18/12/2017

Sull’altalena del primo posto salta su l’Albinoleffe.

marzo 10, 2008 di  
Inserito in Albinoleffe, Bologna, Brescia, Lecce, Serie B

Continua l’altalena in vetta. La 29°giornata consegna al campionato di serie B una nuova capolista, l’Albinoleffe dei miracoli. La banda di Gustinetti torna a detenere il primato solitario, come già successo tre volte durante questa stagione, in virtù del successo strappato all’ultimo secondo contro il Messina. Il colpo di coscia di Peluso al 49′ della ripresa permette ai lombardi di scavalcare in un sol botto Bologna e Chievo, bloccati sullo 0-0 rispettivamente a Lecce e Rimini. La vittoria contro i peloritani è maturata dopo una partita difficile e bloccata. Il Messina, infatti, memore del suo pessimo ruolino esterno (7 punti in 13 gare prima di sabato), si presenta in Lombardia con uno schieramento quanto mai prudente e votato al contenimento. D’Aversa viene piazzato davanti alla difesa a 4, mentre in avanti Biancolino viene abbandonato al suo destino. Gli esterni dell’Albinoleffe non sfondano, mentre gli attaccanti non pungono: l’unica occasione del primo tempo è uno splendido tiro da fuori di Cellini ben respinto da Manitta. Gustinetti mischia le carte nella ripresa con un paio di cambi, ma la manovra non decolla. La lucidità inizia a calare, ma i padroni di casa continuano a spingere: prima Cristiano coglie il palo, poi Peluso devia in porta di coscia una punizione di Bonanni. Matura con un colpo fortunoso, quindi, la quinta vittoria consecutiva degli orobici, che li proietta in testa al campionato. Il portiere Marchetti prolunga la sua imbattibilità a 727 minuti; da segnalare che l’Albinoleffe giocherà 4 dei restanti 5 scontri diretti in programma tra le mura amiche: sognare è lecito.

Noia e delusioni dal big match. Lo 0-0 è lo specchio fedele di una partita senza emozioni, con le due squadre impegnate a spartirsi la posta in palio. Le due migliori difese del torneo (Bologna 17 gol subiti, Lecce 3 in più) prevalgono nettamente sugli attacchi, e la logica conseguenza è il numero di occasioni che il match partorisce: soltanto una, la traversa colpita da Zanchetta su punizione. Papadopulo schiera due punte e un trequartista, ma fatica a creare gioco in mediana, l’ex capolista Bologna spreca Marazzina in pressing alto e propone un calcio attendista. Troppo poco per puntare alla promozione diretta. La contentezza di giallorossi e rossoblù, infatti, viene spenta dal colpo di coscia di Peluso nei titoli di coda di giornata: giusto così, vista l’arrendevolezza mostrata dalle due compagini.

Pareggio ad occhiali anche per il Chievo, che scivola al terzo posto. I gialloblù non vanno oltre lo 0-0 a Rimini e, a dir il vero, sarebbero i romagnoli a meritare qualcosina in più. Gli uomini di Acori ci provano, ma vengono bloccati da alcune decisione discutibili di Tagliavento. Cristiano, già ammonito, viene punito con il secondo giallo per una spallata rifilata a Obinna, mentre il numero uno clivense Squizzi ferma con la spalla (o con il braccio?) un tentativo di Vantaggiato lanciato a rete; esplode così la rabbia del pubblico di casa. In biancorossi rimangono in 9 all’80’ e vedono sfumare l’ultima speranza per avvicinarsi alla zona play-off. Iachini può sorridere per l’11°risultato utile consecutivo e si rammarica per la palla gol fallita da Pellissier a fine primo tempo.

Non si ferma più il Brescia di Cosmi. Le rondinelle stendono un Cesena sempre più ultimo e continuano la loro rimonta ai primi due posti, agganciando al quarto posto il Lecce. La promozione diretta dista ora soltanto tre lunghezze. Gli uomini di Cosmi lasciano sfogare gli ospiti nei primi dieci minuti, poi prendono in mano la partita. I bianconeri, decimati in mediana, non reggono la forza d’urto dei lombardi che in mezz’ora archiviano la pratica. Privi di Caracciolo, uscito al 24′ per infortunio, i bresciani passano con Lima, Dallamano e Possanzini. Il capitano viene festeggiato dal Rigamonti, poichè tocca quota 100 gol tra i professionisti. Buona prova anche per Bazzani, che non fa rimpiangere l’Airone. Il neo papà, infatti, confeziona l’assist per il 2-0 e sfiora la rete personale. Il Cesena, invece, non può nulla contro lo strapotere dei padroni di casa e dovrà cercare i punti per una salvezza sempre più difficile in altre partite.

Deraglia alla stazione di Ascoli il Pisa Express. Irriconoscibile la squadra di Ventura, solitamente corsara, sul prato del Cino e Lillo Del Duca. I toscani vengono letteralmente sovrastati dai padroni di casa, a cui il risultato finale non rende giustizia. Il gol di Soncin al 92′, infatti, arriva dopo una serie infinita di tentativi a cui si è stoicamente opposto Morello. I marchigiani, inoltre, hanno colto una traversa con Guberti e si sono visti negare la gioia del gol da un paio di salvataggi sulla linea; gli uomini di Iaconi sono apparsi in gran forma, molto brillanti, buon preludio per il prosieguo del campionato. I toscani, invece, crollano anche sul piano nervoso, facendosi espellere due giocatori: brutto segno per chi vuole rincorrere la A.

Sonante cinquina per la Triestina. La formazione di Maran torna al successo dopo 6 giornate trascinata da bomber Granoche che, non a caso, era a secco da 5 turni. A farne le spese è il Vicenza e la panchina di Gregucci, che torna a traballare più che mai. L’illusione dei berici dura lo spazio di 25 minuti, ovvero il tempo che intercorre tra il vantaggio firmato Bernardini e il sorpasso alabardato di Granoche. L’attaccante argentino mette a segno una tripletta, raggiungendo quota 16 centri, ben coadiuvato da Della Rocca, autore del momentaneo 1-1 e assist man in occasione della rete del vantaggio. L’altra marcatura triestina è di Testini, al primo gol in campionato. Il Vicenza maledice le assenze, su tutte quella di Zampagna, e continua a stazionare in zona play-out.

LE ALTRE SFIDE. Nello scontro salvezza Treviso-Spezia, buona prova degli ospiti che, però, non riescono ad ottenere più di un punto dalla trasferta veneta. Pareggio anche tra Modena e Mantova, con i virgiliani acciuffati all’ultimo respiro da Tamburini. Svanisce così ogni residua speranza per gli uomini del neo allenatore Brucato; per gli emiliani prova monstre del giovanotto classe ’88 Biabiany, ispiratore di tutte le manovre dei canarini. Vittoria salvezza per il Piacenza sull’Avellino che sbatte il muso sui guantoni di Cassano, scivolando pericolosamente al terz’ultimo posto in classifica. Ennesima sconfitta per il Ravenna, stavolta a Frosinone: Eder e Lodi deprimono ancora di più i giallorossi romagnoli. Infine, pareggio che accontenta tutti tra Grosseto (senza vittorie da 8 turni) e Bari (doppietta di Cavalli).