del Re. La terza squadra di Madrid, dopo il 3-1 dell’andata(vedi “Xavi beffa il Valencia“), impatta a Santander ottenendo il pass per la finalissima del 16 aprile che si giocherà al Santiago Bernabeu. Il Racing è passato il vantaggio con Munitis al 7′, ma l’undici di Laudrup ha messo al sicuro la qualificazione con il gol di Casquero a dieci minuti dal termine. Il piccolo club, quindi, dopo esser approdata ai quarti di coppa Uefa, ottiene questo importantissimo risultato e andrà alla caccia del primo trofeo della sua storia. In finale il Getafe affronterà la vincente di Barcellona-Valencia (1-1 all’andata).

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