24/09/2017

Una grande Juve riapre il campionato.

marzo 23, 2008 di  
Inserito in Serie A

2 vittorie, 3 pareggi, 4 sconfitte, con 8 gol fatti e 10 subiti. Sono queste le cifre dell’Inter delle ultime 9 gare, Champions compresa. Numeri da crisi, numeri che hanno riaperto il campionato, con il +11 assottigliatosi a +4.  La banda Mancini, seppure con l’alibi delle assenze (oltre ai “soliti noti” si sono aggiunti Cambiasso e Vieira) che ha costretto il tecnico ad inventare un centrocampo nuovo di zecca, è apparsa in pessime condizioni atletiche. Retta la superiorità atletica juventina per un’ora, i nerazzurri si sono “squagliati” dopo il vantaggio ospite di Camoranesi (anche se la rete è viziata da posizione di offside) e hanno rischiato il tracollo totale a seguito del raddoppio di Trezeguet(17°centro per il franco argentino). Julio Cesar ha tenuto in piedi l’Inter a suon di miracoli sull’indiavolata coppia d’attacco juventina, e il gol di Maniche a 7′ dal termine ha alimentato una fiammella di speranza per la capolista. Il miracolo, però, non è arrivato, ed il bis al pareggio acciuffato in extremis con la Roma non è arrivato. Complimenti, dunque, alla Juve e a Ranieri. Il discusso tecnico romano ha firmato un capolavoro tattico, sistemando Camoranesi in mezzo al campo al fianco del mastino Sissoko: la partita verrà vinta proprio grazie alla superiorità numerica in mezzo al campo. Alla sagacia tattica del tecnico bianconero si contrappone la confusione mentale di Mancini: sullo 0-1 inserisce Suazo per Jimenez, salvo ricredersi dopo il raddoppio di Trezeguet, poichè sostituisce Cruz con Maniche. Per non parlare della fiducia incondizionata concessa all’inguardabile Burdisso: suo l’errore decisivo sul gol del franco argentino, dopo le malefatte europee. Buffon trema soltanto su una traversa spizzata da Stankovic e su una punizione perfetta di Chivu, a cui risponde da campione: questo aspetto fotografa alla perfezione la partita di San Siro. Il vantaggio della capolista, dunque, si riduce a 4 lunghezze. Il calendario non aiuta i nerazzurri, che dovranno incrociare ancora Lazio, Milan e Fiorentina: quella che prima di Liverpool sembrava una corazzata invincibile, sembra ora una barchetta in procinto di affondare.

Non molla e ci crede la Roma. Rimasta in 10 per la discutibile espulsione di Perrotta e raggiunta da un gioiello del talentino Giovinco, trova le forze per portare a casa un successo fondamentale. Contro l’Empoli, gli uomini di Spalletti partono piano, accusando ancora le scorie del derby perso all’ultimo istante(vedi “Behrami che regalo all’Inter“). La sveglia la dà Giovinco che impegna Doni e centra il palo. Totti inventa un gran colpo di tacco e manda in rete Tonetto al 36′. Il più sembra fatto, ma i giallorossi rimangono con la testa negli spogliatoi, incassando il tocco di classe del talento di scuola Juve che pareggia i conti. Nel momento più difficile, in inferiorità numerica, spunta il carattere dei capitolini e la testa di Panucci. Il 2-1 riapre il campionato, posto che i giallorossi reggano lo stress e fatiche del doppio impegno campionato-Champions. La prossima trasferta di Cagliari con l’Inter impegnata all’Olimpico con la Lazio, potrebbe rivelarsi decisiva nella lotta scudetto.

Avvicente anche la lotta per il quarto posto. La Fiorentina replica al Milan vittorioso a Torino(vedi “Torino-Milan 0-1:vittoria d’orgoglio rossonero“)mandando al tappeto la Lazio. L’hombre del partido è Pazzini, subentrato nel secondo tempo ad uno spento Vieri. Il Pazzo spezza in due la sfida del Franchi. Dopo 3′ timbra la traversa, semina il panico nell’area biancoceleste e al 32′ va a segno: assist di Liverani e rasoiata di destro imprendibile per Ballotta. I viola tengono a distanza i rossoneri ma accusano segni di stanchezza. Il doppio impegno sta risucchiando le energie degli uomini di Prandelli, considerato che la rosa a disposizione del tecnico non è ampia quanto quella delle cosiddette big. La Lazio, invece, è stata condizionata dall’espulsione di Mutarelli ed è stata castigata dall’ottavo centro in campionato del 24enne attaccante viola in una gara tutto sommato equilibrata.

Udinese ad un bivio. I friulani si troveranno, domenica prossima, faccia a faccia con la Fiorentina per decidere quale sfumatura avrà il suo futuro europeo. Quello grandioso della Champions, se i 6 punti di distacco verranno dimezzati, o quello consolatorio della Uefa, in caso contrario. Facile, comunque, l’affermazione sul Livorno. Il tridente di Marino, incaricato come sempre di creare a proprio piacimento, è un rebus irrisolvibile per i toscani. Quagliarella prima, Di Natale poi (14°gol in campionato, record in serie A per l’attaccante napoletano)  stendono gli amaranto, alle prese con le assenze di Tavano, Bogdani e Pulzetti. Camolese è sulla graticola: il derby col Siena deciderà le sue sorti.

Colpo del Genoa a Palermo. Il terzo ko di fila sarà fatale a Guidolin che lascerà presumibilmente il posto al ritorno di Colantuono. Zamparini, infatti, al di là del ko, non ha gradito alcune dichiarazioni del tecnico sulla presunta creazione ad arte del clima ostile presente sugli spalti del Barbera. Il Genoa, comunque, vince a Palermo dopo 73 lunghissimi anni. I padroni di casa spariscono dopo il vantaggio iniziale di Amauri per ricomparire sull’1-3: decisamente troppo tardi. I tre gol incassati fanno della difesa rosanero la peggiore del torneo.

LE ALTRE PARTITE. Cagliari bello e sfortunato a Marassi. I sardi, in vantaggio con Foggia, si vedono ingiustamente annullare un gol e colpiscono un palo con Conti. La meritatissima vittoria sfuma al 90′ con il pareggio beffa doriano di Franceschini. L’ottima condizione atletica fa ben sperare ad ogni modo i tifosi rossoblù. Pari anche tra Reggina e Napoli: i calabresi acciuffano ul punto grazie ad un guizzo nel finale del solito Brienza (7°centro per lui). Successo vitale per il Siena nello scontro diretto con il Parma. Gli uomini di Cuper giocano meglio per un’ora, colpiscono due legni, ma crollano nei titoli di coda del match. L’ingresso di Locatelli rivitalizza i padroni di casa che passano con un rigore trasformato da Maccarone che al 92′ raddoppia. Pareggio ad occhiali, invece, tra Atalanta e Catania: i siciliani ringraziano Doni per l’errore dal dischetto.