23/08/2017

Continua il duello Inter-Roma. Ok Juve e Milan, ko viola a Siena.

marzo 10, 2008 di  
Inserito in Serie A

L’Inter festeggia la festa del Centenario, ma la Roma non molla. Nel giorno in cui vecchie glorie interiste affollano il prato di San Siro, la Mancini band continua a non brillare e strappa un risicato successo contro la Reggina. I nerazzurri passano in vantaggio soltanto grazie ad un rigore molto dubbio assegnato per fallo su Cambiasso. Sul dischetto si presenta il rientrante Ibrahimovic che non sbaglia: 15°gol in campionato per lo svedese. Il raddoppio arriva al 34′ con un colpo di testa di Burdisso su punizione calciata da Jimenez. Il 2-0, però, non deve indurre a errate conclusioni. Il migliore in campo della capolista è, infatti, Julio Cesar. Il numero uno brasiliano salva su Valdez e Amoruso, e ringrazia Modesto e Barreto per l’imprecisione dei loro tentativi. La Reggina spinge sino alla fine ma non passa, confortandosi comunque per il bel gioco espresso. Nell’Inter, invece, ci sono ancora troppi uomini in condizioni precarie, specialmente a centrocampo. Stankovic, Vieira e Figo sono sì in crescita, ma ancora lontani dalla forma migliore. In vista del match con il Liverpool, in cui servirà un miracolo, il tecnico nerazzurro recupera Chivu e Cruz: finalmente due buone notizie dall’infermeria. Oltre all’impresa impossibile da compiere martedì, non sono ammessi passi falsi in campionato. La Roma, infatti, corona la sua settimana perfetta(vedi “Roma caput mundi“) con il blitz di Napoli, unico campo fatale proprio ai rivali. I giallorossi hanno impressionato ancora una volta per brillantezza e personalità, domando agevolmente i partenopei. L’impresa di Madrid sembra aver dato più consapevolezza agli uomini di Spalletti, che hanno messo in mostra una manovra fluida ed efficace. Bastano due minuti ai capitolini per replicare all’Inter: Totti suggerisce per Perrotta che infila con un diagonale Gianello. Il Napoli balbetta, mentre la coppia De Rossi-Aquilani giganteggia in mezzo al campo. La prima frazione di gioco si chiude a sorpresa sull’1-0, viste le occasioni sciupate dalla Spalletti band (su tutte quelle capitate al capitano e a Perrotta). A inizio ripresa, però, la Roma raccoglie ciò che ha seminato. Totti trasforma il rigore del 2-0, festeggiando la 500°presenza in giallorosso con la 13°marcatura in campionato. Da lì in poi, si sveglia il Napoli, ma è troppo tardi: continua, quindi, la rincorsa della Roma che, nel prossimo turno, affronterà il Milan. I giallorossi non risparmiano, inoltre, frecciatine e polemiche nei confronti della capolista. Dopo le polemiche delle ultime settimane, infatti, De Rossi ha dichiarato che “se ci fosse giustizia, la Roma sarebbe prima”. La battaglia verbale e in campo è ancora lunga.

Preziosi successi in chiave Champions per Juve e Milan che approfittano dello scivolone viola a Siena. A Empoli i rossoneri giocano male e rischiano a più riprese il ko. La manovra degli uomini di Ancelotti è lenta, prevedibile, le energie psico-fisiche dopo l’eliminazione dalla Champions scarseggiano, le riserve fanno rimpiangere i titolari: ecco le ragioni dell’appannamento milanista. L’Empoli, però, non ne approfitta. Al 19′ Bassi regala il pallone dell’1-0 a Pato e, dopo il pareggio di Buscè, non sfrutta a dovere le qualità dei giovani Abate, Giovinco e Marchisio. L’unica recriminazione toscana è un palo colto dal centrocampista scuola Juve. Il peggio, però, deve ancora arrivare. Quando il pareggio sembra cosa fatta, Tosto salta male sul cross di Kakà e si fa sovrastare da Ambrosini, sancendo la condanna empolese. Il 3-1 di Kakà, giunto all’ultimo minuto, è una punizione troppo severa per i ragazzi di Malesani. Il brasiliano torna a segnare dopo 2 mesi (ultima rete il 13 gennaio contro il Napoli). Questi tre punti d’oro permettono al Milan di dimenticare l’Arsenal e riportarsi a -1 dalla Fiorentina.

E’ fatale per gli uomini di Prandelli, infatti, il derby con il Siena. Maccarone con una punizione perfetta stende la Fiorentina e poi si fa ammonire per la seconda volta, poichè si toglie la maglietta nell’esultanza. Una prodezza abbinata ad una sciocchezza, insomma. Buon per lui che i compagni resistano fino al 90′ e conducano in porto un successo storico: non era mai successo, infatti, che i senesi vincessero tre partite di fila nella massima serie. Questa affermazione lancia gli uomini di Beretta sempre più lontani dalla zona calda e complica i piani della banda Prandelli. La compagine viola paga lo sforzo dell’Uefa e il clamoroso errore di Pazzini che, a porta praticamente sguarnita, calcia a lato il pallone del possibile 1-0. I viola, finiti sotto, non hanno la forza di reagire, vedendo così ridotto il proprio vantaggio sul Milan ad un solo punto. Un altro handicap dei viola sarà il suo impegno in Europa, considerato che rossoneri e bianconeri possono concentrare tutti gli sforzi in campionato.

Torna a sorridere la Juve. Dopo tre turni nefasti (1 solo punto conquistato) arriva il blitz esterno di Marassi. Il successo è figlio delle scelte tecniche azzeccate di Ranieri e della determinazione bianconera. Il tecnico reinventa la corsia mancina inserendo Grygera e Salihamidzic, e proprio il boemo sarà l’uomo risolutore. Al 25′ scaglia un bolide imprendibile per Scarpi, e otto minuti dopo consegna un pallone d’oro a Trezeguet. L’ex Ajax, quindi, è nettamente il migliore in campo. Ma la Juve non è soltanto questo. E’ il 16°centro stagionale di Trezeguet che vale il 197° gol in coppia con Del Piero in serie A: scavalcati i mitici Sivori e Charles. E’ il solito strepitoso Buffon, che devia sul palo un’insidiossima conclusione di Borriello. E’ la nuova affiatatissima coppia di centrocampo Zanetti-Sissoko. Le uniche preoccupazioni per Ranieri riguardano il prossimo match con il Napoli: marcheranno visita, infatti, Zanetti per infortunio, Legrottaglie, Camoranesi e Zebina per squalifica. Niente da fare per il Genoa che incappa nella seconda sconfitta consecutiva.

Va al Catania lo scontro disperazione. Dopo un digiuno durato quasi tre mesi (ultimo urrà risalente al 16 dicembre), gli uomini di Baldini si scrollano di dosso la paura e compiono un balzo triplo in classifica. Il successo, però, non è certamente figlio del bel gioco. I rossoazzurri subiscono per tutta la prima frazione di gioco il Cagliari, e colgono il pareggio in mischia. Gli uomini di Ballardini, meritatamente in vantaggio con Conti, fanno del puro autolesionismo. Oltre a varie palle gol sprecate, a inizio ripresa fanno persino harakiri: Canini, infatti, spedisce nella propria rete il pallone che potrebbe aver condannato alla B i sardi. La paura, a quel punto, frena gli ospiti, e il Catania può brindare ad un successo tanto casuale quanto vitale.

Bei successi per Lazio e Sampdoria. I biancocelesti colgono la 4°vittoria interna consecutiva grazie alla coppia gol Rocchi-Pandev: 19 reti in due. La Lazio approfitta di un Livorno spento, che affonda per la 6°volta nelle ultime 8 gare. Il prossimo match con il Parma è un autentico spareggio salvezza. Gli uomini di Rossi, invece, iniziano ad avvistare la zona Uefa e testano il tridente Rocchi-Pandev-Bianchi: buona la prima. Consolida la propria posizione la Samp che non risente delle pesanti assenze di Cassano, Bellucci, Montella, Campagnaro e Pieri. La Mazzarri band espugna Parma con i gol del ritrovato Bonazzoli, a secco da 11 mesi, e Maggio. La timidezza condanna i ducali all’ennesima sconfitta, la panchina di Di Carlo è in bilico. Il tecnico gialloblù viene tradito anche da Gasbarroni che spedisce sul palo il rigore del possibile 1-1. Il gol di Budan nella ripresa serve soltanto ad aumentare i rimpianti di una squadra che continua a deludere.

Nelle altre partite, bella affermazione del Toro sull’Atalanta (1-0) e pareggio “brasiliano” (a segno Simplicio e Felipe) tra Palermo e Udinese.