21/09/2017

Milan, fine di un’era.

marzo 6, 2008 di  
Inserito in Champions League, Milan

Dopo cinque edizioni consecutive, non ci sarà il Milan nei quarti di finale di Champions League. I “vecchi” e logori campioni d’Europa e del Mondo, infatti, hanno ceduto ai giovanotti terribili dell’Arsenal nel ritorno degli ottavi, in quel di San Siro. I sei anni di media di differenza tra le due squadre(24 vs 30) si sono rivelati, infine, decisivi: i Gunners, molto più brillanti ed incisivi dei rossoneri, hanno meritato ampiamente la qualificazione. Il Milan ha pagato a carissimo prezzo i tantissimi impegni ravvicinati, causati dal Mondiale per Club disputato e vinto a dicembre, e la precaria situazione di classifica in campionato che ha costretto Ancelotti a limitare il turnover. Gli uomini chiave dei rossoneri, ovvero i vari Pirlo, Gattuso, Kakà, Seedorf(assente perchè acciacciato)sono arrivati all’impegno con la lingua a penzoloni e tutta la squadra ne ha risentito. I ragazzi di Wenger, invece, hanno amministrato il pallone per tutta la partita attendendo di trovare lo spiraglio giusto, come fanno le grandi squadre. Lo spiraglio si è aperto all’84?, quando uno strepitoso Fabregas ha fulminato dalla distanza Kalac, gelando letteralmente San Siro. Il requiem rossonero viene ultimato da Adebayor che insacca con facilità un cross del baby prodigio Walcott. E pensare che nel primo tempo il Milan si era illuso, sfiorando il gol con Pato, Maldini(ancora una volta il migliore in campo)e Inzaghi. Dalla mezz’ora, però, cambia la musica. è Fabregas a dare la sveglia ai rossoneri incocciando la traversa; a inizio ripresa lo svizzero Senderos sbaglia clamorosamente da due passi. Gli uomini di Ancelotti calano sempre più fino alla capitolazione finale. Applausi per il giovane Arsenal di Wenger, squadra quadrata, organizzata, ma anche estremamente talentuosa e spettacolare(strepitosi Fabregas, Hleb, Flamini e Adebayor), e applausi anche al grande e orgoglioso Milan. Dopo anni di bel calcio, vittorie e trofei, cede lo scettro a testa alta agli inglesi e dovrà ora concentrarsi sul campionato, dove non potrà fallire l’obiettivo quarto posto. Preludio irrinunciabile per una rivoluzione che non può più attendere.

Punteggio striminzito ma vittoria netta per i Red Devils. Il Manchester United, infatti, sconfigge con un solo gol di scarto il Lione e vola ai quarti. Il match winner è l’incontenibile e prossimo candidato al pallone d’oro Cristiano Ronaldo che, dopo aver indispettito gli avversari con finte e doppi passi, ha risolto una mischia a pochi metri da Coupet. Il Lione, invece, bada soltanto a difendersi e affida tutte le sue speranze al solitario Benzema. Il giovane franco-algerino si batte e sbatte, ma non riceve un solo pallone giocabile. Troppo facile per gli uomini di Ferguson che si confermano una delle compagini favorite per la vittoria finale.

Avanti anche il Barça. La notizia della serata del Camp Nou, però, non è lo scontato successo dei blaugrana sul Celtic, bensì l’infortunio occorso a Messi. La Pulce si è fermata al 34? del primo tempo per un’infortunio muscolare, lo stesso che lo colpì qualche mese fa. Rischia fino a due mesi di stop: la sua stagione, quindi, è a rischio. I blaugrana perdono una pedina importantissima, considerata anche la scarsa intesa mostrata dal trio Ronaldinho(buona prova per il brasiliano), Eto’o e Henry. Agli uomini di Rijkaard, comunque, è bastato il gol in avvio di Xavi per aver ragione del Celtic rinunciatario formato trasferta. Il resto del match è scivolato tra barocchismi e occasioni buttate al vento dai catalani.

Volkan decisivo nel bene e nel male. Il portiere turco è il protagonista assoluto dell’ottavo di finale tra Siviglia e Fenerbahce. Nel primo tempo regala con due papere colossali due gol agli andalusi (Alves e Keita), salvo poi parare tre calci di rigore su cinque nella lotteria finale. Il match, infatti, si conclude 3-2 come all”andata, e i turchi ottengono una storica qualificazione dagli undici metri. Qualificazione, per altro, meritatissima, visto il gioco espresso e la reazione ai due erroracci del portiere. Un grandissimo Deivid ha accorciato per due volte le distanze, trascinando i suoi ai supplementari e ai rigori. Esulta, quindi, Zico, che porta la formazione di Istanbul tra le prime otto d’Europa per la prima volta nella sua storia.