18/11/2017

Inter ad alta tensione.

marzo 17, 2008 di  
Inserito in Inter, Serie A

L’Inter vive il periodo più difficile della sua storia recente, diciamo dal post Calciopoli ad oggi. Lo dice il gioco, meno “devastante” e concreto dell’anno scorso. Lo dicono i risultati, dall’ennesima uscita a testa bassa dalla Champions alla difficoltà nell’ammazzare un campionato rimesso in discussione da una grande Roma. Lo dice soprattutto il clima che si respira intorno alla squadra di Roberto Mancini. Il tecnico ex-Lazio non ha mai suscitato grande simpatia e le sue uscite sui medici o su colleghi e giocatori sono sempre state piccanti e mai banali. Le contestazioni dei giocatori nerazzurri manifestate negli ultimi tempi recitano naturalmente la parte del leone in questo clima di tensione. Le contestazioni a scena aperta di Vieira, Figo e Ibrahimovic fanno decisamente riflettere. Se anche il pupillo del tecnico, il giocatore trattato come un principe (ovvero lo svedese) reagisce in questo modo c’è davvero qualcosa non va. Le rotture con lo spogliatoio, con lo staff medico, con alcuni dirigenti (poca partecipazione nelle decisioni) e con certi giornali, unite alle esternazioni di Massimo Moratti su un presunto accordo raggiunto pre-Calciopoli con Capello e le lusinghe verso Mourinho, non possono certo regalare serenità ad un tecnico. Se aggiungiamo che, almeno ufficialmente, nessun giocatore “ribelle” ha subito multe o provvedimenti disciplinari per certe sceneggiate che andrebbero lette anche come mancanza di rispetto, allora possiamo capire le esternazioni di Mancini dopo la sconfitta con il Liverpool. Il Mancio, già colpito dall’ennesima delusione europea, si è sicuramente sentito messo in discussione da giocatori e presidente, oltre che deluso dalla tifoseria per qualche fischio di troppo. I nervi possono fare brutti scherzi: il tecnico nerazzurro per cercare qualche segnale, qualche risposta, ha scelto una strada tanto sbagliata nei tempi quanto disperata nei modi. Probabilmente la storia d’amore tra Inter e Mancini a fine stagione finirà. Inizierà quella con Mourinho o con Benitez. Facciamoci una promessa però: prima di giudicare il prossimo tecnico dell’Inter e, conoscendo lo stile italiano, sminuire quello che ha fatto in nerazzurro Mancini, aspettiamo un paio d’anni. Se l’Inter vincerà due scudetti, due Coppe Italia e rimarrà in vetta alla classifica per 60 giornate di fila dimostrando sempre grande forza e credibilità allora avremo libertà di giudicare, in caso contrario no. Ai posteri l’ardua sentenza.