20/08/2017

Roma caput mundi

marzo 6, 2008 di  
Inserito in Champions League, Roma

Magica Roma. I giallorossi non si accontentano di eliminare il blasonato Real Madrid, espugnando con merito e autorità uno dei templi del calcio, ovvero il Santiago Bernabeu. La Roma disputa una partita perfetta, annichilendo un Real deludente, che può solamente accampare l’alibi debole di qualche assenza di lusso(Van Nisterlooy, Sergio Ramos, Robben, Sneijder); le merengues escono per la quarta edizione di fila agli ottavi: un vero e proprio disastro. I giallorossi, invece, tengono alta la bandiera italiana in Europa, dopo l’eliminazione del Milan e prima che l’Inter tenti l’impresa impossibile con il Liverpool.

Spalletti azzecca tutte le scelte tecniche, inserendo Cicinho, il grande ex di turno, per Panucci, e Aquilani al posto di Pizarro. I romanisti non soffrono il cosiddetto “miedo escenico”, ovvero l’effetto intimidatorio del Santiago Bernabeu, e giocano con grande personalità, soprattutto in mezzo al campo, dove De Rossi giganteggia. Nel primo tempo Aquilani colpisce il palo, mentre Baptista sciupa una buona occasione: la Roma, memore della debacle dello scorso anno a Manchester, bada più a contenere che a spingere. Il Real, però, non combina un granchè, pur dovendo ribaltare l’1-2 dell’Olimpico(vedi “Andata ottavi:impresa Roma, tonfo Inter“). La chiave del match è l’ingresso in campo di Mirko Vucinic per uno spento Mancini. Il montenegrino, in meno di mezz’ora, spacca a metà la partita. Prima colpisce una traversa con un tiro al volo su cross di Tonetto, poi fa espellere Pepe inducendolo al fallo con una serpentina ubriacante. Ma non finisce qui. Recupera il pallone che dà il la al vantaggio giallorosso, firmato Taddei, e fulmina Casillas al tramonto del match, firmando l’impresa. Semplicemente strepitoso. ll montenegrino si conferma il capocannoniere europeo della Roma con 4 sigilli. In mezzo alle grandi giocate di Vucinic, c’è stata la timida reazione del Real. Le merengues, dopo aver incassato il gol di Taddei, hanno riequilibrato la sfida con capitan Raul (la sua rete, però, è viziata da fuorigioco), ma non sono state in grado di andare oltre. Dopo qualche minuto di paura, la Spalletti band ha ripreso in mano le redini del gioco e scritto la leggendaria impresa nei minuti di recupero. Con questo bellissimo successo a Madrid, che bissa quello molto meno importante del 2002, la Roma si appresta ad entrare nel gotha del calcio europeo. Le qualità ci sono e quest’anno pure la personalità giusta.

Tutto “easy” per il Chelsea di Grant. Non c’è partita tra gli inglesi e i greci dell’Olimpiacos a Stamford Bridge. I Blues, infatti, liquidano la pratica biancorossa con un secco 3-0, maturato dai gol di Ballack, Lampard e Kalou. La truppa inglese, quindi, s’infoltisce, e rischia di essere al gran completo se il Liverpool farà tesoro del 2-0 dell’andata. La sfida si mette subito in discesa, in quanto i londinesi impiegano soltanto 5 minuti per mettere la testa avanti. Ballack, dopo aver siglato il vantaggio, dà il via all’azione del 2-0: bella prestazione per il tedesco che, in collaborazione con Lampard e Makelele, forma la cerniera del centrocampo di Grant. I greci faticano a superare la metà campo, e si fanno vedere dalle parti di Cudicini solo sullo 0-3. Troppo tardi, ovviamente. Grant può godersi, quindi, l’accesso ai quarti, dove sarà presumibilmente tutt’altra musica.

Schalke avanti ai rigori. Il fortino dei tedeschi resiste a Oporto, grazie ad una prestazione strepitosa dell’estremo difensore Neuer. Il numero uno teutonico para il possibile e l’impossibile, frustrando i numerosi tentativi dei portoghesi. Il match è un monologo a tinte biancoblù, con lo Schalke impegnato soltanto a difendere il gol dell’andata. I portoghesi, comunque, passano a pochi minuti dal termine: Lisandro Lopez sigla il meritatissimo 1-0. Sbloccata la partita i portoghesi rimangono il dieci per l’espulsione di Fucile, autore di un fallo da censura. L’espulsione condiziona i padroni di casa che, esausti, si accontentano di approdare ai calci di rigore. Qui sale in cattedra ancora Neuer: il portiere blocca due penalty e spedisce i suoi, a sorpresa, ai quarti. Fuori un Porto deludente che avrebbe potuto, e dovuto, fare di più.

Martedì prossimo si deciderà l’ottava qualificata, una tra Liverpool e Inter. Accedono ai quarti le inglesi Arsenal, Manchester, Chelsea, la superstite spagnola Barcellona, la nostra Roma e le due sorprese Schalke 04 e Fenerbahce.