23/08/2017

Il “golazo” di Villa fulmina l’Italia.

marzo 27, 2008 di  
Inserito in Euro 2008

Un’Italia rinunciataria ma solida esce sconfitta dall’amichevole di lusso di Elche. Il penultimo test verso l’Europeo premia la giovane e sfrontata Spagna di Aragones, capace di infilare una serie di 14 risultati utili consecutivi culminata con la vittoria di ieri. Merito di David Villa, il cui gioiello a 12 giri di lancette dal fischio finale ha condannato gli azzurri ad un ko immeritato per le occasioni avute, ma meritato per l’atteggiamento remissivo.

Donadoni si affida un pò a sorpresa al 4-2-3-1 con la scelta discutibile del doppio playmaker Pirlo-De Rossi, e rilancia sulla sinistra Fabio Grosso, mentre Aragones schiera il collaudatissimo 4-1-4-1 con un centrocampo di qualità a sostegno di Fernando Torres. I giovani talenti della mediana spagnola (Iniesta, Fabregas, Xavi, Silva) giocano sempre a due tocchi, non buttano mai un pallone, facendo valere le loro qualità di palleggiatori. L’Italia rimane ordinata, compatta, non si scompone più di tanto e riparte appena possibile(prevalentemente sull’asse Grosso-Di Natale), nella più caratteristica delle tradizioni nostrane. Le Furie Rosse sono belle a vedersi ma, come al solito, poco incisive. E così la prima palla gol è degli azzurri: Toni mette di testa in rete una punizione di Pirlo, ma l’arbitro Stuchlik annulla inspiegabilmente ravvisando un fallo dubbio di Cannavaro. Il primo tempo, comunque, vede un’Italia rinunciataria, con la manovra in mano agli uomini di Aragones. La Roja ha pure alcune occasioni per passare: Buffon, però, è strepitoso su Torres e sul tap in successivo di Fabregas, e si distende magnificamente su una bordata dello stesso centrocampista dell’Arsenal. Materazzi è un pò in affanno contro l’uragano Nino, mentre Cannavaro non si fa intimorire e tappa ogni falla. Il migliore, però, è un Fabio Grosso in formato Mondiale che sfonda sistematicamente a sinistra e non commette sbavature dietro. Il terzino del Lione è subito protagonista nella ripresa. Il suo cross dalla mancina trova in area Camoranesi che spedisce la sfera sulla traversa. E’ il momento migliore dell’Italia, la “Roja” pare aver perso slancio. Donadoni, intanto, ha cambiato un uomo per reparto inserendo Borriello, Barzagli e Gattuso, mentre il 69enne tecnico iberico ha sostituito Torres con Villa. Sugli spalti il pubblico di casa è insoddisfatto ed inizia a reclamare il grande assente della serata, ovvero Raul. Al 28′, però, Stuchlik grazia gli azzurri sorvolando su un fallo commesso da Gattuso su Luis Garcia in area di rigore. Tre minuti dopo la svolta del match. Camoranesi s’incunea splendidamente tra le maglie della difesa iberica, ma il suo colpo sotto viene miracolosamente respinto da Casillas. Sul ribaltamento di fronte, una palla respinta di testa da Cannavaro finisce sul sinistro di Villa, il cui tiro al volo va a spegnersi nel sette: 1-0 per la Spagna. Chapeau per l’attaccante del Valencia, detto il “Guaje”(ragazzino in asturiano), che timbra così il 14° sigillo con la maglia della Nazionale. I nuovi entrati Aquilani, Zambrotta e Iaquinta non cambiano volto alla partita, che sancisce il primo stop azzurro dopo 6 successi consecutivi.

Il match poteva tranquillamente chiudersi in parità, quindi è inutile fare drammi per un ko indolore. A giugno, però, servirà ben altra Italia. Un’Italia più propensa ad offendere, più propositiva. I segnali positivi, ad ogni modo, ci sono. Vengono dalla difesa, da un Buffon in versione superman, da un Cannavaro invalicabile come ai bei tempi e da un Grosso ritrovato. Aspettando un Zambrotta più brillante, nella dolceamara notte di Elche ci godiamo la ricostruzione del “Muro di Berlino”, quello che ci regalò la gioia più grande due anni fa.