17/08/2017

Pato esordio da predestinato,Ribery castiga Capello,rimontona Olanda.

marzo 27, 2008 di  
Inserito in Calcio Estero, Euro 2008

Italia-Spagna (vedi “Il golazo di Villa fulmina l’Italia“)non è stata l’unica amichevole del mercoledì internazionale. Tra le altre, sono scese in campo le eurorivali degli azzurri, ovvero Francia, Olanda e Romania, ma anche altre big come Germania, Brasile e Argentina.

Partiamo dai Bleus di Domenech alle prese con l’Inghilterra di Capello. I grandi attesi di questa sfida, Trezeguet e Beckham, che ha festeggiato la 100° presenza in Nazionale, sono stati a dir poco deludenti. Sostituiti contemporaneamente al 63′, non hanno lasciato traccia di sè, sprecando un’ottima occasione per mettersi in mostra agli occhi dei rispettivi c.t. I francesi giocano a memoria, mentre i leoni sono contratti e mostrano di non aver ben recepito i dettami tattici del loro tecnico. Capello, infatti, schiera un 4-2-3-1, ma i suoi uomini ripiegano spesso sul consolidato 4-4-2, costringendo l’allenatore friulano a cambiare modulo nella ripresa, assecondando gli inconsci movimenti dei suoi giocatori. I bleus sfondano sulle corsie laterali con Ribery e Malouda, e proprio dalla fascia destra nasce l’azione che porta al gol: il terzino Clerc serve Anelka, mal controllato da Terry (il centrale del Chelsea è sembrato intristito dalla decisione di revocargli temporaneamente la fascia di capitano a seguito della vicenda Riley- vedi “Capello: V’insegnerò il rispetto“) e travolto da James. Ribery è freddo e trasforma. Nella ripresa i transalpini controllano senza affanni, mentre i leoni, seppur rinforzati in attacco dall’innesto di Crouch e Owen, non ruggiscono. La luna di miele tra Capello e la nazionale della Regina, come hanno titolato oggi alcuni quotidiani inglesi, è già finita.

Super rimonta dell’Olanda. Gli oranje, sotto di tre gol dopo 35′ minuti, ribaltano clamorosamente il risultato deprimendo l’Austria. La formazione di Van Basten nei primi 45 minuti è troppo brutta per essere vera. I due centrali De Zeeuw e Heitinga, in collaborazione con il portiere Timmer, regalano letteralmente tre gol ai padroni di casa, in cui spicca la doppietta di Prodl, mai a segno sino a ieri in nazionale: un dato su cui riflettere. Al 37′ un debole segno di riscatto viene lanciato da Huntelaar, il gioiello dell’Ajax seguito dalla Juve, che accorcia le distanze. Van Basten mette mano alla squadra e inserisce in difesa Bouma e a centrocampo Seedorf. Le due mosse bastano per rimettere in carreggiata l’Olanda. I padroni di casa dell’Europeo spariscono dal campo, e sul 2-3 di Heitinga sono già alle corde. Vennegoor of Hesselink può così scatenarsi firmando il pareggio e servendo il colpo del ribaltone a Huntelaar. Vincono gli uomini di Van Basten, ma non si potranno certamente dire soddisfatti.

Molto più convincente l’affermazione della Romania. La formazione di Piturca schianta la Russia con un netto 3-0, lanciando un segnale alle eurorivali: nel girone di ferro non ci saranno squadre abbordabili. Scendono in campo per un tempo gli “italiani” Mutu e Chivu, nonostante l’interista soffra del solito dolore alla spalla sinistra. I rivali dell’Italia pazientano e aspettano il varco giusto, che si presenta puntuale al 45′: il bomber dello Shakhtar Donetsk Marica punisce Akinfeev. La Russia di Hiddink, impostata per difendersi, è costretta a sbilanciarsi. I romeni ne approfittano facendo valere il loro maggior tasso tecnico e arrotondano il risultato con i fratelli Niculae. Italia, Olanda e Francia sono avvertite.

Gomez trascina la Germania. Il bomber dello Stoccarda stende la Svizzera con due gol e un assist, impressionando pubblico ed esperti. La nazionale teutonica mostra la sua consueta solidità e, dopo essere passata in vantaggio al 23′ con Klose, dilaga nella ripresa. La Svizzera delude ampiamente le aspettative. La difesa, se privata della copertura del centrocampo(com’è accaduto dopo il gol tedesco), è fragile più che mai.

Successo in surplace per l’Argentina al Cairo. La seleccion gioca senza spingere, senza accelerare, e sfrutta un errore della difesa egiziana su cui Aguero è lesto ad insaccare. I sudamericani, prima del cadeau dei padroni di casa, si erano resi pericolosi solo con Maxi Rodriguez: decisamente troppo poco. Dopo il gol del Kun, la partita va in discesa, e Burdisso firma il raddoppio. Il gol può essere una buona medicina per l’interista dopo i disastri di San Siro. Festeggiamenti amari, dunque, per l’Egitto. I campioni d’Africa sono stati intimoriti dal blasone degli avversari e non hanno messo quasi mai la testa fuori dal guscio. Rimandati.

Infine, Pato. Il papero ha confermato nella notte dell’Emirates di essere un predestinato. Dunga lo manda in campo a furor di popolo al  quarto d’ora della ripresa, e il golden boy impiega 13 minuti per andare a segno. Il pressing sul portiere svedese è concluso da un pallonetto micidiale: dopo il gol all’esordio in serie A, ecco un altro debutto da incorniciare. Pato, oltre al gol, ha divertito il pubblico londinese con dribbling e giocate sopraffine, mostrando le stimmate del campioncino. Il Brasile non è stato soltanto Pato. Ottima prova per il fantasista Diego, un vero e proprio numero 10. Il giocatore del Werder, infatti, ha confermato le sue qualità: chi se lo accaparrerà metterà a segno un gran colpo di mercato. Conferme, invece, per Julio Cesar, che salva il risultato a pochi minuti dal termine sulla botta a colpo sicuro di Rosenborg. Discreta prova anche per la Svezia. Dietro ha retto bene (ok il futuro juventino Mellberg), mentre davanti ha fatto il possibile nel desolante panorama offensivo della serata: l’assenza di Ibrahimovic ha pesato come un macigno.

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