20/08/2017

Inter, niente da fare. Avanti il Liverpool.

marzo 11, 2008 di  
Inserito in Champions League, Inter

L’impresa della Grande Inter del 1965 rimane l’unica della storia nerazzurra. Gli uomini di Mancini, infatti, s’inchinano al cospetto del Liverpool, che accede ai quarti, salutando mestamente la Champions League. Fallito, dunque, il difficile tentativo di rimonta dopo lo 0-2 dell’andata. Sono tanti i rimpianti della serata milanese, a partire dalle occasioni sprecate, per passare all’ennesima espulsione di un giocatore, ovvero Burdisso, che ha costretto i nerazzurri a giocare in 10 dal 50′. Ma andiamo al film della partita. Benitez schiera due mediani di contenimento davanti alla difesa e sposta Carragher sull’out destro; nessuna sorpresa per Mancini che lascia Figo in panchina e piazza Stankovic dietro le due punte Ibra e Cruz. La cornice è meravigliosa e l’Inter potrebbe passare in avvio. Al 8′ minuto, infatti, il Jardinero esplode un gran destro che Reina devia in tuffo. I nerazzurri, nonostante le precarie condizioni di Vieira e Stankovic, creano gioco e sfiorano il gol in altre due occasioni, sempre con Cruz. L’argentino è l’uomo più pericoloso della banda Mancini: prima sfiora il palo con un diagonale, ben ispirato dal partner d’attacco svedese, poi inventa un colpo di tacco su cross di Maicon, a cui risponde con grande reattività il numero uno dei Reds. Il Liverpool, nel primo tempo, si rende pericoloso soltanto quando due scivoloni di Cambiasso e Chivu innescano involontariamente Babel e Kuyt. Il primo tempo si conclude sullo 0-0, l’impresa si complica. E a inizio ripresa diventa utopica. Burdisso, già ammonito, becca la seconda ammonizione per un intervento a gamba tesa a centrocampo: a termine di regolamento l’ammonizione non ci sta, ma Ovrebo l’estrae e su San Siro scende il gelo. Le speranze residue dell’Inter vanno a picco pochi minuti dopo. Ibrahimovic non approfitta di un clamoroso regalo del centrale Skrtel, spedendo a lato a tu per tu con Reina: è il segno del destino. Al 63′ Maicon perde palla sulla destra, gli uomini di Benitez sfondano e servono Torres in area: girata da manuale e palla in rete. Il 7°gol nelle ultime 4 partite del Nino mette la parola fine all’incontro. L’ultima mezz’ora diviene inutile, il risultato non cambia più.

La Mancini band può recriminare per le due espulsioni discutibili rimediate nella doppia sfida e per il metro di giudizio applicato dal fischietto norvegese Ovrebo. Quest’ultimo, infatti, ha permesso un gioco molto più duro rispetto a quanto fatto dal collega De Bleeckere all’andata, dove Materazzi venne espulso per due falli lievi. Al di là delle polemiche arbitrali, i nerazzurri hanno incontrato una formazione molto organizzata, compatta, caratteristiche precipue delle squadre di Benitez. Il rammarico rimane per le palle gol sciupate che avrebbero potuto riaprire il discorso qualificazione. Dai quarti, quindi, difenderà i nostri colori soltanto la Roma di Spalletti. En plein, invece, delle formazioni inglesi: Manchester, Arsenal, Chelsea e Liverpool proseguono a braccetto la loro corsa verso Mosca. Venerdì a Nyon ci saranno i sorteggi.