23/09/2017

Milan, scatta l’ora del rinnovamento

marzo 12, 2008 di  
Inserito in Calciomercato news, Milan

Nel grande mondo del calciomercato nomi e cifre girano con troppa frenesia e poca lucidità. Qualità quest’ultima essenziale per rinnovare una squadra con tanti campioni ma anche con diverse lacune come il Milan (vedi “Al via la rifondazione milanista”). In questa stagione sono arrivate due Coppe e il quarto posto sembra ora più abbordabile. Dal gioco tutt’altro che brillante in campionato e soprattutto dalla eliminazione subita in Champions, emergono però i problemi di una squadra che fatica troppo in una competizione lunga dove anche la panchina deve fare la differenza. Il calciomercato della prossima estate sarà quello della svolta per il duo Berlusconi-Galliani. Troppi gli auto-elogi pubblici e le frasi di circostanza. Il Milan non può far a meno di lottare per lo scudetto nella prossima stagione. Capitan Maldini (anche se con qualche ripensamento), Cafù e Serginho a fine stagione attaccheranno le scarpette al chiodo; grandi professionisti come Inzaghi, Dida, Ambrosini, Emerson e Ronaldo (se e quando recupererà) avranno tutti un anno in più. Non cadiamo nel banale errore di considerare un giocatore solo in base all’età anagrafica perché con le moderne strutture di MilanLab, con un rigoroso allenamento e una vita sana e regolare la media di età dei giocatori in attività si è alzata e le vittorie del Milan lo dimostrano. Il discorso è diverso. Il calciatore giovane ha più fame di vittorie, più voglia di mettersi in mostra, di conquistarsi una grande squadra cancellando quel pericoloso senso di appagamento che può colpire i grandi campioni rossoneri. Inoltre, la freschezza di un giovane risulta fondamentale per poter gestire al meglio una stagione lunga e piena di impegni, riducendo la frequenza di infortuni a cui sono soggetti i giocatori più “logori”. I baby dell’Arsenal insegnano tutto questo.

Analizziamo questo Milan ruolo per ruolo. Il discorso portiere è delicato. Kalac ha dimostrato di offrire buone garanzie, ma è difficile pensare di poter puntare sull’australiano come titolare fisso. Sicuramente è un buon secondo, considerando anche l’età. Le clamorose difficoltà mostrate quest’anno dal brasiliano Dida (probabile partente) impongono una soluzione di primissimo livello. A fine stagione il Milan ha assoluto bisogno, quindi, di un portiere titolare: Frey e Amelia sono i primi nomi con Lloris, Gomes e Viviano in seconda battuta.In difesa il Milan ritiene (giustamente) di avere in Nesta-Kaladze una delle coppie centrali più forti del campionato: 31 anni il primo e 29 il secondo, sono una delle colonne della banda Ancelotti. Il problema semmai risiede nelle alternative disponibili. Bonera, il Capitano e Simic sono al momento le riserve. Considerando certo il ritiro di Maldini, per l’ex-bresciano la conferma è d’obbligo, mentre per il croato la situazione non è rosea: numero di presenze ed età lo porteranno probabilmente a cambiare aria a fine stagione. Berlusconi parla dell’inserimento del giovanissimo e promettente Darmian ma l’ideale sarebbe completare la difesa con un difensore sì giovane ma già esperto e pronto: ad esempio, Zapata. In alternativa Barzagli o una soluzione diversa come il viola Ujfalusi e il romanista Ferrari (entrambi in scadenza). Il vero problema però sono le fasce laterali. Nel Milan di oggi il lavoro sulle corsie esterne da parte dei terzini è essenziale. A destra il 31enne Oddo e a sinistra il 30enne Jankulovski danno ottime garanzie di qualità (infortuni a parte) ma con l’addio di Cafù e Serginho e i 35 anni di Favalli, Ancelotti ha bisogno di rinforzi validi. Due nomi su tutti: Zambrotta a destra (l’affare sembra già fatto) e il peruviano Vargas a sinistra. Qualità e quantità allo stato puro. Il centrocampo è un settore delicato ma con il trio Gattuso-Pirlo-Ambrosini alle spalle del Pallone d’Oro Kakà (Seedorf merita un discorso a parte) ha pochi rivali in Europa. Il problema sono come sempre le alternative: non si può pensare di giocare 40 partite senza far rifiatare i titolari. Pirlo è arrivato stanchissimo contro l’Arsenal. Tra Brocchi, Gourcuff ed Emerson, solo l’italiano ha garantito quantità ed impegno quando è stato chiamato in causa. Il talentino francese sta faticando ma va trattenuto vista la giovanissima età (anche come vice Kakà). Il mediano brasiliano invece non da garanzie nè fisiche nè tattiche. L’eventuale rinforzo dipenderà dallo scacchiere tattico di Mister Ancelotti che, nel caso di un arretramento di Seedorf a centrocampo, si troverebbe Ambrosini come riserva e prima alternativa. Vista però l’età dell’olandese, unita alla sua scarsa voglia di arretrare il raggio d’azione, se non in rare occasioni, un rinforzo diventa necessario. Due nomi giovani e di sicuro talento potrebbero far comodo: Cigarini come vice-Pirlo o un jolly come Flamini, appena messosi in mostra a San Siro e…in scadenza di contratto. Inutile rincorrere grandi nomi, questo centrocampo è di livello altissimo.

L’attacco merita un discorso diverso. Sulle qualità dei quattro attaccanti del Milan nessuno ha dubbi ma con l’infortunio di Ronaldo si aprono molti scenari. Il Fenomeno ha il contratto in scadenza e sapere come e quando rientrerà è impossibile. Senza contare che le ipotesi ritiro o fine carriera in patria non sono assolutamente da escludere. Discorso in stand-by, quindi. Continuando l’analisi: Pato sarà sicuramente il titolare fisso là davanti, Gilardino (nonostante tutto quello che viene detto e scritto) garantisce impegno e un discreto numero di gol nelle partite “normali”, lontane dai grandi palcoscenici, mentre Inzaghi è l’uomo delle finali. La domanda, però, è: di questi tre, chi può garantire continuità di utilizzo? Solo Pato e Gilardino. Pippo Inzaghi infatti all’età di 34 anni non garantisce più una presenza costante per tutta la stagione. Per sopportare le fatiche di una stagione lunga e dispendiosa ci vuole quindi una strategia decisa e al contempo rischiosa: un attaccante forte fisicamente e bravo di testa, capace di integrarsi alla perfezione con il trio attuale, e un altro attaccante di rientro dai prestiti che possa garantire turn-over e impegno. Paloschi è un giovane di talento ma deve crescere con calma, può essere utile in Coppa Italia. Per il primo rinforzo tre nomi su tutti: Amauri, Drogba e Adebayor. Giovane, rapido e tecnico il brasiliano che, oltre a conoscere già il nostro campionato, costerebbe meno; più potente fisicamente e bravo sotto porta l’ivoriano che rappresenterebbe il colpo da copertina tanto amato da Berlusconi; troppo costoso, invece, il togolese, definito per altro incedibile da Wenger. Per quanto riguarda il giovane di rientro alla base un solo nome: ovviamente quello di Borriello. La voglia di giocare titolare e le aspettative del Genoa però potrebbero rappresentare un problema. Pozzi e Matri le alternative. L’ipotesi Sheva nasconde troppe insidie: affettive, di gradimento tra i tifosi ma anche di affidabilità fisica (32 anni e poche partite nelle ultime 2 stagioni). In panchina è difficile pensare a un Milan senza le capacità tattiche e umane di Carlo Ancelotti.

Tanti nomi, è vero. Probabilmente ne arriverà la metà di quelli citati. Berlusconi però ha dichiarato di voler trovare il “tesoretto” per rinnovare la squadra. Noi ci crediamo e aspettiamo l’estate con impazienza.