22/10/2017

L’Inter scaccia i fantasmi,Juve e Fiorentina staccano il Milan.

marzo 17, 2008 di  
Inserito in Serie A

Dopo una settimana di polemiche, dibattiti, veleni, l’Inter torna nell’orticello di casa del campionato nostrano e riprende a fare il suo dovere, ovvero vincere. Il 2-1 sul Palermo è ossigeno puro, visto il cinico successo della Roma nell’anticipo(vedi “Il Milan domina, la Roma vince“). Destino vuole che siano due dei protagonisti in negativo della sciagurata notte di Champions a sbloccare il risultato: Ibrahimovic inventa per Vieira che di testa trafigge Fontana. Il francese, abulico e impacciato con il Liverpool, sembra rinato; era da tempo immemore che non si vedevano sprint e autorità in mezzo al campo. I nerazzurri, agevolati da un Palermo remissivo, sfiorano il raddoppio con un redivivo Jimenez (tap in vincente ma in posizione irregolare) dopo che uno scatenato Vieira aveva colpito la traversa. A San Siro va in scena un monologo interista, ma arriva il fortuito pareggio rosanero: Julio Cesar è goffo sulla bordata di Miccoli, Materazzi è jellato sulla deviazione beffarda. L’autogol riapre la partita, ma bastano pochi minuti alla capolista per scongiurare una possibile crisi. Maicon lavora un bellissimo pallone in area per Jimenez che si libera di tacco di Biava e infila il 2-1. La qualitàdel cileno può essere un’arma in più nella corsa scudetto. Nella ripresa gli uomini di Mancini rifiatano, ma i rosanero costruiscono ben poco. Le note più importanti vengono dall’innesto di Figo, che spegne apparentemente le polemiche con il tecnico, e i mugugni di Ibra, scontento ed arrabbiato al momento della sostituzione. Per una situazione che sembra risolversi, ne sorge un’altra: non c’è mai pace, quindi, in casa Inter.

Volano Juve e Fiorentina. Le due compagini conquistano i tre punti e staccano il Milan sconfitto all’Olimpico. I bianconeri espugnano Napoli soltanto nel finale dopo una marea di occasioni fallite. Il match winner è il bomber di scorta Iaquinta, subentrato dalla panchina e ancora una volta decisivo. Il suo stop, dribbling e rasoterra su assist di Del Piero sblocca una partita apparsa stregata, in cui i bianconeri hanno concluso per ben 14 volte fuori dallo specchio dalla porta. La mossa decisiva, oltre all’innesto dell’ex udinese, è stata il cambio di modulo. Ranieri ha abbandonato l’inedito 3-4-1-2 di partenza per un più logico 4-3-1-2, con lo spostamento di Nocerino e Tiago in mezzo al campo, ovvero nel loro habitat naturale, al fianco di un Sissoko in grande crescita. La Juve, dopo questa rivoluzione tattica, è diventata più incisiva, portando a casa tre punti fondamentali per la lotta Champions. Il Napoli ha avuto due buone palle gol, ma le ha sprecate malamente. Errori fatali per una squadra attendista che ha puntato tutto sul contropiede. Torna Mutu e la Fiorentina riprende ad incantare. Il romeno segna, smazza assist, ispira: il suo recupero si è rivelato, quindi, fondamentale. Santana e Pazzini approfittano di tutto questo ben di Dio per stordire il Genoa di Gasperini e ricacciare i rossoneri a -4. Conferme arrivano poi da Frey, che dopo i voli del Goodison Park si ripete in campionato, e da Liverani, direttore d’orchestra viola che Prandelli vorrebbe trattenere a tutti i costi per la prossima stagione, sebbene sia dato in sicura partenza(vedi “Melo, regalo europeo per i viola“). Non sono soltanto buone, però, le notizie in casa viola. Il tecnico Prandelli, infatti, perde per infortunio Santana, Jorgensen e Gamberini, tre pedine fondamentali. La Fiorentina ha comunque dimostrato di poter sopperire alle assenze e di reggere il doppio impegno Uefa-campionato. Il Grifone, invece, incassa la terza sconfitta consecutiva ma si gode il gioiellino uruguaiano Masiero, autore del gol della bandiera genoano.

Bella affermazione in ottica Uefa per la Samp. I blucerchiati soffrono per un’ora il pressing del Catania, fino all’ingresso in campo di Bellucci. L’attaccante napoletano, recuperato in tempo record dall’intervento al menisco(13 giorni!), dà la scossa ai suoi ed infrange il muro etneo. Al missile di Palombo risponde Stovini, ma 3 minuti dopo Accardi ristabilisce le distanze. Sarà poi la punta ex Bologna a chiudere la contesa all’86’. L’affermazione vale il sorpasso all’Udinese, autrice di uno spettacolare 2-2 nell’anticipo con la Lazio (show di Di Natale e Rocchi) al sesto posto. I siciliani, crollati inspiegabilmente dopo un’ora abbondante trascorsa senza affanni, continuano a soffrire e a lottare per la permanenza in serie A.

Roboanti vittorie di Cagliari e Reggina. I sardi riaprono a sorpresa il discorso salvezza travolgendo il Torino, imbattuto da 8 turni. Gli uomini di Ballardini hanno fornito un’ottima prestazione, a tratti spettacolare, rischiando solo in occasione dell’inesistente rigore assegnato(ma fallito) al Toro. E’ proprio un gioiello del vivaio granata a decidere il match con un assist e due gol. Stiamo parlando di Robert Acquafresca, attaccante dell’under 21 e in comproprietà con l’Inter. La giovane punta, per altro, è inseguita dal c.t. polacco Beenhakker in vista degli Europei: la madre, infatti, è di nazionalità polacca. Il 21enne cagliaritano, però, sembra deciso a voler vestire la maglia azzurra. Primo poker in A, invece, per la Reggina. I calabresi, rivitalizzati dalla cura Orlandi, si affidano all’estro di Cozza e Brienza per annichilire un Siena irriconoscibile. In dieci minuti i due fantasisti mandano al tappeto i toscani e rilanciano gli amaranto nella lotta per la salvezza.

LE ALTRE SFIDE. L’Atalanta risorge dopo 2 ko consecutivi regalando gol e spettacolo al pubblico di casa. Doni, Langella, e due volte Padoin(primi centri nella massima serie) stendono un Empoli rimasto con testa e gambe in Toscana. Esordio con pareggio per l'”hombre vertical”: Cuper strappa infatti un pareggio prezioso a Livorno. Protagonista assoluto l’ex Lucarelli, fischiatissimo dal pubblico dell’Armando Picchi per tutti i 90 minuti.